Offese e sputi all’arbitro 19enne dopo l’espulsione, l’Aia: “Fermare il campionato”

“Non tollererò più atti di violenza verso i miei arbitri. E se una partita di calcio diventa un campo di battaglia occorre fermare il campionato”. È il monito del presidente della sezione arbitri di Jesi, Riccardo Piccioni, dopo la partita tra l’Esanatoglia e l’Agugliano-Polverigi.
Durante l’incontro, valido per la qualificazione di Coppa Marche e terminato 0-2, l’arbitro, uno studente universitario di 19 anni residente in Vallesina, sarebbe stato ingiuriato più volte, colpito alla mano mentre esibiva il cartellino rosso di una delle quattro espulsioni e colpito all’occhio dallo sputo di un calciatore della squadra ospitante.

Episodi ora al vaglio del giudice sportivo del Comitato regionale della Lega nazionale Dilettanti, che dovrà decidere i provvedimenti disciplinari. Per Riccardo Piccioni – arbitro per passione, docente universitario e sindaco di Belvedere Ostrense – non sarebbe la prima volta che episodi di inciviltà penalizzano i giovani arbitri della Sezione Arbitri di Jesi.

Ci sono ragazzi traumatizzati e sfiduciati che decidono di non proseguire questa attività – racconta – anche se per fortuna episodi di tale inaudita violenza sono l’eccezione e non la regola”.