Adesso basta. Questo non è più calcio. Bisogna darsi una calmata.

Adesso basta. Questo non è più calcio. Quanto successo in quel di Taormina, alla fine della gara tra la locale formazione del Real Taormina e il Motta, ci lascia ancora una volta senza parole.  Non può essere l’errore dell’arbitro ad determinare una sconfitta, scaricare la propria rabbia su l’unico personaggio facile bersaglio di 22 giocatori, il numero potrebbe aumentare se mettiamo nella mischia anche le panchine,  solo la giachetta nera è colpevole,  questo non è giusto, i  giocatori hanno sempre ragione loro non sbagliano mai.
Cosa dovrebbe fare una Società quando un proprio tesserato sbaglia gol fatti, o un difensore commette falli da rigore o fa autorete. Il presidente della squadra o chi per lui dovrebbe scagliarsi contro il giocatore per avere sbagliato un gol praticamente fatto, invece, alla fine  le colpe sono  solo del direttore di gara. Adesso basta, cosi non si può continuare mettendo a rischio la vita delle persone, per una semplice partita di calcio?
Posso capire la voglia di vincere, ma non si può incolpare sempre la direzione di  gara, la causa primaria di un eventuale sconfitta, scagliandosi contro o come è accaduto in altre circostanze in questo campionato. Il direttore di gara può sbagliare nel giudicare un’azione o il comportamento di un  singolo giocatore, dovendo decidere in una frazione di tempo, prendendo delle decisioni, a volte sbagliate che vanno accettate. Ci sono delle regole che devono essere rispettate da parte di tutti, ci vuole un po’ di buon senso e spirito di  collaborazione tra i ventidue in campo e l’arbitro di  turno. Come è successo qualche settimana addietro in occasione della gara tra Calcio Granitese e Forza D’Agrò Scifì. Sono stati gli stessi giocatori in campo, anzi la lealtà della compagine del Forza D’Agrò Scifì  a far ritornare suoi propri passi il direttore di gara, confermando la regolarità della terza rete della Granitese.
L’arbitro di Real Taormina – Motta, non era  un novellino, può capitare una giornata storta, anziché scagliarsi contro perché non aiutarlo nella direzione di gara, oltre al dialogo soprattutto con un leale comportamento in campo. Scusate, il mio sfogo, così non si può continuare, tutti gli addetti ai lavori si devono dare una regolata se si vuole salvare questo “entusiasmante, elettrizzante ,seguitissimo campionato che sta suscitando notevole interesse attirando sugli spalti numerosi tifosi.” Che tipo di esempio diamo ai ragazzini che vanno al campo per veder i loro beniamini, occorre fare una serie riflessione e meditazione da parte di tutti.
Il primo passo – secondo il mio modesto parere – lo dovrebbe fare il Presidente della Delegazione Provinciale di Messina – Carmelo Alfieri – invitando le varie Società al rispetto delle regole, disciplinando i propri tesserati, è come ex – arbitro, solo lui può capire lo stato d’animo di un arbitro quando sono “tiro al bersaglio”.
Caro Presidente – così non si può continuare – occorre dare esempi forti: magari sospendere per una giornata il campionato o adottando duri provvedimenti, non è sufficiente infliggere una squalifica (solitamente un giocatore se la cava con due o tre giornate di squalifica) ma trovare altre soluzioni, in modo di prevenire certi episodi.