La Corte Sportiva di Appello Territoriale “boccia” il reclamo del S. Alessio per la squalifica di Tindaro Pistone.

La Corte Sportiva di Appello Territoriale presieduta dal Presidente – Ludovico La Grutta – ha respinto il ricorso presentato dalla Polisportiva S. Alessio in merito alla squalifica di sette mesi (fino al 30 Giugno 2016) dell’attaccante Tindaro Pistone.
I fatti risalgono al 5 Dicembre 2015 per la gara del campionato di Prima Categoria – Girone E – valevole per l’undicesima giornata, il giocatore alessese al 5’ della ripresa veniva espulso per doppia ammonizione. Per il comportamento – quanto riportato dal direttore di gara – l’attaccante Pistone è stato squalificato per sette mesi. La motivazione?
Ecco quanto si legge nel comunicato ufficiale: “Nel merito, letto il referto di gara, che ai sensi dell’art. 35 comma 1.1 del C.G.S. fa piena prova circa il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare, va rilevato che al 5’ del 2° tempo il direttore di gara ha espulso, per doppia ammonizione, il calciatore sig. Tindaro Pistone il quale, dopo avere avuto notificato il suddetto provvedimento disciplinare, ha cercato di colpire l’arbitro con calci e pugni, non riuscendovi perché quest’ultimo è riuscito a schivarli. Nel contempo il sig. Pistone assumeva nei confronti del direttore di gara un comportamento irriguardoso e minaccioso. Tali comportamenti, inoltre, sono stati reiterati al termine della gara”.
Su tale provvedimento il S. Alessio ha presentato ricorso con tale tesi: “il proprio calciatore ha sì protestato con veemenza nei confronti del direttore di gara, in quanto riteneva ingiusta l’espulsione appena comminatagli per doppia ammonizione, ma lo stesso non ha mai tentato di aggredirlo, circostanze queste che sarebbero comprovate dalle immagini tratte dalle riprese video fatte da una TV locale e di cui allega un DVD. In ragione di quanto sopra chiede che la sanzione così come inflitta dal giudice di prime cure venga notevolmente ridotta”.
La risposta della Corte Sportiva di Appello Territoriale preliminarmente ha dichiarato  inammissibile la produzione video in quanto nella fattispecie non ricorre l’ipotesi di cui all’art. 35 comma 1.2 del C.G.S. Dopo di che si è pronunciata “ il reclamo non può trovare accoglimento, risultando la sanzione così come inflitta dal giudice di prime cure congrua e non suscettibile di alcuna pur minima riduzione. La Corte Sportiva di Appello Territoriale respinge il proposto gravame. Per l’effetto dispone addebitarsi la tassa reclamo (€ 130,00) non versata.
 
Guarda il Video dell’espulsione di Tindaro Pistone ed il suo comportamento dopo il cartellino rosso dell’arbitro.