Messina, Catania e Siracusa: Ciao mister Rambone…

Si è spento all’età di 75 anni Gennaro Rambone, vulcanico personaggio del mondo del calcio. E’ deceduto a Napoli, dove era ricoverato presso l’ospedale “Cardarelli” per una crisi respiratoria. Nella sua lunga carriera nel mondo del calcio come giocatore e tecnico è stato, negli anni Settanta e Ottanta,  allenatore del Messina, Catania e Siracusa. Più volte fra i cannonieri della serie B, giocò nel Catanzaro, nel Brescia nel Venezia, nel Matera e per una stagione anche nel Napoli. Successivamente diventò allenatore di molte squadre.
Per la vecchia generazione dei tifosi siciliani, Don Gennaro (com’era affettuosamente chiamato) era il classico allenatore che non le mandava a dire… Era un focoso, ma pur sempre originale. Allenò il Catania in serie B, nei campionati: 75-75 e 79-80, per ritornare nel club siciliano nel campionato 85-87. In riva allo Stretto è arrivato nell’autunno del 1981, in serie C2, per sostituire Alfredo Ballarò; con lui la squadra – quella trascinata dai gol di Alivernini e Marescalco – continuò a stentare e così dopo dodici partite ripresa la strada verso il Vesuvio. A Siracusa, invece, allenò nella stagione 73/74 contribuendo al buon sesto posto in serie C.
Graffiante e diretto. Perché ha sempre detto quello che pensava. A voce alta, per ribadire i suoi concetti in maniera chiara. Il calcio come una religione (laica) di vita. La tattica, un chiodo fisso. Era uno che ci capiva. Un “competente”. Che comincia da attaccante. Dal Rione Sanitá –  il cuore di Napoli – con furore agonistico da vendere. Catanzaro, Brescia, Venezia, Matera e la tanto amata maglia azzurra. Poi intraprende la carriera di allenatore. Zingaro della panchina. Qualche intuizione geniale (scopre a Como, lo zar di tutte le difese, Vierchowod). Arriva al Napoli nel 1983, subentra a Giacomini, in tandem con Pesaola compie il miracolo della salvezza con un grande girone di ritorno; 6 vittorie, 9 pareggi e 4 ko. Napoli salvo. Ma la sua carriera continua. Anche se il palcoscenico non è quello scintillante della serie A. Rambone ha sempre accettato le sfide con grande professionalitá e ne ha fatto un motivo di vanto: «Sono l’unico allenatore che è stato dalla A alla Promozione», amava ripetere.
Nella carriera di allenatore le tre tappe siciliane con il Siracusa, Messina e Catania:
MESSINA:Quella in riva allo Stretto fu per lui una breve permanenza. Era la squadra di Alivernini, Marescalco e Jannucci. Subentrò alla decima giornata ad Alfredo Ballarò per essere esonerato alla 21esima. All’esordio con pari a Potenza (1-1) fecero seguito i successi con Cosenza (2-1) e Modica (2-0 a tavolino). Quindi l’1-1 con il Brindisi, il 2-0 al Martina, lo 0-0 di Alcamo, il 2-0 al Savoia e la sconfitta di misura (1-0) a Monopoli nell’ultima di andata. Dopo il giro di boa i pari casalinghi con Turris (1-1) e Siracusa (0-0), alternati dai ko esterni contro Sorrento (1-0) e Squinzano (2-0), gli costarono il posto con Gianni Bonetti a rilevarlo prima del ritorno in panchina di Ballarò. I giallorossi chiusero quel campionato al sesto posto a quota 35 punti.
CATANIA: In rossazzurro visse tre parentesi: nel 1974-’75 in Serie C, quando si dimise prima ancora dell’inizio del campionato per il difficile rapporto con il presidente Angelo Massimino, cui era accomunato da un carattere vulcanico. Stagione ’74-’75: Rambone, con Massimino tornato ai vertici del club rossazzurro, costruisce il Catania del riscatto, consigliando gli acquisti giusti (Ciceri e Spagnolo, coppia del gol, ma anche Battilani, Fraccapani, Benincasa, Prestanti, Malaman, Giagnoni, i catanesi Angelozzi, Cantone e Leonardi), ponendo le premesse per la risalita. Che giunge, puntuale ed esaltante, a fine stagione, ma con il siracusano Egizio Rubino in panchina.
Rambone torna nel 1979-’80, ancora in C1. L’esperienza non è molto più duratura: dopo sole 8 giornate se ne va sbattendo la porta, lasciando la panchina a De Petrillo. Anche stavolta per il Catania la stagione sarà felice e terminerà con la promozione in B. Ritornato in C, il Catania (i saliscendi erano diventati la regola, in quegli anni di calcio amaro) Rambone rimette a posto i cocci: plasma lui il Catania di Marco Piga e Barlassina, di Castagnini e Labrocca, di Morra e di Carletto Borghi. Gente di mestiere, che riporta la squadra in B, ma con Lino De Petrillo in panchina
.Nel 1985-’86 in Serie B ecco la sua terza esperienza alla corte di Massimino. Come nelle precedenti sembra durare poco: dopo 15 giornate è sollevato dall’incarico, poi però ritorna alla 29a e conquista una sofferta salvezza. La stagione successiva guida i rossazzurri per 29 partite, poi cede il posto a Bruno Pace che non riuscirà a evitare la retrocessione in terza serie.
Nel suo curriculum anche un’esperienza all’estero. Curatore della preparazione atletica (il punto forte) all’Olympique Marsiglia di Tapie.
Addio, don Gennarino, Catania, Messina, Siracusa e tutti gli sportivi siciliani  non dimenticheranno chi l’ha sempre amata.