Visite mediche sportive un elettrocardiogramma come prevenzione vitale. Le società….il defibrillatore»

Le visite mediche per gli atleti non agonisti sono state normate con chiarezza dalla recente legge 125/2013 che, per fortuna, raccomanda l’effettuazione di un elettrocardiogramma che, effettuato periodicamente, meglio da eseguito da sforzo, permette di ridurre significativamente le statistiche della morte improvvisa nello sport. E la sua drastica riduzione in Italia è avvenuta proprio da quando esiste l’obbligatorietà della visita medica: si registra infatti un caso di morte improvvisa su un milione di atleti visitati rispetto ad una su 120 mila in atleti non visitati.
«Un semplice elettrocardiogramma a riposo – spiega il dott. Genny La Delfa, presidente della Federazione Medici Sportivi Sicilia – del costo ticket di circa 20 euro l’anno, salva tante vite, occorre sempre anteporre la cultura della prevenzione a quella del rischio nello sport anche di tipo amatoriale: anzi, proprio quello praticato da soggetti in età avanzata e a maggior rischio salute. Oggi va considerato inoltre che un Ecg viene richiesto di routine per il semplice rinnovo della patente d’auto, per l’adozione, per il lavoro e persino per sottoporsi a una Tac».

«Il decreto inoltre – continua il dott. La Delfa – obbliga al possesso dei defibrillatori tutte le società sportive professionistiche (entro 6 mesi) e quelle dilettantistiche (entro 30 mesi) con la possibilità di potersi associare se si allenano presso lo stesso impianto ivi compresi quelli scolastici; vengono esonerate quelle società dilettantistiche che svolgono attività con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili. Per potere utilizzare il defibrillatore bisogna essere in possesso di un attestato ufficiale di operatore Bls-D e pertanto negli impianti sportivi occorre la presenza costante di almeno un addetto regolarmente formato e iscritto all’albo nazionale solo dal 118».

A questo punto prima dell’acquisto conviene sempre chiedere qualche consiglio al medico dello sport e diffidare di chi vende defibrillatori di marca sconosciute ed economicissimi e di chi si inventa organizzatore di corsi di formazione per la rianimazione.

«Il Coni e la Fmsi Sicilia – spiega il dott. La Delfa – si stanno già attivando per una serie di convenzioni di qualità ed ha già programmato il primo corso ufficiale di Primo Soccorso ufficiali che si svolgerà a Catania oggi nei locali del Tennis Club Umberto e a cui possono partecipare solo 20 iscritti. In Sicilia per quanto attiene invece alle certificazioni di idoneità agonistica siamo in un perenne stato di precarietà e la Regione Sicilia, unica in Italia, incredibilmente aspetta ancora dopo 31 anni il completamento della legge che lascia la tutela sanitaria delle competizioni sportive nel caos più totale per la mancanza di controlli e per il permanere delle certificazioni selvagge».

Al riguardo, in attesa che venga pubblicato il regolamento sui requisiti e sulle autorizzazione ai medici specialisti, dopo numerose sollecitazioni e riunioni all’assessorato regionale della Salute da parte del prof. Giovanni Caramazza, presidente del Coni Sicilia e del dott. Genny La Delfa, presidente Fmsi Sicilia, insieme al dott. Angelo Giglio, direttore del Centro di Medicina dello Sport di Palermo, si è giunti ad una coscienziosa nota esplicativa firmata il 7 ottobre 2013 dall’assessore, la dott. Lucia Borsellino che sensibilizza le Asp, il Coni e la Fmsi a vigilare e controllare i certificati medici al fine di evitare abusi e irregolarità nel rilascio e alla corretta conservazione delle certificazioni agonistiche, attivando a tal fine severi controlli ispettivi che verifichino che le visite agli atleti siano sempre fatte in locali idonei e nel rispetto degli accertamenti previsti per ogni singola disciplina sportiva.

«Se però – conclude il dott. La Delfa – non si prendono in linea definitiva i provvedimenti dovuti, non si meraviglino i nostri legislatori e i politici se con l’inizio della nuova imminente stagione agonistica si continuerà a registrare un elevato pericolo di malori o peggio morti durante sport come avvenuto in passato».