Franco Sgroi: a 51 anni goleador dell’Asd Letojanni.

Anche domenica scorsa è stato determinante, mettendo la firma a una splendida doppietta che ha permesso alla sua squadra, l’Ads Letojanni, militante nel girone messinese di Terza Categoria, di aggiudicarsi l’infuocato derby col Mongiuffi Melia. Continua, pertanto, Franco Sgroi, a essere lo spauracchio delle difese avversarie, nonostante porti sul groppone il peso di oltre mezzo secolo. 51 anni, infatti, il maturo ma sempre verde bomber (che fa l’operatore ecologico a Letojanni) li compie nel prossimo mese di febbraio.
«Ho il calcio nel cuore – confessa candidamente – fa parte della mia vita, una sorta di droga, di cui non posso fare a meno». Una passione radicata quella per lo sport più amato degli italiani, che il calciatore, letojannese purosangue, non riesce a scrollarsi di dosso, consentendogli di vivere una seconda giovinezza.
Fisico asciutto, buona tenuta atletica, anche se la potenza nel tiro non è quella di un tempo, ma sempre lo stesso è il fiuto del gol. E’ come un ragazzino, corre, cerca la palla, si rende utile per la squadra. «E’ sempre un’emozione scendere in campo – afferma l’inossidabile goleador – cerco la segnatura a ogni costo e ci resto male se non faccio centro».Ricorda, ancora , il «Ciccio» paesano, la prima rete, siglata al suo debutto in Prima Categoria (tecnico Mario Pagano), a Venetico Marina con la Robur Letojanni: «Un buco importante – spiega con un pizzico di commozione – che ci salvò dalla sconfitta».
I gol fatti nella sua lunga carriera (Villafranca in Promozione con Pino Irrera, Francavilla con Locatelli, e poi Giardini, Bronte Furci e tra Prima e Seconda Categoria Robur, Piedimonte, Fiumefreddese) Sgroi non li conta nemmeno, una media di 15 a campionato, senza fare riferimento a quelli del settore giovanile roburino, dove si è formato, guidato all’epoca da Nino Nicita.
Quando gli chiediamo per quanto tempo ancora ha intenzione di calzare le scarpette chiodate risponde, melanconicamente «ancora per una anno voglio, infatti, contribuire – aggiunge con un certo orgoglio – alla promozione in Seconda Categoria del Letojanni e poi forse smetterò». Ma sono in pochi a crederci.