Riflessioni di mister Pietro Cerasuolo Giov.simi Regionali del Valle del Mela.

Al giro di boa i ragazzi guidati da Cerasuolo chiudono con 17 punti ed ottavo posto ma, raggiungono la settima con 20 punti in classifica alla chiusura dell’anno dopo aver battuto nella prima di ritorno lo Junior Club Curcuraci.
Non c’è male, un bel recupero dopo una partenza a rilento. In casa giallorossa si temeva che i tanti al primo impatto con tale campionato, pagassero oltremodo l’assestamento in un torneo di un tale livello venendo appunto dalle esperienze negli esordienti e i risultati delle prime gare non infondevano di certo molta fiducia. Un bruciante 6-1 a Curcuraci malgrado l’assenza del portiere Artuso, non era certamente un bel preludio così come la prima in casa con la Giovanile Rometta chiusasi 2-2. Città di Messina e Futura portano ancora sconfitte mentre prima del riposo c’è il pareggio interno col Sinagra.
Quella settimana è fondamentale perché il nuovo tecnico Pietro Cerasuolo, appena approdato alla direzione della squadra, ha più tempo per lavorare   con i ragazzi e trasmettere loro i suoi dettami. E’ la svolta e con essa la prima vittoria alla quale ne seguiranno altre 5 intervallate dalla sconfitta esterna con il Free Time Club e quella interna con la Rinascita Patti. Le 3 ultime vittorie consecutive in particolare, hanno consentito un inserimento prepotente nella zona play-off, posizione migliorabile ma insperata dopo quell’avvio nero. Di chi i meriti di cotanto miglioramento? L’innesto in pianta stabile di qualche ragazzo che prima   era sull’aventino ma soprattutto la  crescita tattica e atletica  spiegano quello che potrebbe apparire come un miracolo.
Non vogliamo incensare Pietro Cerasuolo, allenatore dalle tante esperienze ma che ultimamente s’era allontanato dalle panchine, perché le sue capacità agli addetti erano note. Allenatore a tanti apparso burbero e scontroso per i metodi spicci e diretti, ha saputo tirare fuori da ogni ragazzo le qualità  migliori, le caratteristiche più efficaci; ha cambiato ruoli, ha provato nuove soluzioni, ha ingoiato bocconi amari ma, alla fine, si ritiene soddisfatto:
“non ho inventato niente, il calcio è sacrificio, applicazione. I ragazzi sono ancora acerbi ed hanno bisogno di essere curati, sotto ogni profilo. Occorre migliorarli atleticamente, tatticamente ma, prima di tutto, bisogna conquistare la loro fiducia, essere loro amico, il fratello grande, per poter trasmettere loro i consigli che poi devono essere quelli giusti. E sta tutto qui il segreto per farli diventare “grandi”, responsabilizzarli, fare accettare loro scelte e metodi che possono apparire indigesti.
Io sono contentissimo dell’esperienza che sto vivendo perché lavoro col preparatore atletico Franco Conti, dalle qualità invidiabili ed un gruppo di ragazzi che hanno capito ciò che voglio da loro e mi seguono con grande spirito di sacrifico e tanta applicazione; posso andare fiero di loro perché mi rendo conto che, al di là dei fattori speculari del calcio, stanno crescendo come persone e ciò   mi stimola a continuare con rinnovato entusiasmo”. Complimenti Pietro.