Sandro Morgana: “Progetti, regole e comportamenti per arginare la crisi del calcio”.

Progetti, regole e comportamenti. Sono queste le tre chiavi per affrontare la crisi economica. La situazione è seria, ma non grave. Non si nasconde dietro un dito Sandro Morgana, presidente della Federcalcio siciliana, nell’analizzare l’attuale momento del calcio dilettantistico siciliano, alle prese, come tutti del resto, con una crisi sempre più profonda.
“La stagione sportiva che è appena conclusa – esordisce il massimo dirigente siciliano calcistico – è andata meglio rispetto alla precedente. Non abbiamo avuto code di fine anno, chiudendo con regolarità tutti i campionati. Purtroppo, però, non possiamo nascondere che ci ritroviamo ad operare in una condizione di crisi economica non indifferente, ancora più pesante nella nostra regione”.
Ci sono casi particolarmente complicati? “Fortunatamente, quasi tutte le società sono in regola con i conti, almeno con la Figc. Negli anni abbiamo fatto tanti sforzi per salvaguardare le società e quindi li faremo ancora. Ci sono situazioni particolari, ma, per fare degli esempi, ho già preso contatti con alcuni dirigenti dell’Enna e dell’Avola per trovare una soluzione. I segnali che abbiamo sono positivi, spero che alla fine le due vertenze si concludano al meglio”.
Ma cosa può fare la Figc contro la crisi? “Sono convinto che si sono solo tre strade: progetti, regole, comportamenti. Per cominciare, ogni società deve avere la capacità di programmare il proprio futuro, partendo dalla razionalizzazione delle proprie spese. I dirigenti delle nostre società debbono smettere di fare i falsi professionisti, ma imparare ad essere veri dilettanti. È necessario capire qual è il proprio budget a disposizione e non spendere il triplo. Avere capacità di gestione ed essere professionali, guardando con attenzione al settore giovanile e conoscere le norme nazionali, che permettono di trovare risorse, anche attraverso il 5 per mille. Con progetti validi, nel rispetto delle regole e con comportamenti conseguenziali, sicuramente il futuro è meno nero di quello che potrebbe sembrare”.
Tra un paio d’anni, la Federcalcio siciliana avrà una nuova sede. Cosa cambierà per il calcio isolano? ” È un grande progetto, il progetto più importante della mia presidenza. Dopo aver riorganizzato l’assetto organizzativo della Figc, la sede di Ficarazzi (centro alle porte di Palermo, al termine dell’autostrada Palermo-Catania, ndr) sarà la casa del calcio siciliano. Riunificheremo tutti gli uffici, avremo un campo di calcio ad 11 ed uno di calcio a 5 in erba sintetica, una foresteria, costruiti anche con fondi europei, che saranno a disposizione delle nostre Rappresentative e delle società siciliane. La prima pietra sarà posta entro la fine dell’estate. E la strada porta il nome di Orazio Siino, fondatore della Lega Sicula” .
La violenza è sempre presente sui nostri campi? ” Il numero di episodi di violenza e di aggressione nei confronti dell’arbitro, anche se è calato rispetto allo scorso anno, resta sempre tra i più alti d’Italia. Purtroppo, anche il settore giovanile non è immune da questo fenomeno”.
Cosa si può fare per debellarlo? ” C’è soltanto una sola strada, quella del recupero dei valori etici, soprattutto tra i più giovani, dove il rispetto delle regole, degli avversari, della non violenza e dell’arbitro deve diventare una delle priorità della nostra azione. È necessario spiegare ai bambini che non tutti possono diventare campioni: le statistiche parlano chiaro, soltanto 1 su 40 mila arriva in serie A. Ma sicuramente possiamo aiutarli a diventare uomini migliori”.