Sebastiano Perrone a ruota libera: intervista a 360° con l’allenatore dell’Akron Savoca.

Il 26 Ottobre 2014 sarà una giornata particolare per l’Akron Savoca: il debutto nel campionato di Seconda Categoria. Finalmente dicono gli sportivi savocesi è arrivato il nostro momento entrando dalla porta principale attraverso una finale play-off che per ben due volte è stata fatale per il calcio savocese, questo è il passato che porta al presente che parte da un gruppo consolidato che per anni ha sofferto ma alla fine ha gioito.

Un Società modello  per quanto riguarda la riviera jonica che per la nuova esperienza in Seconda Categoria si affida ad un giovane allenatore, ma da un curriculum da giocatore di tutto rispetto con alle spalle campionati di Serie C2 e Serie D, Promozione e Prima Categoria. Nel suo destino c’è stato sempre il Savoca: ha dato i primi calci nel settore giovanile dell’Acs Savoca prima di spiccare il volo in altre piazze calcistiche.
Il calcio savocese è sempre nel suo Dna, ecco che dopo l’amara esperienza di pochi mesi sulla panchina dello Sportinsieme, dopo un’anno in standy-bye, ecco la panchina dell’Akron Savoca, il nuovo timoniere della squadra che si affaccia per la prima volta in Seconda Categoria: mister Sebastiano Perrone.

Abbiamo realizzato un’intervista a 360° gradi sulla sua nuova “avventura” senza dimenticare  con rammarico dei suoi anni allo Sportinsieme, iniziamo subito con la prima domanda:

Martedi 2 Settembre 2014:  è iniziata la nuova stagione per l’Akron Savoca per la prima volta in Seconda Categoria? Dopo tanti finalmente la città di Savoca ritorna in Seconda Categoria e tutto grazie all’impegno dei dirigenti dell’Akron. Un momento atteso da anni da tutta la comunità e che spero rappresenti un punto di inizio e non di arrivo….per tutti.

Tu sei cresciuto nelle giovanili dell’Acs Savoca fino ad arrivare in prima squadra adesso la panchina? Ho iniziato a tirare i miei primi calci nella gloriosa ACS Savoca nei anni 80 nelle categorie giovanili per poi tornarci nella stagione 1998/1999 dove raggiungemmo la prima categoria. L’anno scorso ho accettato con grande gioia il progetto del presidente Alberto Impellizzeri ed adesso sono onorato di poter guidare la squadra nel nuovo campionato. Per me è come tornare al passato con la speranza di costruire un futuro importante.

Tu eredi una squadra che per due anni è stata allenata dal duo Luchino-Tusano culminata con la promozione in Seconda Categoria, una eredità pesante? Sicuramente un eredità importante. Dario Luchino e Daniele Tusano hanno fatto benissimo e sarà difficile imitarli. Costruire un gruppo quasi da zero, trasformalo in una squadra e vincere un campionato non sono successi da poco e solo i più bravi e capaci possono raggiungere. Approfitto per ringraziarli per quello che  hanno fatto e spero che continueranno nel prossimo futuro a vivere il progetto Akron Savoca anche se sono rammaricato per la loro, spero momentanea, assenza.

Data la tua esperienza e profondo conoscitore del calcio dilettantistico che tipo di campionato si prospetta per l’Akron Savoca? Sicuramente essendo una matricola, l’obiettivo principale sarà quello di raggiungere prima possibile la salvezza per poi giocare con tranquillità quante più partite possibili.

Un gruppo consolidato con l’arrivo di importanti giocatori d’esperienza che può puntare in alto? La dirigenza mi ha accontentato nel confermare quasi in toto il gruppo  che l’anno scorso ha meritatamente conquistato la 2^ categoria ed in più la rosa è stata completata con l’arrivo di tanti giovani su cui credo tanto e con almeno un atleta di grande esperienza in ogni reparto che sapranno guidare i giovani.

