Sandro Morgana: ” Non capisco le critiche sui play-off e play-out”.

«Leggo che il mio comitato avrebbe variato in corso d’opera la formula dei play off e play out, registrando qualche protesta allarmata: credevo che fosse bastato annunciare le formule dei campionati a più riprese attraverso i comunicati ufficiali; credevo che fosse stato sufficiente chiarire tali formule direttamente attraverso frequenti interventi televisivi anche sugli schermi di Antenna Sicilia, che considero fondamentale per l’informazione sportiva. Ed invece ecco che qualche imperfetta informazione ha scatenato un disorientamento generale».
Parole amare quelle di Sandro Morgana, presidente regionale della Figc.«Prima s’è insinuato che la Lega Sicula avesse squalificato per un anno il campo dell’Acicatena: una notizia improponibile – prosegue il presidente Morgana – poichè la società etnea milita in Serie D e dunque può essere giudicata soltanto dal giudice sportivo romano, in seno alla Divisione Interregionale della Lega nazionale dilettanti. Ora si fa capire che il comitato regionale abbia variato la formula dei play off e dei play out nei propri campionati, in corso d’opera, agendo pertanto scorrettamente.
Anche questo è un allarme ingiustificato: il consiglio direttivo regionale, nella riunione del 30 aprile 2009, stabilì che a decorrere dalla stagione 2009-2010, cioè quella in corso, i play off e i play out si sarebbero svolti di volta in volta sul campo della squadra meglio classificata. Tale delibera è stata pubblicata sul nostro comunicato ufficiale n. 375 del 18 giugno 2009, ribadita nel n. 1 del 14 luglio 2009 ed ulteriormente confermata sul n. 105 del 15 ottobre 2009».«La Sicilia ed Antenna Sicilia hanno peraltro più volte ribadito l’esistenza della decisione dell’aprile 2009 – dice ancora Morgana – così come hanno chiarito che per i casi di parità, all’interno della griglia di play off e play out, ci atteniamo rigorosamente all’art. 51 delle Noif».
Scavi sino alla radice della delibera sui play sul campo di chi s’è meglio classificato e scopri che «in tutte le regioni si attua da sempre questo sistema e noi lo abbiamo sperimentato da tempo nel calcio a 5 e dall’anno scorso nel settore giovanile. Ora pertanto ci allineiamo alle altre regioni, evitando fra l’altro l’insidia di reperire, principalmente nei primi turni, un centinaio di campi neutri alla settimana, rischiando sempre l’impopolarità perché chi ha il campo in terra battuta odia quelli in erba naturale o sintetica, chi l’ha in erba vede come il fumo negli occhi quelli in terra battuta e così via. C’era chi vuole il campo neutro sotto casa e chi a… mille chilometri dalle due sedi. La scelta è stata peraltro condivisa a pieno dalle società, che ci hanno manifestato sin dall’inizio il loro consenso. Insomma, ancora una volta il nostro comitato ha operato in regime di massima linearità e stile, nel rispetto degli interessi delle società».