Fortitudo Camaro – Agostiniana Calcio: data persa 0-3 la gara al Camaro, tre gare a porte chiuse, 4 Giocatori squalificati per 8 gare. Sette mesi a 6 giocatori e 2 dirigenti. 13 mesi a un giocatore.

Sono arrivate le decisioni del Giudice Sportivo Francesco Capillo riguardante la gara Fortitudo Camaro  – Agostiniana Calcio disputata domenica 24 Novembre 2013  al Comunale di Bisconte valevole per la quinta giornata del campionato di Terza Categoria sospesa per rissa al 20′ del secondo tempo sul punteggio di 4-1 per gli ospiti.
Nelle decisioni intraprese dal Giudice Sportivo Francesco Capillo del Comitato di Messina, assistito dal Giudice Sportivo Sostituto, Dott. Gustavo Ricevuto e dal Rappresentante dell’A.I.A., O.A. Andrea Lippolis.
Ecco le decisioni adottate:

a. assegnare la punizione sportiva della perdita della gara per 0–3 alla società Fortitudo Camaro;

Società Fortitudo Camaro

– Ammenda di euro 700,00 per reiterata condotta violenta dei propri tesserati e dei propri sostenitori, per il mancato approntamento del servizio di ordine pubblico, per non avere provveduto alla chiusura dei cancelli che consentono l’ingresso sul terreno di gioco e per non avere garantito alcuna assistenza all’atto della sospensione della gara all’arbitro, nel cui spogliatoio penetrava, con circostanze sopra riferite il tesserato Mangano Giacomo;

– Fortitudo Camaro dovrà disputare le prossime tre gare interne a porte chiuse;

– Inibire per lo svolgimento di qualsiasi attività in seno alla FIGC: il dirigente sig. Raffa Costantino e Panebianco Antonino fino al 30/06/2014;

– Squalificati per n.8 gare i calciatori: Crisafulli Giuseppe e  Floresta Carmelo;

– Squalificati fino al 30/06/2014 i calciatori: Mangano Francesco,  Bengala Giuseppe, Carbonaro Mauro, Cocivera Dario, Galtieri Mirko, De Leo Alessandro;

– Squalificato fino al 31/12/2014 il calciatore Mangano Giacomo;

Società Agostiniana Calcio

– Squalificati per n.8 gare i calciatori Bonvegna Cristian e  Carnabuci Simone.

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Per attuare tali provvedimenti il Giudice Sportivo ha preso atto di quanto ha scritto nel proprio referto l’arbitro Giovanni Amendolia che noi riportiamo integralmente come riportato dal comunicato ufficilale della Figc di Messina:

Visto l’articolato supplemento di rapporto con il quale il l’Arbitro ha accompagnato il referto di gara, dal quale è emerso che al 20’ del secondo tempo, in occasione di un fallo di gioco commesso da un difensore della società Camaro ai danni di un calciatore della so-cietà ospitata, i protagonisti di tale situazione cominciavano a battibeccare con conseguente intervento dell’arbitro che li ripren-deva al fine di cessare il litigio in corso; considerato che immediatamente dopo il gioco non riprendeva a causa di un globale assalto da parte di tutti i componenti della società Fortitudo Camaro nei confronti di tutti coloro che sedevano sulla panchina della società Agostiniana, che venivano ripetutamente ag-grediti con calci e pugni;

Atteso che in tale frangente il direttore di gara si portava a di-stanza di sicurezza rispetto agli eventi in corso al fine di non ri-manere intrappolato nel parapiglia in corso e anche al fine di indi-viduare in maniera dettagliata gli autori delle violenze nel frat-tempo originatesi;

Rilevato che, in uno con le aggressioni perpetrate da parte dei com-ponenti della società Fortitudo Camaro venivano contestualmente po-sti in essere ripetuti atti violenti anche da parte di diversi cal-ciatori della medesima società e che, in maniera particolareggiata si distinguevano per la loro condotta aggressiva e violenta i se-guenti tesserati della medesima società per le condotte di seguito più specificamente riportate:

n.2 Crisafulli Giuseppe – Colpiva con un pugno al volto un avversa-rio a gioco fermo, procurandogli forte dolore e facendolo cadere a terra;

n.3 Floresta Carmelo – Spingeva a gioco fermo un avversario facendo-lo cadere in terra e calpestandolo e scalciandolo con forza;

n.4 Mangano Francesco – Dopo avere minacciato più avversari, prende-va parte attiva alla rissa in corso colpendone diversi con calci e pugni all’addome e alla testa, provocando conseguenzialmente molte-plici escoriazioni e perdite di sangue;

n.5 Bengala Giuseppe – Dopo avere commesso il fallo originatore de-gli eventi di cui trattasi, si lanciava parimenti nella mischia, aizzando apertamente i compagni di squadra al fine di porre in esse-re atti di violenza nei confronti degli avversari. Il sig.Bengala, inoltre, dopo aver colpito con un calcio volante un avversario del quale provocava la caduta a terra, continuava a colpirlo con calci sia all’addome che al volto;

n.6 Carbonaro Mauro – Dopo avere schiaffeggiato un avversario, spin-gendolo e bloccandolo verso la recinzione del terreno di gioco, lo colpiva ripetutamente con violente percosse al volto, provocandogli palesi escoriazioni e abbondanti perdite di sangue;

