Natale Briguglio: La vittoria dell’Akron è un motivo d’orgoglio non solo per Savoca ma per tutto il comprensorio.

Per i tifosi di una squadra chi è il giocatore simbolo? Di solito è un giocatore carismatico in campo e fuori, catalizzatore dello spogliatoio che si contraddistingue in campo con la fascia di capitano. Il capitano vuol dire anche reggere il ruolo-simbolo anche nei momenti difficili.
Uno dei protagonisti in assoluto della storica promozione dell’Akron Savoca di calcio a 5 in Serie C/2 è stato senz’altro lui, il simbolo di   questi tre anni savocesi,  dal giorno buio di un certo giorno di maggio (2015) a quello di un giorno esaltante di marzo (2016), lui rappresenta la continuità dalla prima gara in quel lontano Ottobre 2014 fino adesso (mettendo a segno oltre 30 reti) , un vecchietto all’anagrafe (36 anni): nella realtà è il “capitano” che non si ferma mai, stiamo parlando di Natale Briguglio, il trascinatore della favola Akron Savoca che nell’ultima gara quella tanto attesa ha sofferto in tribuna (squalificato), la sofferenza è stata tanta………alla fine è arrivata la gioia.
Proprio con lui analizziamo la vittoria dell’Akron che la prossima stagione calpesterà i campi della Serie C/2, allora capitano cosa significa per Savoca e la riviera jonica questa vittoria? “Questa vittoria rappresenta un motivo d’orgoglio non solo per la Città di Savoca ma anche per tutto il comprensorio: disputare un campionato regionale di serie C2 rende una visibilità a tutto il movimento del calcio a 5 locale. Ne approfitto per fare i complimenti a tutte le compagini che hanno preso parte a questo campionato rendendolo avvincente e mai banale”.
Da capitano hai avuto un compito di assoluta responsabilità, soprattutto nei momenti difficili? “Rappresentare un gruppo è una grossa responsabilità, siamo stati bravi, nei pochi momenti di difficoltà, ad essere lucidi e consapevoli della nostra forza. In questi anni ho ricevuto una stima e un affetto da parte di tutto l’ambiente che ripaga di tutti i sacrifici fatti”.
Questa vittoria parte dall’amara delusione dell’ultima giornata della passata stagione? Ma guarda la passata stagione abbiamo avuto la consapevolezza di trovarci davanti un’avversario molte forte ( Nike Club) probabilmente più preparato di noi al salto di categoria. Abbiamo avuto però anke la certezza ( i numeri dello scorso anno parlano chiaro) di essere una squadra molte forte, vincendo il playoff provinciale in maniera netta. La vicenda del non ripescaggio è stata vissuta come un ingiustizia e ha mosso in noi in noi la voglia di dimostrare di essere i più forti”
Un gruppo forte, ognuno con la propria resposabilità…..il messi dell’Akron chi è stato? “La nostra squadra come già detto è veramente forte e mi piace sottolineare il ruolo di chi ha giocato meno ( Vedi Dario Triolo, Marco Sturiale, Ciccio Davì, Domenico Curcuruto, Alessandro Manzi) in quanto ognuno di noi che ha giocato di più si sentiva responsabilizzato a dare un qualcosa in più anche per loro. Di Messi in squadra ne abbiamo uno ( e mi lega una profondissima amicizia), e sono stato contento e orgoglioso che sia stato lui a indossare la mia fascia nella partita di ieri”-
Tre anni che insegui questo momento, nella gara clou che aspettavi da tempo, hai visto il tutto dalla tribuna (squalficato) come hai vissuto  il prima-durante e post gara? “ Chi mi conosce sà che se anche vedo dei ragazzini in un campetto che giocano mi butterei a giocare con loro: quindi immagina tu come mi sentivo ieri a vederla da fuori!! Ad alleviare il “dolore” il fatto che siamo scesi in campo con la matematica certezza ( er via della sconfitta della Parocchia) di essere già campioni.  Ad ogni azione di gioco immaginavo di essere in campo. Sono stato contento per la bella prova dei ragazzi e per aver onorato alla grande la vittoria del campionato. Per i festeggiamenti ci stiamo lavorando su!