Il “bomber alessese” Peppe Mangiò: “dopo tanti anni è arrivato il momento di lasciare il calcio”

Si può dire addio al calcio all’età di 31 anni, quando nelle vene scorre la passione e l’amore verso un “pallone” che sin da piccolo è stato l’amico fraterno di ogni bambino che guarda i suoi idoli.  Un amore viscerale verso lo sport più amato dagli italiani, prima o poi doveva accadere anche se dopo l’annuncio tanti amici, ex compagni di squadra, hanno rivolto parole di apprezzamento, elogiando prima la persona, poi le dote calcistiche indiscusse del “bomber” alessese Giuseppe Mangiò.
Al termine della gara casalinga di domenica scorsa contro la Peloro Annunziata, gara valevole per l’ultima giornata del campionato di Seconda Categoria, arriva l’annuncio che forse nessuna si aspettava: lascio il calcio agonistico. Un congedo da vero “campione” di umiltà, un addio salutato con due gol (con dedica alla nonna) per un bottino stagionale di 14 reti, uguale al numero della sua maglia: il 14.  Sarà stata la sua ultima gara? Qualche ora più tardi, Peppe Mangio sul suo profilo facebook confermava quanto detto al termine dell’incontro:
“  le cose belle sono destinate a finire ma vivono nei ricordi …14 gol in campionato,ancora una volta mi sono rialzato e sono rientrato in campo…ho salutato i miei compagni, ho visto il sole tramontare sul comunale e con i dolori di un attaccante di 31 anni ho consegnato la mia maglia N°14…adesso posso dire che questa probabilmente è stata la mia ultima gara…Grazie …la nave ha raggiunto il porto, il capitano adesso può scendere…..Grazie”.

Idea confermata qualche giorno dopo a mente fredda: Ultima di campionato l’annuncio di porre fine alla tua carriera di giocatore, a distanza di qualche giorno rimani sempre della stessa idea?“I tanti infortuni hanno condizionato molto la mia carriera, dal 95 ad oggi mi sono fatto male tante volte ma mi sono sempre rialzato. Dopo l’intervento alla testa di un anno fa mi sono promesso che sarei rientrato in campo, che avrei segnato ancora e sarei uscito con le mie gambe dal rettangolo di gioco…non accettavo di smettere in quel modo…mi sono sentito molto fortunato, ho rischiato tanto quel 13 Novembre, ma il dolore mi ha reso più forte e io ho avuto ancora una volta la forza di tornare a giocare.
La scelta di smettere di giocare quando è maturata? “Ho deciso di smettere ad inizio stagione, sapevo già che sarebbe stato il mio ultimo campionato e averlo disputato segnando 14 reti con la mia maglia numero 14 è stata una grande soddisfazione”.

Adesso un periodo di riposo, magari con l’inizio della prossima stagione, ti riaccende la voglia di ritornare in campo? “Adesso mi dedico al nuoto,il mio sport preferito dopo il calcio,la voglia di giocare non passerà mai”

Tu hai alle spalle diversi campionati ripercorriamo la tua carriera dai campionati giovanili? La tua prima squadra? “Sono cresciuto nel settore giovanile del Taormina, ho giocato in tutte le categorie dai pulcini alla juniores con la maglia del Taormina,vincendo anche qualche campionato. Poi S.Alessio, Giardini Naxos, Sportinsieme e Robur”.
L’esperienza con la Robur, brutto ricordo? “Alla Robur subi’ un grave infortunio, fratturandomi tibia e perone nel 2005 ,per tornare a giocare passarono 12 mesi, ma fu più difficile il ritorno in campo nel 2000 quando durante la preparazione con l’InterClub S.Teresa ebbi un grave infortunio alla caviglia, mi operai al Niguarda di Milano e fu molto faticoso tornare a correre, e a calciare, ma ci riusci dopo tanti mesi…ricominciando piano piano a S.Alessio”.

Negli ultimi anni ha vestito la casacca orange del S. Alessio dove hai dato tutto te stesso? “Si. Per la maglia del S.Alessio ho dato tutto me stesso sia come calciatore sia come uomo”.

Nella tua carriera ha segno tanti gol,  il più bello e quello più importante? “ I gol sono tanti…il più importante risale al campionato Allievi con il Taormina nel lontano 1996 mi pare, in un derby contro il Giardini Naxos , il più bello nella gara Castiglione – S. Alessio, gol molto simile a quello di Van Basten nell’Europeo 1988:”
Hai avuto diversi allenatori secondo te chi ti ha dato di più? “Ho avuto tanti allenatori, da tutti ho imparato tanto, ma non c’è un allenatore preferito,forse quello che ha più creduto in me è stato Pippo Vitale”.
Tra tanti compagni di squadra chi ti ha colpito di più, per il suo carattere, carisma, ecc? “Ho avuto tanti compagni di squadra, non ho mai avuto problemi con nessuno, ho sempre stimato tutti, ma colui che mi ha colpito di più è Fabrizio Lo Giudice, un professionista che gioca nei dilettanti”.
Il momento più brutto della tua carriera che vorresti cancellare? “L’infortunio alla caviglia nel 2000 mi ha rovinato la carriera”.
Un momento che ricordi con particolare piacere? “Ricordo con grande piacere la stagione 1998 dove a 16 anni riusci a fare 28 gol in 29 gare in Seconda Categoria, quella squadra oltre a vincere era anche una grande famiglia”.
Tu sei stato per diversi anni il punto di riferimento per i tuoi compagni nel S. Alessio, adesso chi prenderà il tuo posto? “Non lo so, a Luglio si vedrà”.
Presidentissimo Mimmo Costa l’anima di questi anni del calcio S.Alessio? “Mimmo Costa a S.Alessio rappresenta il calcio, ha sempre dato l’anima per la squadra, è un Presidente tutto fare ed è una brava persona che ha una grande passione per il calcio”.
Adesso ti godi un periodo di riposo, appesi le scarpette al chiodo, inizia una nuova carriera sportiva: allenatore o direttore sportivo? “Difficilmente riuscirò a stare lontano da un campo da calcio…non so ancora cosa farò ma sicuramente qualsiasi cosa riuscirò a fare sarà fatta con la passione di sempre”.
“Bomber” siamo arrivati alla fine un’ultima riflessione? “Se fai sport, se giochi a calcio devi mettere due cose in preventivo, la sconfitta e l’infortunio. Le passioni vanno vissute con amore, spero di essere stato un piccolo esempio per i giovani, continuate a coltivare la vostra passione e se andate al tappeto rialzatevi..e continuate. Ringrazio la mia famiglia per essermi stata sempre vicina nei momenti difficili, che sono stati tanti…e mi scuso con loro per tutte le volte che li ho fatti preoccupare”.