Appello di Morgana per il calcio siciliano “Cooperare per le esigenze delle società”.

Sul ponte di comando di via La Malfa condurre il vascello del calcio siciliano è un bell’impegno in un momento di grave crisi economica generale, in assenza di finanziamenti pubblici nonchè in carenza di sponsor ed altre fonti di sostentamento.
Sandro Morgana, presidente del comitato regionale dilettanti della Figc, conferma la sensazione: «Se non fosse per gli sforzi a dir poco sovrumani fatti da molti appassionati che tengono in piedi le società, sarebbe il crac. E’ per questo che proprio stamane (ieri, per chi legge; n. d. r.) ho inviato una lettera ai dipendenti del comitato, agli arbitri ed altre componenti perché moltiplichino i loro sforzi al fine di rendere più serena l’azione delle nostre società. Tutti dobbiamo cooperarci al meglio, per rispondere alle esigenze delle varie squadre».

Ma il sistema calcio-dilettanti subisce frattanto un attacco violento dall’Assocalciatori, che pretenderebbe l’abolizione del vincolo dei giocatori dilettanti, attualmente fissato alla soglia dei venticinque anni. «Non si passa sul vincolo ai 25 anni; solo così le società – risponde il dottore Morgana – possono salvaguardare l’unico residuo patrimonio disponibile, appunto i calciatori. Se lo si cancellasse, il mondo dei dilettanti finirebbe nel nulla, dissolvendosi in attività amatoriale, facile preda degli enti di promozione sportiva, che non hanno le nostre strutture tecnico-disciplinari. Peraltro non capisco perché – prosegue il presidente Morgana – chi si tessera per il Settore giovanile e scolastico della Figc deve pagare 19 euro di assicurazione, mentre chi lo fa presso un ente di propaganda ne paga 5″

– Intanto le società battono il capo contro il più deleterio mutismo della Regione Sicilia che, azzerate le leggi che un tempo davano una boccata d’ossigeno allo sport quanto meno in rapporto alle spese di trasferta, ora ha predisposto contributi con il contagocce, peraltro non legati all’importanza dei campionati e delle singole attività sportive.

«Penso che nell’ambito della Regione chi si occupa del settore sport abbia poche e confuse idee. L’Assessorato allo sport se le chiarisca, anche alla luce della legge quadro partorita dalle federazioni del Coni regionale. Ma, se il presidente Caramazza ha cercato di percorrere la via della mediazione e della razionalità, io dico senza mezzi termini che i tempi della ricreazione sono finiti. Bisogna che si diano risposte serie allo sport anche perchè siamo pronti a mobilitarci ed a farci sentire anche dai sordi».

– A livello generale c’è chi lancia idee come la riduzione dell’organico delle squadre o altre soluzioni simili.

«Purtroppo in tanti hanno visione ridotta ed imprecisa del panorama reale. Eccezion fatta per lo Scicli, che pure si era impegnato nella persona del presidente ad onorare gli impegni, dall’Eccellenza alla I Categoria tutte le società sono in regola con gli oneri federali. D’altro canto il rapporto società-comitato regionale avviene in via telematica sotto l’occhio vigile della Lega di Roma, dunque non siamo in grado di fare sconti o favoritismi di sorta. Debbo pensare che chi dice il contrario sia disinformato».

Di Gaetano Sconzo