Defibrillatori: arriva l’obbligo per le Società Sportive.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che sancisce l’impiego, da parte di società sportive professionistiche e dilettantistiche, di defibrillatori semi-automatici e di altri eventuali dispositivi salvavita
Il 13 settembre 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.  Tra le novità introdotte dal Decreto Legge 13 settembre 2012, n. 158, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie Generale, n. 214 del 13 settembre 2012), si introduce l’obbligo per le società sportive di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici, come recita l’art. 7, comma 11:
“Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita”.
Fatta la legge, bisogna vedere se viene rispettata dalle Società vista la crisi economica? La domanda che tutti ci poniamo quanto costa un defibrillatore? Un Dae costa circa mille euro – spiega Giuliano Altamura, presidente della Fondazione Insieme per il Cuore – e mentre il tasso di sopravvivenza a un arresto cardiaco è del 3-4%, quando si ha a disposizione uno di questi dispositivi può salire fino al 50%.
Chi lo deve usare? «Non serve personale medico per l’utilizzo del defibrillatore – afferma Francesco Fedele, presidente della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione – basta un corso di un giorno, dove si insegnano le basi della rianimazione cardiopolmonare e dell’arresto cardiaco. I defibrillatori moderni, peraltro, sono in grado di capire da soli se ci sono le condizioni per dare una ‘scarica’, quindi è impossibile un uso improprio. Ogni anno in Italia mille persone sotto i 35 anni muoiono per attacco cardiaco improvviso, 40mila in tutto».
Altro quesito: chi dovrà sostenerne i costi? Ci saranno investimenti in questa direzione o la spesa ricadrà per intero sulle famiglie e sulle società sportive? Dalla risposta alla domanda dipende se il mondo dello sport di base farà un passo avanti oppure indietro. Se le novità saranno adeguatamente finanziate – afferma Massimo Achini, Presidente Nazionale del Centro Sportivo Italiano (Csi) avremo un miglioramento della qualità della pratica sportiva di base, ma se tutto sarà lasciato sulle spalle delle famiglie e delle società sportive è fondato il rischio che la pratica sportiva nel Paese diminuisca. Le società sportive di quartiere e di oratorio non possono più reggere altri costi perché veramente non ce la fanno più”.