Giardini Naxos – Presentazione libro «Caso Speziale, cronaca di un errore giudiziario».

Lo scorso 13 dicembre presso il Cinema Comunale di Giardini Naxos si è discusso del Caso Speziale, passato agli onori della cronaca nel 2007, per la morte tragica dell’Ispettore Capo di PS Filippo Raciti.
In conclusione di una partita di calcio, il derby siciliano Palermo – Catania del 2 febbraio 2007, disordini e tafferugli tra le due tifoserie sfociano in quella serie di attacchi violenti dove un poliziotto, nell’espletamento delle sue funzioni di garante dell’ordine e della sicurezza, trova la morte.
Tutto il Paese si rattristò per la tragicità degli eventi e per l’avvenuta scomparsa di Raciti, che lasciava moglie e figli a stringersi nel dolore. Si doveva trovare il responsabile del criminoso gesto e sottoporlo alla giustizia, tutto il Paese sentiva forte questo bisogno e le indagini partirono immediatamente.

La mano del colpevole, così come la cronaca di quei giorni registra, è quella dell’allora minorenne Antonino Speziale, 17 anni, tifoso Ultras Catania, il quale viene condannato a 14 anni di pena carceraria, poi ridotti in sede di Appello ad otto anni di reclusione. Lo scorso novembre 2012, la Cassazione conferma il verdetto di condanna e la sentenza diventa esecutiva immediatamente riportando il giovane Antonino Speziale a scontare la pena. Il fatto giudiziario ‘sembra’ concluso ma forti dubbi, sul caso, nel frattempo nascono e rimangono irrisolti.

E’ proprio la mano di Speziale che pone fine alla vita dell’Ispettore di Polizia, Filippo Raciti? Questa è la domanda che genera il primo lavoro documentale – letterario di Simone Nastasi, giornalista pubblicista e consulente finanziario, dopo aver letto ed esaminato scrupolosamente le carte processuali. Il libro, primo nel suo genere per la letteratura processuale in campo di tifoseria calcistica, secondo l’Editore Salvo Bonfirraro “è un capolavoro”.

A Giardini Naxos, per la presentazione dell’opera, è presente un nutrita rappresentanza di Ultras Catania e tifosi del pallone, i quali si son dati appuntamento nell’antistante Piazza Municipale per sostenere ‘uno di loro’, e chiedere a gran voce la verità sul caso giudiziario, oggi arricchito di tanti dubbi e molti silenzi sui tristi avvenimenti di quel giorno.

E’ bene precisare che ogni singola voce dei presenti, dagli organizzatori della manifestazione, ai relatori passando dal tifoso sportivo al semplice uditore presente all’appuntamento hanno espresso il proprio rammarico per la morte dell’agente Raciti condannando vivamente la violenza inaudita di quanto è accorso quel giorno. E’ vero altresì che giustizia vera è chiesta e la si reclama per i molteplici silenzi e domande che il “Caso Speziale” pone ancora oggi.

E’ veramente Antonino Speziale il colpevole? I fatti raccontati durante le fasi processuali sono veramente i fatti accorsi quel tragico 2 febbraio 2007? Quello che è scritto nelle carte giudiziarie è in realtà quanto è veramente accaduto alla fine della partita Palermo – Catania negli scontri tra le due tifoserie? Il caso oggi è più che mai aperto, così come riporta la cronaca degli ultimi giorni.

Di fatto, l’Ansa dell’11 dicembre c. a. alle ore 12:48 riporta quanto segue: I legali di Antonino Speziale, hanno presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d’Appello di Messina che ha dichiarato inammissibile l’istanza di revisione del processo a uno dei due ultras del Catania condannati per omicidio preterintenzionale per la morte, il 2 febbraio 2007, dell’Ispettore Capo di Polizia Filippo Raciti durante il derby con il Palermo allo stadio Massimino.
La prima sezione penale della Suprema Corte ha fissato l’udienza per il prossimo 6 febbraio. Agli atti è stata depositata una requisitoria scritta del Pg della Cassazione con richiesta di inammissibilità. Per i legali del giovane, gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco, Raciti sarebbe stato ferito da un Discovery della polizia mentre faceva retromarcia davanti il piazzale dello stadio Massimino. Per i penalisti sarebbe stato un caso di ‘fuoco amico’. Su questo tema la mamma di Speziale, Rosa Speziale, il 23 febbraio scorso ha denunciato un poliziotto per falsa testimonianza e i legali del giovane ‘a dieci mesi dall’ esposto’ chiedono alla Procura di Catania se ‘intende esercitare l’azione penale’ e sollecitano ‘la richiesta di rinvio a giudizio’ dell’agente.

