Intervista al giovane allenatore della Siac Messina “Campione D’Inverno”: Jonathan Cento.

Si è concluso il girone di andata del campionato di Serie D di calcio a 5 Maschile di Messina  ha dato i suoi primi verdetti: la Siac Messina ha tagliato il traguardo di “Campione d’Inverno”.
Un traguardo raggiunto con numeri veramente eccezionali: undici vittorie su altrettante gare, miglior attacco (72), miglior difesa (18), +11 sulla coppia inseguitrice Pro Mende-Sporting Club Villafranca. Numeri da capogiro, ma di chi sono i meriti di questo cammino vincente della compagine peloritana allenata da un giovane alla sua prima esperienza che all’età di 20 anni muove i primi passi nel pianeta del Calcio a 5?

E’ stato amore a prima vista? Per Jonathan Cento sembra di sì!!! Dal quel momento la sua vita è un tutt’uno con il Futsal, tanto di accettare all’età di 25 anni la guida della Siac Messina, i risultati sono arrivati subito, alla prima esperienza ha tagliato il traguardo di “Campione d’Inverno”, un primo passo verso la Serie C.

La prima domanda è d’obbligo: come si sente nelle vesti di “Campione d’inverno”? “Quando abbiamo iniziato ero convinto di poter far bene, sapevo di incontrare però squadre più preparate ma non nascondo che ci speravo, e sono veramente contento di come sta andando”.

Un campionato strepitoso quello che state disputando, ormai siete lanciati verso la Serie C? “Sicuramente il campionato è ancora lungo, siamo solo a metà strada, ma sapere che è tutto nelle nostre mani è una cosa che ci conforta”.

Il vostro successo parte da lontano, la Siac Messina ha una tradizione importante nel Calcio a 5? “La Siac nasce come una squadra senza ambizioni di scalare le categorie, lo dimostra il fatto che da tanti anni esiste ma conta un solo campionato in C2 e poi solo D, una squadra dove l’aspetto umano conta più di quello tecnico”.

Lei è alla sua prima esperienza da allenatore, può ritenersi soddisfatto della nuova carriera intrapresa? “Undici vittorie in undici partite, come potrei dire no ? Fin da piccolo quando mi domandavano che cosa vuoi fare da grande ?! la mia risposta non era calciatore ma l’allenatore, spero di fare sempre meglio perchè ancora è molto poco, quasi niente quello che ho fatto, ho voluto iniziare appena possibile, cioè superati i 25 anni, come federazione vuole, per allungare la mia carriera e avere più tempo per apprendere, ogni giorno leggo tanti articoli di vari allenatori sull’aspetto mentale e motivazionale da tenere con i giocatori e ovviamente anche quelli che riguardano i vari esercizi per migliorare atleticamente, fisicamente, tecnicamente e tatticamente. Devo ringraziare il Presidente che mi ha dato fiducia anche se in squadra ci sono giocatori che addirittura sono più grandi di me, credendo nelle mie capacità”.

Il fiore all’occhiello della Siac Messina? “Ci sono persone che non si vedono, che non appaiono sui giornali, che non fanno gol, ma che sono fondamentali e li vorrei proprio ringraziare, sono, Ravidà, La Torre, D’Emilio e Pappa, che curano le varie sfaccettature per rendere tutto perfetto o migliore possibile”

Tre aggettivi per descrivere il fenomeno Siac Messina? “Programmazione, Unione, Grinta. Programmazione:perchè non abbiamo mai lasciato niente al caso, ci siamo allenati tutti i giorni durante la preparazione, abbiamo avuto amichevoli con squadre di categoria superiore, ci siamo allenati il 24 dicembre, il 31 gennaio, fin qui i ragazzi sono stati sempre disponibili alle mie richieste e abbiamo colto i frutti.

Unione: perchè fin dal primo giorno ho specificato che non avrei voluto in squadra prime donne, ma un gruppo unito, perchè le prime donne ti fanno vincere alcune partite, un gruppo unito ti fa vincere il campionato, sono felice di esserci riuscito, questo era il mio grande obiettivo, sono nate nuove vere e profonde amicizie, in partita quando un compagno segna, non esiste invidia, tutta la panchina si alza e va ad abbracciarlo, un grande gruppo.

Grinta: perchè è l’elemento fondamentale per avere la meglio in alcune partite, ci sono delle caratteristiche non tecniche che secondo me un’allenatore deve trasmettere alla sua squadra, e penso che spesso, soprattutto in queste categorie avere una squadra determinata, pronta a combattere fino all’ultimo secondo può risultare decisivo, la mia squadra non molla un attimo, andiamo al pressing di continuo, vogliamo che gli avversari pensino che si trovino in mare”.

