D’Anna: “portare la gente ad amare gli arbitri”.

Grazie al nuovo presidente nazionale dell’Aia, Marcello Nicchi, che ha apportato all’interno dell’organizzazione notevoli cambiamenti, a capo degli arbitri della Sicilia è stato chiamato, per la prima volta, un dirigente non palermitano: l’acese Saro D’Anna, ex presidente della sezione di Acireale.
A conclusione del girone d’andata dei campionati regionali, abbiamo sentito proprio D’Anna per un primo bilancio della nuova esperienza e dell’attività svolta. «Un’esperienza – afferma D’Anna – positiva e appagante. Stiamo cercando di essere sempre più vicini ai presidenti sezionali e ai giovani arbitri che sentendosi chiamare, si sentono più confortati e maggiormente tenuti in considerazione. Tutto il nostro impegno deve essere rivolto alla crescita personale, e non solo sportiva, dei nostri giovani tesserati perché il nostro obiettivo principale, come giustamente sostiene il presidente Marcello Nicchi, è quello di portare la gente “ad amare gli arbitri”.Non dimentichiamo che i nostri campionati sono tra i più difficili e più complicati per via delle particolari situazioni nei vari gironi».- Sono stati fatti aggiornamenti? «Senza dubbio. Abbiamo organizzato già tre stage e prossimamente ne faremo altri tre, per gli arbitri dell’Eccellenza, facendo partecipare anche gli attuali dieci direttori di gara della Can Pro I^ e II^ Divisione e i due assistenti della Can A e B, per familiarizzare tra loro e cercare di fare gruppo, scambiandosi le varie esperienze. Abbiamo istituito, inoltre, poli di allenamento in tutte le sezioni, affinché gli arbitri vengano seguiti e consigliati da professionisti esperti in preparazione atletica e anche sui movimenti in campo. Sotto questo aspetto confido nella massima collaborazione dei presidenti di sezione che meglio degli altri conoscono i nostri ragazzi, non solo del calcio a 11, ma anche gli arbitri di calcio a 5, sempre più in espansione».L’applicazione delle sanzioni disciplinari nei campionati? «Sono state fatte delle riunioni con il giudice sportivo proprio per trovare univocità di intenti e di applicazione per ogni singola infrazione».- Il girone d’andata? «Tutto sommato ci riteniamo soddisfatti. Pensate che ci sono 700 gare la settimana. Confidiamo sempre nella collaborazione dei dirigenti, dei tecnici e dei giocatori per lavorare in simbiosi nell’interesse di tutto il movimento calcistico. Noi chiediamo ai nostri arbitri, puntualità, di essere attenti, aggiornati, comportamenti composti e signorili, preparazione e rispetto, per essere a loro volta rispettati». – Da più parti, per evitare che si creino sospetti di favoritismi, si chiede che arbitri e assistenti non vengano impegnati nei gironi delle squadre di loro residenza?. «Sotto questo aspetto, nel rispetto del budget, stiamo cercando di stare molto vigili, nell’interesse generale».