Un medico, un’ambulanza e un defibrillatore sui campi di calcio!!! Il nostro appello alla Figc, Coni, Società e Sindaci.

Un medico, un’ambulanza e un defibrillatore su tutti i campi di calcio dall’Eccellenza alla Terza Categoria, per finire ai vari campionati del settore giovanile. Utopia?
In passato in base all’esperienza si!. Adesso è arrivato il momento che gli addetti ai lavori dal Presidente della Figc di Palermo – Sandro Morgana, dal Presidente del Coni, ai vari Presidenti dei comitati Provinciali Figc, dai Presidenti di tutte le Società Calcistiche isolane e ai primi cittadini, non si può scherzare sulla salute dei giocatori, delle terne arbitrali, dei giovani calciatori o dei tifosi presenti sugli spalti che ogni domenica scendono in campo nell’impegno agonistico senza poter contare di una presenza medica  a bordo campo (mi sembra che è prevista qualche voce in distinta dove si richiede della presenza del medico sociale).
La domanda sorge spontanea? Quante sono le Società che dispongono della presenza di un medico in campo? Nessuno. Ogni domenica sui campi di calcio  della Sicilia si rischia, questo non è allarmismo o fare suonare campanelli d’allarme, ma è prevenzione, la vita. Questo fenomeno lo conosco tutti, anzi lo sanno tutti gli addetti ai lavori: dalla Figc di Roma, dai dirigenti del Comitato Regionale Siciliano, ai Presidenti delle Società, ai vari dirigenti, allenatori,  gli stessi giocatori: ogni domenica scendono in campo senza alcuna assistenza medica, infermieristica, nessuna ambulanza a bordo campo o un defibrillatore. Cosa fare prima che sia tardi: si parla tanto di prevenzione, solo parole mancano i fatti.
Basta dare un’occhiata alla cronaca sportiva domenicale solo per mera fortuna in certi casi non si è sfiorata la tragedia: non vogliamo andare lontano (quatto anni fa  con la morte a bordo campo di Pippo Giunta colpito da un infarto) in una gara di Terza Categoria per finire a qualche domenica orsono nel campionato di Seconda Categoria Novara – S. Alessio dove l’attaccante Peppe Mangiò del S. Alessio  in uno scontro di gioco colpito al volto  ha rischiato grosso.
Oppure  quando la scorsa stagione l’arbitro della gara Akron Savoca – Zafferia a fine gara  cadde a terra privo di sensi per un raptus di follia di un giocatore.  Questi sono solo alcuni episodi, la lista è lunga possiamo  citare altri episodi  non cambia la visione della problematica: cosa fare? Non giocare la domenica se  in panchina non siede un medico o un ambulanza a bordo campo o un defibrillatore?
Non vogliamo questo, ma che si provveda sul da farsi forse è il momento: inizi il Presidente della Figc Siciliana con una direttiva ad hoc, siamo sicuri che Sandro Morgana non rimane insensibile a tutto ciò per quanto riguarda la salvaguardia della salute dei giocatori. Poi si devono muovere anche le Società che devono garantire la presenza sanitaria in campo, qui entrano in gioco le Amministrazioni Comunali, anziché dare contributi (certe volte anche miseri alle Società) paghino  loro la presenza del medico e dell’ambulanza.
Purtroppo fino ad oggi abbiamo sentito il solito slogan “non abbiamo i soldi per fare ciò”!!  Secondo me questa è solo una scusante: a partire dall’Eccellenza negli ultimi anni anche fino alla Terza Categoria le Società pagano gettoni di presenza e premi partita ai giocatori, alcuni prendono anche dei mensili fissi. Oltre ai giocatori le Società pagano anche una retribuzione agli allenatori e preparatori atletici. In questo  caso i soldi ci sono, per pagare un medico sociale o un’ambulanza i soldi non ci sono!!!! Oppure deve provvedere la Figc investendo una parte del ricavato delle iscrizioni a garantire tale servizio?  Non vado oltre: una cosa è certa occorre agire per garantire la sicurezza in campo, tutti devono attivarsi per garantire il servizio sanitario in campo……..spero che il messaggio arriva a destinazione, noi saremo vigili, anzi saremo da stimolo per tutti. Concludo con una sconcertante testimonianza di un dirigente di una Società lucana la Trecchina  rilasciata ad un giornale regionale, che racconta i momenti di  drammatici di un giocatore cadde esamine a terra dopo un duro contrasto:
“È stato un dramma. Per due interminabili minuti Ludovico era diventato cianotico, non respirava più, completamente incosciente. Gli abbiamo aperto la bocca con le dita. Né un massaggio cardiaco né la respirazione bocca a bocca. Nient’altro che aprirgli la bocca ed alzargli le gambe. Nessuno di noi era in grado di fare un massaggio cardiaco”.
Una testimonianza che non ha bisogno di nessun commento: la nostra  speranza che faccia riflettere almeno per un momento gli addetti ai lavori.