Giovanni Andronaco: un numero uno portafortuna.

Ancora una promozione, è la seconda di fila dalla terza alla seconda categoria, per il numero uno furcese Giovanni Andronaco. Un vizio che non riesce a smettere quello del salto di categoria, centrando anche quest’anno, dopo quello dello scorsa stagione con l’Asd Furci, “il sogno che si avvera”, per usare la definizione coniata dall’ Asd Letopjanni, compagine neonata nel centro ionico che ha scelto l’affidabilità e l’esperienza di Andronaco per completare un percorso che, da esordiente, l’ha vista protagonista della cavalcata play-off sfociata nella promozione in seconda categoria, aggiudicandosi la finale di misura contro l’Akron Sport Savoca.
Ma facciamo un passo indietro in questa storia che ha diversi paralleli con quella vissuta nella stagione 2009-2010 nelle fila del Furci allenato da Fasolo. Allora, come quest’anno, Andronaco inizia la stagione sul divano di casa, finchè una serie di vicissitudini lo portano ad essere chiamato a indossare nuovamente la maglia numero uno risultando, alla fine, decisivo.  La promozione con il Furci lasciava intendere che il futuro dell’estremo difensore sarebbe stato quello di prolungare la sfida anche in seconda categoria, ma impegni lavorativi e la nascita del primogenito lo hanno portato alla decisione di rimanere alla finestra. Ma la decisione è durata poco, fino alla chiamata dell’ Asd Letojanni. Un rapporto iniziato “senza impegno” e culminato nell’atto supremo della lotteria dei play-off… e così la storia si è ripetuta e a questo punto non resta che chiederci se, oltre alle indiscusse qualità come portiere, Andronaco non sia in possesso di un talismano che gli dona quel fattore in più per risultare decisivo ovunque lo si schieri.
cherzi a parte la mia teoria è un’altra e da appassionato di sport americani, se fossi un commentatore Usa, non potrei che definirlo con quel concetto che separa i grandi dai mediocri: Giovanni è un vincente. Ovunque lui vada la sua euforia è contagiosa e il suo rendimento alla fine paga.  Così è facile “perdonargli” quel vizietto congenito, inguaribile della promozione che, per la cronaca, non si esaurisce alle ultime due conseguite ma, andando a ritroso… beh, forse si arriva al peccato originale…