Enzo Filoramo dalla panchina ad un ruolo di dirigente nella Jonica.

Enzo Filoramo dal 1^ luglio non è più allenatore della F.C. Jonica compagine che milita nel campionato di Promozione. Si volta pagina in casa della Jonica nata due stagioni orsono grazie al connubio dei dirigenti del S. Teresa Calcio e una parte dell’Asd Furci. Due anni alla guida della formazione giallorossa, stagione 2013-14 con un settimo posto finale (37 punti) nel campionato di 1^ Categoria, invece, conquista la nona posizione nell’ultima stagione in Promozione con 42 punti.

La domanda sorge spontanea….chi sarà il successore di Enzo Filoramo? Prima di guardare al futuro, abbiamo rivolto, a mister a Enzo Filoramo la  domanda: possiamo affermare che lei non è più allenatore della Jonica? “ Si, lo confermo, dal 1 Luglio non sono più l’allenatore della Jonica, ma resto in Società con altre mansioni”.

Dalla panchina ad un ruolo di dirigente? “ La Società mi ha proposto un posto nella dirigenza, un ruolo importante, ancora non ho detto di  “si” sto riflettendo da diverse settimane , fra qualche giorno comunicherò la mia decisione”.

La domanda sorge spontanea, chi vede sulla sua panchina? “ la linea adottata dalla Società in fase di programmazione è quella della continuità, diciamo un allenatore con la mentalità della Jonica. Due sono le soluzioni, la prima è quella se ci sono i presupposti di un allenatore della nostra riviera jonica…”

In queste settimane si sono fatti i nomi di Nello Miano, Saro De Cento e Giovanni Ruggeri? Voi della stampa avete tirato in ballo questi nomi……”

L’altra via che la Società sta seguendo?Quella di scegliere l’allenatore all’interno dei quadri tecnici della Jonica”.
Secondo questo criterio l’allenatore sarà uno tra Mimmo Moschella, Nino Spadaro, Angelo Campagna o Giacomo Parisi? “ Tutte persone valide per poter guidare la Jonica….fra qualche giorno verrà annunciato l’allenatore che guiderà la squadra nel campionato di Promozione”.

Una lunga carriera di allenatore, si ricorda la sua prima panchina?Senz’altro, avevo 20 anni, era il 1989,  ho allenato la Juniores del S. Teresa del Presidente – Tindaro Nipo, in quella esperienza ho avuto il piacere di allenare il centrocampista Mario Perrone che dopo qualche mese ha giocato nell’Acr Messina”.

Una sola stagione in panchina, poi…..? “ Sì, ho allenato solo in quella stagione, poi una pausa, per ritornare nuovamente in panchina nella stagione 1995-96 sulla panchina degli Allievi Provinciali dello Sportinsieme

Diciamo che da questo momento è iniziata la sua carriera da allenatore fino ad esordire in prima squadra? Si, ho fatto tutta la trafila del settore giovanile, nel 2004 il mio debutto in prima squadra nel campionato di Prima Categoria, una scelta maturata nel segno della valorizzazione dei giovani”.

La sua filosofia di allenatore nella scelta dei suoi giocatori? “ Il mio credo è stato sempre scegliere prima l’uomo poi il calciatore, sotto questo punto di vista penso di non aver fatto pochi errori”.

Lei ha allenato tanti giocatori, chi ricorda in modo particolare al di là dello spessore tecnico? “ Senza fare torto a nessuno, ho allenato sempre un gruppo di ragazzi in cui abbiamo condiviso gioie ma anche delusioni, su tutti cito i miei capitani: Gianpaolo Agnone, Maurizio Rizzo, Filippo D’Amore, Tino Celisi, Roberto Frazzica. Come non posso citare Peppe Bartorilla, un ragazzo straordinario, un punto di riferimento all’interno del gruppo. Come Vincenzo Di Bella, per finire a Luca Potenza e Max Herasymenko

L’amarezza più grande da allenatore?La finale play-off persa in casa con il Ghibellina, come quella persa a Pedara con il Trappitello o di Terme Vigliatore sempre con il Ghibellina”.

Il momento più bello…..? “ Aver creato la Jonica, una realtà regionale fatto con un percorso di due anni,  grazie alla lungimiranza di Mansueto Gugliotta, di Angelo Campagna, dei dirigenti del S. Teresa Calcio e dell’Asd Furci, grazie alle capacità umane e professionali di Francesco Di Paquale, Danilo Arena, Alberto Di Nuzzo e dell’insostituibile Mimmo Riganello”.

Il momento più difficile della sua carriera? “ Senz’altro la stagione in Promozione con lo Sportinsieme, per certi versi è stato l’inizio della parabola discendente della Società. Ancora oggi non riesco a capire di quella spaccatura. Siamo riusciti a raggiungere la salvezza con quattro giornate d’anticipo schierando diversi  giovani del vivaio come Dario Cannata, Alessio Savoca, Tindaro Pistone, Federico Lombardo, un risultato più che positivo avendo metà dirigenza contro”.

Una scelta che non avrebbe voluto fare? “ Senz’altro quella di subentrare a Carmelo Campailla ai tempi del S. Teresa Calcio, non lo meritava a tre giornate dalla fine, pur non condividendo la scelta della Società, ho accettato con malincuore”.

L’esperienza dei due anni con la Jonica non tutto è andato secondo le previsioni della vigilia? “ La prima stagione visti i presupposti della vigilia, è stato un campionato fallimentare, francamente lo considero il peggiore della mia carriera”.
Non è stato così nel campionato appena concluso? Un campionato senz’altro positivo, una salvezza raggiunta con un gruppo tutto nuovo, con un Sanfilippo superlativo che ha segnato 5 reti importanti che hanno portato 10 punti pesanti tenendo conto del cammino della squadra. Un inizio che chi visto protagonisti per diverse giornate al comando della classifica, dalla gara interna con la Pro Mende è iniziato il momento no, al ritorno la svolta del nostro cammino sotto di tre gol siamo riusciti a pareggiare, da lì è iniziata la nostra risalita”.

Prima di concludere, un suo parere sulla ristrutturazione del Comunale di Bucalo con il terreno di gioco con erba sintetica? “Sono amareggiato di tutta la vicenda, in questi anni purtroppo l’iter burocratico non è stato favorevole alla Jonica che è stata penalizzata nella sua crescita Societaria, su tutti il rapporto con la Juventus Accademy, forse il Sindaco De Luca visto la salute delle casse comunali , potrebbe trovare soluzioni altenative per reperire le risorse per una struttura non faraonica ma che ha bisogno di un tappetino in erba sintetica. Una struttura che sia punto di riferimento per i ragazzi della riviera jonica dando la possibilità di giocare a  calcio non a pallone. Dando la possibilità di attivare delle collaborazione con delle Società professionistiche, perché no la realizzazione di eventi sportivi e non solo, ma anche dei campus”.

Pensa di ritornare a sedersi su una panchina? “ Sì, il mio sogno è allenare una forte squadra giovanile, lavorare con i ragazzi è tutt’altra cosa”.

 di “Mimmo Muscolino”