Ciccio Carpillo: “Una forte emozione vincere da furcese il campionato”.

Dopo tanti anni di assenza il paese di Furci dalla prossima stagione sportiva ritorna ad assaporare il palcoscenico della Prima Categoria. Dopo la gloriosa Indipendente, l’Atletico Furci, adesso è toccata alla giovanissima società dell’Asd Furci del Presidente Ciccio Pino. Un traguardo raggiunto, grazie all’impegno di tutti: dirigenza, giocatori, staff tecnico e il dodicesimo uomo in campo “la tifoseria”. Un cammino vincente con il secondo posto in campionato con 44 punti,  13 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte, frutto di 33 reti segnati ( quinto attacco del campionato) e 15 subite ( miglior difesa) con la ciliegina delle due gare dei play-off (2-0 al Saponara) e vittoria sui tiri di rigore contro il Monforte. Un successo particolare di cui si può andare fieri: una compagine composta interamente da giocatori furcesi, solo due gli “stranieri” il portiere Luca Potenza e l’attaccante Sergio Maimone. A guidare dalla panchina i “furcesi d.o.c” un altro furcese alla sua prima esperienza di allenatore – Ciccio Carpillo – subito vincente all’esordio.
Mister da furcese che sensazione si prova a vincere un campionato con la squadra del proprio paese? “ Una sensazione che non si può descrivere. Una soddisfazione che ha un fascino particolare, ancora non ci rendiamo conto di quello che abbiamo fatto, per il momento ci godiamo la vittoria, grazie ai miei giocatori che sono stati premiati dai sacrifici di un’intera stagione. E’ stata una soddisfazione enorme, anche perché nessuno è profeta in patria. Io ci sono riuscito a vincere nel mio paese, grazie al contributo di tutti, come tu ben sai, vincere a Furci è difficile, il successo nella piazza di Furci è diverso rispetto ad altri posti”.
Una vittoria arrivata con la lotteria dei rigori come hai vissuto quei momenti? “ Prima ero distaccato, cercavo di tranquillizzare i giocatori, pensa che sono andato a rincuorare il giocatore del Monforte, distrutto per l’errore dal dischetto, poi ho fatto gioire i  ragazzi il giusto premio per il loro impegno credendo fino all’ultimo al successo di una splendida stagione”.
Cosa ti è passato per la mente quando Matteo Frazzica stava per tirare un rigore che valeva un’intera stagione? “ In pochissimi attimi ti giochi una stagione che ti possono portare a toccare le stelle o sprofondare nella delusione mandando in fumo un anno di sacrifici”
Come hai trascorso la vigilia della finalissima play-off? “ Non ci crederai, abbastanza tranquilla cosciente della forza dei miei ragazzi”
Cosa hai detto alla squadra prima di scendere in campo? “ Di fare quello che loro già sapevano fare e che hanno dimostrato di saper fare durante l’intero campionato, quindi facendo capire che si trattava sempre di una partita pur importante”
Dietro ogni successo ci sono dei meriti da condividere? “ Per raggiungere tale traguardo il merito non è solamente mio, devo dire un grazie di “cuore” ai miei più fidi collaboratori al mio vice Alessandro Pavone, al preparatore atletico Andrea Palato e al preparatore atletico Giuseppe Allegra che hanno condiviso con me “l’umore di un’intero campionato” lavorando con la massima professionalità ed enormi sacrifici”
I tuoi meriti quali sono? “ Non sono io la persona giusta per farlo, ma fa piacere quando altri colleghi ti fanno i complimenti per il gioco espresso dai miei ragazzi. Forse, non vorrei apparire presuntuoso, di essere stato capace di tenere compatto uno spogliatoio difficile  fino alla fine, in una realtà sportiva come quella di Furci?
Hai qualcosa da rimproverarti? Più che da rimproverarmi, ho un rammarico quello di non essere riuscito a tenere nel gruppo due giocatori come Danilo Rinà e Salvatore Annone”.
Adesso si gode il successo il primo della sua carriera all’esordio come allenatore. Mi consenta di porle una domanda: il prossimo anno sarà nuovamente sulla panchina del Furci?“ Il mio cuore dice che il futuro è Furci, anche se sono consapevole che non dipende solo da me, bisogna vedere cosa intende fare la dirigenza. Sono grato della fiducia  che mi hanno dato affidandomi la panchina alla mia prima esperienza da allenatore. Mi hanno messo in condizioni di poter lavorare dal punto di vista strutturale”
Il suo rapporto con la dirigenza è stato sempre idilliaco oppure….?“Eravamo entrambi alla prima esperienza, abbiamo commesso qualche errore ma che nel corso della stagione è stato colmato”.
Tutti d’amore è d’accordo? “ No. Per esempio non ho condiviso certe dichiarazioni del Presidente Ciccio Pino, atteggiamenti che posso capire come nostro “primo tifoso” ma non nella veste di Presidente. I ruoli vanno rispettati come ho fatto io insieme ai “miei” ragazzi per tutto il campionato. Se permetti, vorrei ringraziare in modo particolare Peppe Torre per i consigli che mi ha dato su alcuni comportamenti, un grazie a Luigi Trimarchi per l’amicizia che ci lega, a Peppe Licitra per l’assistenza e un grazie particolare per Nando Parisi si è avvicinato in punta dei piedi, si è fatto apprezzare dai ragazzi per la sua umiltà. Un grazia a Saverio Palato che ha creduto nella mia persona”.
Quindi il tuo futuro? “Non dipende da me. Una cosa certa la riconferma in blocco dell’intera rosa, un gruppo unito che merita la massima fiducia, anche se occorrono dei rinforzi, la Prima non è la Seconda Categoria.
”Prima di concludere, posso farti un piccolo  gioco? Chi butteresti dalla torre tra:

Saverio Palato o Matteo Frazzica?  “Saverio è stato assente ma non per colpa sua”.
Ciccio Pino o Peppe Torre? “Ciccio Pino troppo impulsivo”.
Licitra o Trimarchi? “Licitra in quanto Trimarchi è stato più presente”
Cristian Muscolino o Peppe Mercurio? “Cristian Muscolino come se fosse il figlio di Mercurio.”

Grazie mister Ciccio Carpillo, complimenti a te e alla squadra per il traguardo raggiunto.