Per gli impianti sportivi finanziamenti agevolati.

Operazione Credito sportivo, è il D-Day. E chi non si affretterà ad aderire ai finanziamenti per l’ammodernamento e l’agibilità degli impianti agonistici, compreso per il calcio l’inerbamento artificiale, rischia di perdere l’autobus più favorevole nell’ultimo dopoguerra. «Grazie alla sensibilità ben nota del governatore Lombardo – dice in proposito Sandro Morgana, presidente regionale della Federcalcio, inesauribile combattente su questo particolare fronte – è stato firmato il decreto che scioglie il nodo degli interessi sui finanziamenti dell’istituto bancario del Coni.
In pratica si dà la possibilità ai proprietari degli impianti sportivi – siano essi enti pubblici (comuni, province, etc.; n.d.r.) o privati (purchè senza scopo di lucro, come le associazioni sportive) – di sostenere l’onere del mutuo relativo al finanziamento dei lavori, con notevoli se non totali agevolazioni sul tasso di interesse». «In pratica, – sono ancora parole del dottore Morgana – la Regione si fa carico del 100% sugli interessi relativi ai finanziamenti di progetti fino a 500.000 euro, riducendo l’intervento al 50% su quelli che fossero invece rapportati a progetti superiori a quella cifra. In regione, in ogni caso una manna dal cielo per lo sport e per il calcio in particolare».
Verosimilmente comunque sarà una corsa a non restare appiedati: per l’adesione esistono per il momento due limiti fondamentali. Il primo è temporale: chi vuole concorrere, deve farlo entro il 30 aprile. Il secondo è finanziario: il decreto regionale prevede un intervento fino a sette milioni di euro, tanti quanti sono a disposizione, grazie al fondo sinora purtroppo inerte che s’è creato in virtù della apposita legge del 2004 in tema di riorganizzazione dell’impiantistica sportiva allorchè venne stipulata una prima convenzione fra la Regione Sicilia ed appunto il Credito Sportivo; convenzione a cui ha fatto seguito l’analoga convenzione Figc Sicilia-Credito Sportivo e firmata nel 2008 a Mondello fra i presidenti di tali enti, Morgana e Cardinaletti «Noi contiamo moltissimo sulla opportunità offerta dagli ultimi eventi.
– Sandro Morgana ribadisce un proprio antico concetto che è anche un autentico cruccio – La Sicilia, popolata da oltre cinque milioni di abitanti, offre nel calcio un panorama direi preoccupante: disponiamo di 330 impianti ‘a undici’ (in Lombardia, su una analoga estensione di terreno, sono 2.400!), dei quali appena 23 in erba naturale e 28 in sintetico; nel calcio a cinque, i rettangoli di gioco sono 225 in sintetico oppure al coperto. I comuni, gli enti pubblici, le associazioni hanno oggi la possibilità di realizzare o migliorare gli impianti: per un normale sviluppo ed una accettabile divulgazione dell’attività agonistica ne occorrerebbero non meno di ottocento. E’ inammissibile che settimanalmente nei nostri stadi si affastellino oltre settecento incontri, in taluni casi domenicali anche ponendo la palla al centro alle 8 del mattino. Ben venga dunque una adesione massiccia alla convenzione – ora più che agevolata – con l’istituto per il Credito Sportivo se, al di là delle velleità agonistiche, si crede nei valori sociali ed educativi dello sport e del calcio, disciplina più popolare e dunque praticata».