n.9 Cocivera Dario – Pur essendo capitano della squadra, manteneva un atteggiamento inizialmente omissivo e, lungi dall’attivarsi al fine di riportare la calma e di contenere l’irrefrenabile impeto vi-olento dei compagni di squadra, si lanciava analogamente nella mi-schia spingendo e minacciando gli avversari;

n.13 Galtieri Mirko – Sferrava contemporaneamente una gragnola di pugni a più avversari, ad uno dei quali provocava forti dolori allo stomaco e ad un altro dolori al volto. Inoltre il sig.Galtieri pren-deva a calci un avversario steso al suolo dopo avergli sputato in faccia;

n.14 Mangano Giacomo – Individuato dall’arbitro come uno dei princi-pali artefici della rissa, in quanto non solo aizzava i compagni ai fini di avviare una violenta attività nei confronti degli avversari ma si spingeva anche a sollecitare il pubblico presente ad entrare sul terreno di gioco con le medesime finalità. Il sig. Mangano pe-raltro, oltre a porre in essere delle minacce nei confronti sia del-la panchina avversaria che dei calciatore della società Agostiniana Calcio, tutti destinatari di potenziali eventi letali e invalidità permanenti, si scagliava su un avversario al quale, dopo avergli provocato forti dolori ed escoriazioni indirizzava numerosi sputi in faccia. Peraltro il sig. Mangano Giacom, afine gara, entrava nello spogliatoio dell’arbitro sbattendo violentemente la porta e , dopo avergli urlato offese particolarmente gravi, lo minacciava di subire adeguate percosse. Non contento di ciò il sig. Mangano stringeva con violenza il braccio dell’arbitro strattonandolo e spingendolo vio-lentemente contro il muro dello spogliatoio che gli provocava un forte dolore alla schiena, urlandogli di restituirgli il documento d’identità e proferendo minacce riguardanti la sua incolumità in ca-so di eventuali, casuali incontri successivi. Non pago di tutte le condotte violente e minacciose assunte, il sig. Mangano sputava nei confronti del direttore di gara colpendolo al piede destro e subito dopo abbandonava gli spogliatoi;

n.16 De Leo Alessandro – Prendeva inizialmente a calci nel costato un avversario giacente al suolo, calpestandolo con forza con i tac-chetti delle calzature da gioco, per poi scagliarsi successivamente su un componente della panchina avversaria, che veniva colpito al volto con schiaffi e pugni, provocandogli forte dolore e numerose escoriazioni. In aggiunta a ciò il sig. De Leo sollecitava parimenti gli spettatori ad entrare sul terreno di gioco al fine di concorrere alle aggressioni in corso.

Accertato che in tutti i frangenti di cui sopra è cenno il dirigente accompagnatore della società Fortitudo camaro, sig. Raffa Agostino, manteneva un atteggiamento del tutto omissivo, non prodigandosi in alcun modo perché si ripristinasse sul terreno di gioco la tranquil-lità che potesse consentire la prosecuzione dell’incontro;

Preso atto che in aggiunta a tutti gli atti di violenza sopra anali-ticamente riferiti, una persona non meglio identificata, che indos-sava un giubbotto riportante lo stemma della società Fortitudo cama-ro, entrava arbitrariamente sul terreno di gioco colpendo ripetuta-mente al volto con pugni un componente della panchina della società ospitata, che riportava conseguenzialmente forte dolore e diverse escoriazioni. Il predetto individuo inoltre spingeva in terra un av-versario colpendolo ripetutamente con calci in testa e all’addome, aizzando tutti gli astanti ad entrare sul terreno di gioco con l’ovvio intento di partecipare attivamente alla violenta rissa in corso;

Preso atto che pur presumendosi una reazione posta in essere per fronteggiare le aggressioni subite, il n.5 Bonvegna Cristian e il n.7 Carnabuci Simone, entrambi della società Agostiniana calcio, si scagliavano a loro volta contro l’individuo di cui al precedente ca-poverso, facendolo cadere a terra e prendendolo a calci in testa e nel costato;

Accertato altresì che circa una sessantina di persone che assisteva-no alla partita, individuati dall’arbitro come tifosi della società Fortitudo Camaro, entrva sul terreno di gioco, prendendo parte atti-va alla rissa già accesasi, non mancando di partecipare attivamente con minacce, calci, pugni e spinte;

Considerato che in tale ultima circostanza, una di tali persone si avvicinava al direttore di gara, al quale proferiva offese partico-larmente gravi, accompagnate da minacce riguardanti il pregiudizio della sua incolumità;

Atteso che, tenuto conto dell’incontrollabile clima violento instau-ratosi e dell’impossibilità di proseguire la gara, obiettivamente pregiudicata dalle numerose espulsioni che si sarebbero dovute com-minare a carico dei tesserati della società Fortitudo Camaro e che avrebbero comportato l’insufficienza del numero di calciatori che consentisse la protrazione dell’incontro, l’arbitro decideva di de-cretare la sospensione rientrando negli spogliatoi.

Considerato che l’arbitro poteva solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine procedere alle varie formalità di fine gara, potendo ab-bandonare il terreno di gioco senza alcuna conseguenza;

Atteso che la particolare gravità delle condotte poste in essere e sopra dettagliatamente esplicitate merita una adeguata sanzione sot-to tutti i profili, al fine di garantire la regolarità dello svolgi-mento della gara, che non può essere in alcun modo messa a repenta-glio da atteggiamenti violenti a danno di calciatori che o dirigenti delle società che partecipano ai campionati delle diverse categorie;
Per quanto esposto il Giudice Sportivo ha emesso le proprie decisioni disciplinari sono esposte.