Giovanili, un arbitro si sfoga: ”Il problema? Il comportamento di certi dirigenti…”

Siamo ormai agli sgoccioli dei vari campionati giovanili con  i primi verdetti. Una stagione sportiva al di là dei risultati sportivi è stata caratterizzata, purtroppo da episodi di violenza, nel mirino più di una volta “gli arbitri”. Di chi è la colpa della giacchetta nera o dei dirigenti delle società: secondo lo sfogo di un arbitro sono i dirigenti delle Società di accendere gli animi in campo, a volte anche più degli spettatori. Lo sfogo è stato inviato al sito www.Quartotempo.it  un commento sulla scia delle ultime polemiche a proposito delle difficoltà del calcio giovanile siciliano.

”Salve, sarò di parte essendo un arbitro, ma tante, troppe volte, nell’arbitrare una partita, dai giovanissimi alle seconde categorie, entriamo in campo con la consapevolezza che per il 90% delle società e delle tifoserie noi siamo i nemici.
Le polemiche dal pubblico ormai scorrono come l’acqua ma, quelle dei dirigenti quelli con l’onore e l’onere di essere in distinta, la loro tante volte mancata educazione e totale ignoranza del regolamento, non mi vanno giu… Noi siamo li, da soli, e loro lì in panchina che gridano e sbraitano non con i loro ragazzi, ma solo contro gli arbitri, rei di aver dato o meno un fallo o peggio, un paio di volte sbraitavano per fuorigioco su rimesse laterali… E tutto quello sbraitare si ripercuote in primis sui ragazzi che diventano ingestibili… D’altronde vedendo l’esempio che hanno in panchina, perché si sentono derubati, ed hai voglia tu arbitro a spiegare il regolamento… E poi i genitori… ma, ripeto, di loro non bisogna preoccuparsi.
Se solo dirigenti ed allenatori sostenessero, non tutti, un esame sul regolamento e sulla educazione e il comportamento in campo, il calcio tornerà ad essere uno Sport!!!”