L’arbitro Picciolo batte l’Anjali Team 11 – 0.

Questo è il risultato finale della gara tra l’Alì Terme e Anjali Team valevole per la sedicesima giornata di campionato di Terza Categoria svolta domenica scorsa sul rettangolo di gioco di Nizza di Sicilia. Protagonista dell’incontro durante la gara, al fischio finale e nel momento di scrivere il referto sulla gara chiuso nel suo spogliatoio l’arbitro dell’incontro il sig. Picciolo. Voi vi domandate che cosa c’entra “ l’arbitro Picciolo batte l’Anjali Team 11 – 0”.  Ecco le risposte alla vostra domanda:
La gara: dopo un equilibrio nel comportamento arbitrale con qualche sbavatura in alcune decisioni, la giacchetta nera si porta in  vantaggio al 30’ segnando su calcio di rigore 1-0. Il vantaggio mette le ali al fischietto messinese con i furcesi che non ci stanno a perdere, ma non riescono a rimontare lo svantaggio. Al 75’ il colpo di scena secondo quanto riportato a distanza di tre giorni dal referto presentato dal fischietto della gara: “a seguito della concessione di un calcio di punizione a favore della Società Alì Terne, l’Arbitro veniva circondato da calciatori della Società Anjali Team ed uno di questi, non riconosciuto, lo colpiva alla nuca”.
Qui facciamo il primo time-out: è normale che il Giudice Sportivo leggendo il referto arbitrale deve applicare le sanzioni previste in un caso del genere. Giustamente il sig. Francesco Capillo  “Visto e considerato che l’Arbitro non è riuscito ad identificare il calciatore che l’ha colpito, si ritiene responsabile il calciatore che funge da capitano. Pertanto, la sanzione inflitta, cessa di avere esecuzione nel momento in cui è comunque individuato l’autore dell’atto”, applica  l’art. 3 del C.G.S. (Responsabilità delle persone fisiche), di conseguenza squalifica  fino al 31 ottobre 2011 il capitano della formazione furcese Massimo  Giannetto per aver, un suo compagno di squadra, colpito l’Arbitro alla nuca”.  Si ritorna in campo ma la rabbia dei furcesi non porta a nessun risultato positivo tanto che puntuale arriva il fischio finale del direttore di gara che conclude i 90’ regolamentari con il risultato di 1-0 con un appendice di referto arbitrale di 9 mesi ai danni dell’Anjali Furci.
Tempi Supplementari: Ma non è finita qui. La  gara riservava all’improvviso dei tempi supplementari che sancivano la larga vittoria del fischietto messinese che piazzava senza alcuna pietà ben 10 reti. Ecco la dinamica delle reti: il portiere Giovanni Andronaco non ci sta a perdere cerca di riacciuffare il pareggio in maniera irregolare secondo quanto riportato dal referto arbitrale “Per aver spintonato l’Arbitro da dietro, a fine gara” subisce quattro giornate di squalifica, pardon quattro gol dall’arbitro Picciolo che si porta sul punteggio di 5-0. Le sorprese non finiscono ancora nel secondo tempo supplementare sull’onta del vantaggio la giacchetta nera annichilisce la reazione dei furcesi in modo particolare di Massimo Giannetto, Giuseppe Cocuccio e Giovanni Marisca  tentano il tutto per tutto secondo quanto scritto nel referto con  “un contegno minaccioso nei confronti dell’Arbitro, a fine gara”. Tatticismo furcrse che prova la reazione della giacchetta nera che come una mitraglia con la sua penna infligge ben sei reti: scusate il Giudice Sportivo infligge due giornate di squalifica a ciascuno dei protagonisti in campo portando il risultato finale sul punteggio di 11-0.
Interviste dopo gara: Nel dopo gara come consuetudine i protagonisti dell’incontro si presentano in sala stampa per le interviste di rito: gli arbitri come sappiamo non possono rilasciare dichiarazioni (loro parlano solo attraverso i propri referti), le uniche dichiarazioni arrivano dalla squadra severamente sconfitta l’Anjali Team attraverso il proprio portavoce “una lettera di reclamo” inviata lunedi mattina al Presidente della Figc Carmelo Alfieri una missiva di protesta per l’arbitraggio della gara svolta sul campo di Nizza di Sicilia. Giustamente il numero uno della Figc di Messina può prendere solamente atto della lettera di lamentala da parte della Società Anjali, ma quelli che dovrebbero rispondere o quanto meno salvaguardare la categoria arbitrale sono i vertici dell’Aia di Messina, in primis il suo Presidente che dovrebbe tutelare i suoi  “arbitri” che ogni domenica calpestano i campi di gioco con tutti i rischi che possono correre. Dal palazzo arbitrale messinese tutto tace nessuna dichiarazione ufficiale: questo conferma che le lamentele che arrivano da più parti sono vere “chi tace acconsente” forse sarebbe meglio che il numero uno dell’Aia messinese cerchi il dialogo , una effettiva collaborazione con le varie Società di Calcio con l’unico obiettivo di crescere tutti insieme per l’amore del calcio.