Il “Caso Speziale” è tutt’altro che finito e si delinea sempre più fortemente come ‘cronaca di un errore giudiziario’. I relatori della serata si sono alternati a rievocare gli antefatti della stesura del libro di Nastasi e di come questa opera possa incidere sul discernimento della verità poiché riporta fedelmente le carte processuali poiché narra in maniera semplice come “ipotesi accusatorie siano state costruite per poi divenire prove processuali” come ha dichiarato l’Avv. Giuseppe Lipera, il quale con energica determinazione ha ribadito quanto pesi il pregiudizio nei confronti delle tifoserie sia diventato palco e scenario per esporre le accuse verso Speziale e Micali, l’altro giovane accusato dell’omicidio di Raciti.
L’avvocato Lipera elenca quanti numerosi casi di errori giudiziari si siano registrati nel nostro Paese, spesso determinati da pregiudizi di ogni sorta, una mala informazione e da processi per lo più televisivi, “Caso Tortora” e “Caso Gallo” tanto per citarne due tra quelli nominati durante l’incontro. “Cosa non ha funzionato in questa storia? – si domanda l’avv. Lipera mentre racconta il suo incontro personale con il giornalista Simone Nastasi e l’editore Salvo Bonfirraro – La sensazione crescente di cercare e trovare a tutti i costi il colpevole. I Mass Media, in questa vicenda, sono stati corresponsabili. Le immagini degli scontri fecero il giro del mondo e dopo pochissimo tempo, poche ore dall’accaduto tragico, la Polizia aveva già posto dei fermi e per l’informazione nazionale c’erano già le confessioni, quando erano state appena ascoltate le prime deposizioni. Tutto sembrava già predisposto: immagini video, foto e le confessioni, che altro non erano che deposizioni.”

Mi auguro – aggiunge Lipera – che questa storia, che coinvolge il mondo delle tifoserie del calcio, possa arricchire la letteratura giudiziaria. C’è la speranza, non l’illusione, grazie a voi tifosi del calcio che, attraverso questa storia, in Italia, qualcosa cambi. Cosa ho imparato da questa storia – conclude l’avvocato nel suo intervento al pubblico – ho dichiarato sempre questo: nel procedimento a resistenza a pubblico ufficiale io ho assistito il mio cliente Speziale, nel processo per la morte dell’Ispettore Capo Raciti, io ho difeso e continuerò a difendere Antonino fino alla mia morte!” . Parole forti quelle del difensore Lipera che crede fortemente nell’innocenza del suo assistito.

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Non da meno è stato l’intervento del critico Giuseppe Carrabino, accalorato nella sua revisione del procedimento penale ai danni di Speziale e Micali. “Quel giorno hanno perso tutti – sostiene Carrabino – e non solo la vita Filippo Raciti, il marito e il padre i familiari dell’Ispettore Capo. Speziale, nello specifico, ha perso anni di vita nel carcere. Ci sono le famiglie che soffrono tali perdite, così come il mondo del calcio, soprattutto quelle delle tifoserie hanno perso i propri valori scadendo coi fatti violenti che si presentano dentro e fuori gli stadi.”

“Dobbiamo cambiare le cose – aggiunge Carrabino – a questo libro manca la parola fine come non c’è la confessione manca la verità. Ci sono pagine bianche nel libro che dovrebbero essere colamte. Speriamo – conclude il critico – che la giustizia vera si esprima e non si riverifichi la voglia di giustizialismo. Mi appello al vero colpevole che trovi il coraggio di dire la verità e di confessarla!”

Il moderatore dell’incontro, l’editore Bonfirraro, prima di passare la parola allo scrittore Nastasi, raggiungibile in via telefonica, ha presentato l’avv. Criminologo Francesco Rizzo, (in foto), il quale ha dichiarato di aver trovato le risposte alle sue domande nell’introduzione del libro e ringrazia il Nastasi scrittore per aver introdotto un metodo, fedele ed accurato nel rispetto delle carte processuali esaminate, e rispettoso della narrazione letteraria senza renderla tecnicistica quindi poco comprensibile ai lettori, nella stesura dello stesso.

“Si sono citati molti casi di errori giudiziari questa sera – dichiara Rizzo – e la difficoltà in Italia di trovare la giusta verità nei processi è tristemente palese a molti. Si sente fortemente l’interesse profondo per cercare la verità in questo Caso, e mi associo ai familiari al dolore per la perdita dell’Ispettore Capo Raciti e condanno, come han fatto tutti i presenti questa sera, alla violenza pre e post partita di calcio. Sono episodi che non si dovrebbero verificare mai!”

L’incontro è poi terminato con l’intervento dell’autore Simone Nastasi, in collegamento telefonico da Roma, del quale abbiamo documentazione attraverso il video che abbiamo realizzato ed è presente nella sezione video del giornale on line.