E’ la fine del calcio. Aggredito un giornalista durante la gara Motta – Alì Terme.

Siamo arrivati al limite. Questo non è più calcio. Adesso basta bisogna darsi una calmata. Ormai i campi di gioco sono diventati “teatro” di aggressione all’arbitro, risse tra i giocatori, baruffe tra i tifosi, adesso si è arrivati ad aggredire anche i giornalisti.Questo è accaduto durante la gara infrasettimanale  Motta – Alì Terme valevole per la 29 giornata del campionato di Terza Categoria del Girone B del Comitato di Messina
Un fatto increscioso che ci lascia con l’amaro in bocca, siamo senza parole, aggredire un giornalista che sta seguendo dagli spalti la partita per poi descrivere le gesta dei protagonisti in campo, ed essere aggredito, preso a calci,  ma la cosa ancora più grave a fare ciò sono stati proprio coloro che devono dare l’esempio “i dirigenti”, ma ancora più grave quando ad partecipare all’aggressione vi è addirittura il Presidente della squadra di casa. Una cosa inqualificabile, da vergognarsi che non meritano alcuna giustificazione.
Siamo davvero matti? Ormai assistere ad una partita è come andare in “guerra” rischiare la vita  per una partita di calcio non né vale la pena. In questi mesi parlando con gli addetti ai lavori è come ho ribadito qualche giorno addietro in occasione degli auguri di “Buona Pasqua” al Presidente della Figc di Messina facendo una riflessione ho sottolineato che questo non è più calcio, si è perso il valore dello sport. Anche perché forse non tutti lo ricordano quando sono sui terreni di calcio o sugli spalti che il giorno dopo ognuno di noi deve andare a guadagnarsi il”pane” svolgendo il proprio lavoro. In caso di infortuni o  certi gesti possono procurare conseguenze anche irreparabili per compromettere la vita. Ricordate il calcio non vi paga. Questo lo possiamo dire a voce alta.
Aggredire un appassionato di giornalismo che in una giornata di pioggia, di freddo, farsi oltre  30 di Km di strada  per assistere alla gara mettendo i soldi di tasca propria per pagarsi la benzina  senza prendere un soldo ma mettere la propria passione a servizio degli sportivi ed essere aggredito ci fa riflettere. Forse la colpa è nostra che diamo troppo visibilità ai giocatori, dirigenti ed tutto quello che ruota intorno ad un “fantastico” campionato. Forse è arrivato il momento di “oscurare” questo campionato non dare nessun risalto alle geste dei giocatori o presunti dirigenti.
Quanto accaduto durante la gara  ci viene descritto dallo stesso giornalista: “ attorno al 40’ di gioco, per una parola detta ad un giocatore del Motta (perché hai dato un calcio senza motivo?), in difesa di uno dell’Alì Terme, è scattata una vera e propria rivolta contro di me e quindi sono stato aggredito da alcuni tifosi e soprattutto dalla dirigenza, con in testa il presidente, che mi ha dato persino un calcio nei testicoli. Durante la rissa mi è arrivato anche un calcio nella gamba sinistra.
Intanto l’arbitro, il signor Bruschetta di Messina, visto il comportamento di due giocatori del Motta, uno dei quali voleva scavalcare la rete, ha sospeso la gara per alcuni minuti. Nel tentativo di chiamare i carabinieri mi è stato fatto volare il telefonino dalle mani che è andato a finire a terra e peraltro non funziona più. Per farla breve mentre le pesanti minacce contro di me da parte di alcune persone del luogo continuavano, accompagnato dal presidente dell’Alì Terme Pietro Mosca, sono stato costretto ad abbandonare il campo per andarmene a casa altrimenti la partita non riprendeva.
Questo succedeva sotto gli occhi del delegato provinciale della FIGC di Messina, Carmelo Alfieri, presente allo stadio”.
In conclusione i responsabili di tale comportamento abbiano il coraggjo di assumersi le propria responsabilità in primis rendere pubbliche le scuse al giornalista con nome e cognome impedendo di svolgere il proprio lavoro.