Clamoroso in Sardegna. Nessuno vuole i 4 Under in campo. Si va verso uno sciopero?

In data 12 agosto si è svolto un incontro a Oristano tra tutti i calciatori dilettanti dell’Eccellenza e Promozione della Regione Sardegna al fine di ribadire un concetto: la riduzione del numero dei giovani calciatori  fuori quota da inserire obbligatoriamente dal primo minuto nella stagione sportiva che si appresta ad iniziare.
Con una decisione presa dal Comitato Regionale Sardegna (C.U. n. 52 del 28 giugno 2011), su espressa richiesta da parte dei 18 club di Eccellenza, si è deciso di raddoppiare (da due a quattro) il numero dei giovani in campo. Una decisione drastica e repentina che ha dato seguito ad una pluralità di critiche soprattutto da parte dei calciatori i quali non sono d’accordo circa una modifica cosi cinica del calcio locale sardo.
Nell’incontro tenutosi all’Hotel Mistral 2 c’era l’avvocato Matteo Sperduti dell’Aic (Associazione Italiana Calciatori) che darà il suo contributo per arrivare a produrre un documento che porti alla diminuzione dei fuoriquota prima del termine ultimo del 25 agosto (il campionato inizia il 28). A Oristano quasi tutti i capitani dell’Eccellenza e Promozione sono intervenuti insieme anche a Rosario Affuso (ex Porto Torres) che portava la voce dei tecnici anche loro contrari a questo allargamento improvviso dei fuori quota non supportato da una reale politica di potenziamento del settore giovanile ma che, di fatto, impoverisce un torneo importante come quello della serie A dei dilettanti.
La sintesi dell’incontro la racconta Daniele Corsi, ex portiere del Tortolì e portavoce dei giocatori:
“È stato analizzato in particolar modo la regola dei giovani e della fidelizzazione. Verificando i dati in possesso, si è riscontrato che la regola emessa non valorizza i giovani, in quanto in realtà le 18 squadre di Eccellenza non hanno settore giovanile: 3 società non hanno iscritto la loro squadra al campionato Juniores regionale e 12 al campionato Allievi regionali. I calciatori sottolineano una difformità rispetto ad altre regioni dove si stanno riducendo il numero dei giovani da far giocare obbligatoriamente nei massimi campionati regionali. Mentre in Sardegna quest’anno sono stati raddoppiati, nonostante il bacino d’utenza sia nettamente ridotto rispetto a quello di altre regioni come Lazio, Campania, Puglia e Lombardia”.
Le altre motivazioni espresse dai giocatori:

Infatti, si è sottolineato che la regola non può aver valore in una regione dove il bacino d’utenza è limitato e tante squadre hanno difficoltà anche a trovare i calciatori per creare squadre del settore giovanile. Cosi molte fanno ricorso a ragazzi presi da società esterne alla regione Sardegna oppure direttamente dall’esterno (molti calciatori africani si stanno trasferendo in Sardegna per giocare nelle squadre  dilettantistiche).
Inoltre, i calciatori si lamentano di questa regola cosi cinica anche verso i giovani i quali, una volta terminata l’età di lega, non verrano più utilizzati e la maggior parte smetterà di giocare a pallone. Regola doppiamente cinica in quanto comporta una forma di discriminazione verso i calciatori più esperti ed anziani (sempre se un 91 si può considerare anziano) visto che diminuiscono le possibilità di militare in squadre di massimo livello dilettantistico regionale causa le rose con numero eccessivo di giovani.
Per di più, i calciatori contestano anche che è stato richiesto l’abbassamento del limite di età (portato a 15 anni) proprio perchè non ci sono giovani da far giocare. Se non ci sono giovani oppure vengono presi fuori dalla Sardegna perchè si è aumentato il numero dei calciatori fuori quota da far giocare?
Altro aspetto è la circostanza secondo la quale la regola è stata introdotta senza consultazione dei calciatori nonchè senza un programma che permetteva l’inserimento graduale sulla base dello sviluppo dei vivai delle squadre sarde. Alcuna regola, infatti, è stata apportata in merito ai settori giovanili poco fiorenti in Sardegna.

Il comunicato dei giocatori: I calciatori fanno sapere che, subito dopo Ferragosto e comunque prima dell’inizio del campionato, faranno una dichiarazione ufficiale: “sulle motivazioni per cui non ritengono adeguata la nuova regola sui giovani – continua Corsi – anche perché è emerso, inoltre, che i giovani sono d’accordo sulla non adeguatezza della norma”.
Tra l’altro, in questo nel mercato di luglio gli stessi presidenti hanno riscontrato una notevole difficoltà nel reperire i giovani da inserire nella rosa e che molti di loro sarebbero già pronti a tornare indietro sulla decisione presa cercando di scalare a tre il numero dei giovani in campo.