Cala il sipario sulla Terza Categoria: un torneo dal fascino suggestivo.

“The End”, fine. Si è conclusa la stagione agonistica del campionato di Terza Categoria del Comitato Provinciale della Figc di Messina con i suoi verdetti: Usclo Pace e Cariddi (Girone A),  Alì Terme e Gescal (Girone B), accedono al campionato di Seconda Categoria. Tre rioni di Messina città e un paese della riviera jonica festeggiano il salto di categoria, per certi versi un traguardo programmato ad inizio stagione allestendo delle compagini ben attrezzate, poi rafforzate ulteriormente nel mercato di dicembre.
Alla fine è stato il “rettangolo di gioco” a decretare le quattro “vincitrici”, le promosse al termine di un lungo, appassionante, combattivo campionato ben organizzato dal numero della Figc Messina – Carmelo Alfieri – con la sua politica sportiva a rilanciato un movimento quello messinese vissuto per parecchi anni in un anonimato assoluto. In pochi anni il movimento è passato da 4-5 squadre alle 32 dell’ultima stagione sportiva. Da un Girone formato da squadre messinesi inserite in quello catanese a due Gironi formati esclusivamente da squadre di Messina e Provincia, coinvolgendo interi paesi che hanno riscoperto l’amore verso il “pallone”.
I numeri parlano chiaro, un campionato di Terza Categoria che ha superato per interesse suscitato perfino la Seconda Categoria, avendo per tutto l’arco dell’anno i fari puntati addosso dagli addetti ai lavori, dai tecnici, mass-media, tifosi, un movimento che tra Sabato e Domenica metteva in movimento quasi mille persone da fare invidia ai giocatori di categoria superiore tanto che alcuni per motivi personali o per scelta tecnica sono passati a dicembre da campionati di Promozione o Prima Categoria in Terza Categoria.
Ovviamente non ci sono solo elogi per tutti i protagonisti: Federazione, Società, tecnici, tifosi e arbitri: quest’ultimi sono stati diverse volte chiamati in causa per presunti errori, ci sono anche delle considerazioni da fare, è normale non tutto può andare liscio come l’olio diversi i componenti che dovevano essere sincronizzati. In defintiva la nostra riflessione sulla lunga cavalcata di un campionato (34 partite) forse troppe, da rivedere per la prossima stagione, con un merito ed sentito “applauso” per tutti i protagonisti di un torneo che noi abbiamo definito tre anni orsono in tempi non sospetti “il più bello degli ultimi 10 anni” sfido chiunque a dire il contrario anche chi non è d’accordo. Alla prossima stagione.