Facciamo un passo all’indietro l’esperienza sulla panchina dello Sportinsieme? È stata per me un esperienza importante e nonostante tutto mi ha dato tanto, specie in termini di esperienza nei rapporti con chi si ritiene “esperto” del calcio dilettantistico. Non ho rimpianti, avendo dato  tutto ed avendo lasciato una squadra, completamente rinnovata e da amalgamare, a metà classifica ed a soli 3 punti dai playoff e con le ultime giornate sulla carta favorevoli dopo che già si erano affrontate tutte le squadre di vertice.

Un’esperienza come sono andate le cose che ti ha lasciato senza parole….? Si devo ammetterlo, a distanza di tempo ancora la ferita è aperta.  Per me che negli anni avevo dato tanto alla squadra è stato come essere tradito da un familiare, da persone di cui nutrivo una fiducia immensa. Ma credo che poi, quello che è successo è stato sotto l’occhio di tutti. Avrei tante cose da dire a riguardo, tutte suffragate da dati oggettivi.. probabilmente la mia figura dava fastidio a qualcuno. Dovevo ascoltare gli amici che già in estate mi avevano avvertito di come sarebbe finita, ma io erroneamente ho seguito il mio cuore e l’amore per il calcio e per lo Sportinsieme.

Questo il passato, il futuro di Sebastiano Perrone nella nuova carriera di allenatore, Savoca una tappa per arrivare in altre piazze più importanti? Io punto a far bene nell’ Akron , a dare tutto quello che posso, cercando di mantenere e rafforzare un gruppo di ragazzi che giocano calcio per pura passione. Il nostro obiettivo è quello proprio di fare calcio e non improvvisare. Come dico sempre ai ragazzi “Non siamo professionisti ma dobbiamo essere professionali”.

La scorsa stagione ricoprivi il ruolo di responsabile del settore giovanile dell’Akron Savoca, c’è qualche giovane che ti può ritornare utile in Seconda Categoria? Molti dei ragazzi che compongono la rosa provengono proprio dal settore giovanile del Savoca. Cercheremo sicuramente, se i risultati ci aiuteranno a lanciare quanti più ragazzi provenienti dal nostro settore giovanile, vero linfa della società.

Come vedi il calcio giovanile nella riviera jonica? Il calcio giovanile deve rappresentare il pilastro per ogni squadra, cosa che al momento non lo è per tutte. Lo Sportinsieme ha rappresentato per anni il riferimento al punto che tanti ragazzi cresciuti con i gialloblu adesso calpestano i terreni di gioco di tutta la riviera jonica ed anche di campionati professionisti. La nostra società così come altre squadre come la Jonica, il Furci etc., stanno curando la Scuola Calcio ed il Settore Giovanile ma forse ancora per essere competitivi con altre realtà calcistiche più blasonate, servono più investimenti, tecnici preparati e “patentati” e per finire bisogna avere il coraggio di lanciare i ragazzi meritevoli nelle prime squadre.

Si prevedono diverse stracittadine come vedi : Lo Sparagonà? S. Alessio? Antillese? Nuova Indipendente? Sarà un campionato bellissimo ed appassionale (FIGC permettendo), con tanti derby che sicuramente porteranno entusiasmo in tutta la riviera jonica. Sicuramente dalla campagna acquisti fatta, il S. Alessio e lo Sparagonà partono con i favori del pronostico, avendo allestito delle rose molto competitive, ma anche il Furci e l’Antillese sicuramente sono posizionate al momento un passo avanti a noi. Mi auguro che siano tutte sfide entusiasmante ed all’insegna del fair play.

Chiudo con una battuta, il Presidente Alberto Impellizzeri è sopranominato lo Zamparini savocese……..? Alberto è una persona eccezionale e che vive il suo ruolo con molta responsabilità e presenza. Speriamo di far bene e di non trasformarlo , come l ‘originale, in un mangia allenatori.