Salvatore Trimarchi: nel cuore ” l’ippopotamo” del Ciumaredda.

Il Campionato di Terza Categoria è stato definito il più bello ed affascinante degli ultimi anni. Per ricevere tale appellativo, certamente diversi i fattori hanno determinano tale popolarità. Tra i tanti fattori,  certamente” i protagonisti” che scendono in campo,infatti, molti i giocatori  sono scesi di categoria sposando in toto con notevole entusiasmo i progetti delle varie Società.
Uno dei protagonisti del campionato stagione 2009-10, è senza dubbio il difensore del Ciumaredda – Salvatore Trimarchi, non più giovanissimo, ma all’età di 31 anni, pur avendo diverse richieste, ha preferito mettere la sua esperienza al servizio della giovanissima Società  santateresina del Ciumaredda del Presidente Nino Santoro.
–  Salvo, Come mai hai scelto il Ciumaredda?“ Una scelta di cuore,  oltre di amicizia e  sentimentale. Ho sposato in toto il progetto Ciumaredda,  una Società giovane che punta in alto. Un gruppo unito,  un rapporto di amicizia che va oltre lo sport, siamo una grande famiglia , basta pensare che alcuni giocatori sono anche dirigenti”.
– Prima di accettare il Ciumaredda  eri ad un passo dallo Sportinsieme? “ Diciamo che c’era qualche possibilità di vestire la maglia dello Sportinsieme, una squadra costruita per vincere il campionato, l’idea mi affascinava, facendo la dovuta riflessione ho accettato la proposta del Ciumaredda, costruito per un campionato da protagonista”.
–  Dopo un inizio in sordina sei entrato in pieno regime in squadra? “ Siamo 23 giocatori, tutti la domenica vorrebbero scendere in campo. Questo non è possibile,  accettiamo le scelte che fa il mister Ciatto, li condividiamo senza perdere di vista quello che è il nostro obiettivo finale”.
– Puntate alla vittoria del campionato? “ Questo lo vedremo a maggio. Una cosa è certa il Ciumaredda è stato costruito per un campionato di vertice”.
–  Un’ organico forte che può ambire all’accoppiata “Campionato – Coppa”? “Perché no? Abbiamo dimostrato contro lo Sparagonà che non lasciamo nulla al caso, abbiamo una rosa competitiva , una mentalità vincente per competere su entrambi i fronti”.
– Per raggiungere tale obiettivo avrete sicuramente l’appoggio della tifoseria? “ Guarda, i nostri tifosi sono il “12”uomo in campo”, una tifoseria giovane che conta del calore anche di “supporter femminili”.
–  Facciamo un passo indietro negli anni. Calcisticamente sei cresciuto nell’A.C.S. Savoca? “ Sì,  nella gloriosa A.C.S. Savoca, un periodo fantastico trascorso nella squadra savocese”.
– Tu sei di origine savocese, pur essendo cresciuto a S.Teresa, in futuro ti piacerebbe vestire nuovamente la casacca del tuo paese? “Nella vita mai dire mai. Auguro le migliori fortune alla squadra savocese, ma il mio cuore batte per “l’ippopotamo “ del Ciumaredda.”
Due anni a S. Alessio? “ Due anni fantastici. Un gruppo solidificato, purtroppo la mia scelta di andare via è scaturita in quanto non c’erano più i presupposti di continuare  a giocare con il S. Alessio.   Spero di aver lasciato un ottimo ricordo.”
–  Con il S. Alessio, dopo un periodo di inattività, hai ripreso a giocare? “ Si.  Diversi i fattori che mi hanno riportato a riprendere l’attività sportiva. Devo ammettere che a distanza di qualche anno devo dare merito  ad una persona fraterna  che io definisco “il cambiasso della riviera jonica”  che mi ha stimolato  con la sua pazienza a riprendere nuovamente “le scarpette”.
– Come  giudichi le strutture sportive della Riviera Jonica? “Certamente non sono all’altezza del movimento calcistico di questi ultimi anni. Poca attenzione da parte degli amministratori locali verso lo sport. E’ assurdo che si siano ancora campi in terra battuta”.
– Gli arbitri sono nell’occhio del ciclone. Secondo te per colpe loro o per fattori esterni? “Non so io la persona giusta per giudicare un arbitro. Il livello è mediocre,  anche se ci sono degli arbitri bravi. La Lega per venire incontro alle esigenze delle varie Società dovrebbe inviare per certe partite di cartello o a rischio un arbitro di categoria superiore. Anche se la colpa spesso non è degli arbitri”.
– Il livello calcistico attuale rispetto al passato? “ Direi discreto, non paragonabile agli anni ’80.  Negli ultimi tre anni, grazie alla Terza Categoria, con la nascita di tante Società,  si è messo in moto un meccanismo che fa bene al mondo del calcio”.
–  S. Teresa è un paese che può contare su tre squadre di calcio, forse meriterebbe una formazione almeno in Eccellenza”. “La presenza di tre squadre è senz’altro positivo per lo sport, in quanto crea interesse. Mi auguro che il progetto Ciumaredda vada in porto, stiamo lavorando  per costruire un prima squadra con le basi solide per  puntare a categorie superiori.  Questa è la mia speranza, S. Teresa un paese di circa 14 mila abitanti,  può puntare ad un campionato almeno di Eccellenza”.
– Il tuo sogno nel cassetto?“  All’età di 31 anni  non posso avere sogni nel cassetto. Sicuramente vincere il campionato con il Ciumaredda, il primo di una lunga serie”.