Il giocatore che ha sorpreso mister Cento? “Non mi sento di dirne uno, ho il gruppetto dei giovanissimi come Urso, Di Rosa, Falliti e Capillo che si sono inseriti e ragionano come adulti, il gruppo storico della Siac con Passeri, De Leo, Zoccali, De Salvo, D’Emilio, Russo, Visconti e capitan Grasso che si sono rimessi in gioco e hanno deciso di cambiare la mentalità di questa squadra e infine le mie scommesse principali, ragazzi della mia zona che avevano giocato sempre a 11 ma che sapevo di poter plasmare in questo sport e stanno dando grandi risultati e sono Barbera, Boccaccio e Marchese”.

Allenare , meglio gestire un gruppo non è facile, il suo rapporto con lo spogliatoio? “Gestire un gruppo di persone in qualsiasi campo non è mai facile, ma io ho giocatori eccezionali, ripongono in me molta fiducia e quindi sono pronti a seguirmi in tutte le mie idee, il mio rapporto con loro è soprattutto d’amicizia, non sono un allenatore che vuole creare distacco o che mai insulterà o manderà a fare la doccia qualcuno, la riterrei una sconfitta personale, loro vedono in me impegno, vedono i loro miglioramenti e si viene felici all’allenamento”.

La sua passione per il Calcio a 5 da dove nasce? “Come tutti ho iniziato a calcio a 11, ho raggiunto l’apice a 18 anni quando ero nell’Igea Virtus (C2) giocavo nella Berretti e poi a fine stagione ero stato aggregato in Prima Squadra, a luglio per la stagione successiva dovevo partire per il ritiro per la stagione di C2, ma Franza comprò una percentuale e mandò tutti i giovani ancora non pronti del Messina a Barcellona e parecchi fummo cacciati, da lì la mia voglia di smettere, sono stato due stagioni fermo, fin quando a 20 anni sono passato al calcio a 5, nello Sporting Peloro in serie B, da quel momento sono rimasto sempre nell’ambito del futsal”.

Come vede il Calcio a 5 a Messina e provincia? “Purtroppo si costruiscono squadre, che poi vanno a fallire, non si riesce a programmare qualcosa di serio, ogni anno scompaiono sempre più società, pensare che la squadra più in alto della nostra città è la Peloritana, seconda in C2 è veramente triste, perchè il materiale umano è grande ma quello economico quasi inesistente, fin quando non si riuniranno 2-3 investitori con una grande passione sarà sempre questa la fine, o restare in categorie basse o salire per poi fallire”.

Voi siete ancora imbattuti, vi ritenete imbattibili? “Sicuramente non siamo imbattibili, ma chi vuole vincere contro di noi quando in palio ci sono i tre punti deve veramente faticare, perchè durante la settimana ci alleniamo duramente, perchè ogni giocatore è pronto ad aiutare il suo compagno e tifa per lui, perchè su ogni pallone diamo l’anima”.

Chi è Cento, tre aggettivi per descriversi? “Penso che possano essere gli stessi della mia squadra, un allenatore deve far rispecchiare le sue caratteristiche alla sua squadra. Impiego molto tempo per programmare gli allenamenti, vado a vedere le squadre avversarie giocare, faccio in modo che tutto quello che andiamo a fare sia fatto non per caso, ma per un motivo preciso che porti poi a fronteggiare la partita, nel modo più preparato possibile. Credo nell’unione tra i compagni più di ogni altra cosa, un gruppo unito è difficile da vincere ed è quello che ho creato in questa stagione. I miei allenatori precedenti possono testimoniarlo ma anche chi mi vede giocare, non capiterà mai che mollerò un centimetro e questo quello che spiego sempre ai miei giocatori, la grinta è un elemento fondamentale per vincere”.

Nel Calcio a 5 l’arbitraggio è all’altezza? “Come ogni cosa, per ogni categoria si ha cose migliori, siamo nella più bassa e se gli arbitri sono in questa categoria un motivo ci sarà, ma non ci lamentiamo, l’unica caratteristica che vorrei consigliare di non avere è la presunzione, alcuni arbitri fanno degli errori vistosi, ma capita, capita in A perchè non qui ?! ma almeno non avere la presunzione di essere perfetti.”

Il suo sogno nel cassetto? “Sono molto ambizioso, a lungo termine ci pensiamo tra qualche anno, per il prossimo futuro continuare così.”

Dove può arrivare la Siac Messina? “Per natura sono uno che dice le cose come stanno, posso risultare eccessivo o che scherzi in certe mie affermazioni ma se ho un pensiero lo spiego e per me è quello. La mia squadra ha dei margini di miglioramento esagerati, aggiungendo due elementi con le stesse caratteristiche e che molto probabilmente ci raggiungeranno per la prossima stagione e con l’esperienza necessaria, questa squadra può salvarsi in Serie B, attenzione, non in questo momento, ma crescendo negli anni”.

Mister grazie della sua disponibilità ci vediamo a Maggio per ……….? “Ci vediamo a maggio per festeggiare la nostra imbattibilità e quindi la promozione !!”