Walter Muscolino, un giovane allenatore meticoloso dalle idee chiare il suo vivere un tutt’uno con il calcio.

Il personaggio che questa settimana ho avuto il piacere di intervistare, è un giovane, un 23enne con una particolare passione che forse alla sua età non è da tutti. La domanda sorge spontanea cosa c’è di strano intervistare un giovane calciatore come tutti i ragazzi sin da piccolo è cresciuto con pane e pallone? Non è  così, questa volta si tratta, ma  di un ragazzo semplice, meticoloso, dalle idee chiare, ma soprattutto con tanta voglia di imparare è trasmettere ai “suoi ragazzi”, le nuove tecniche, i nuovi metodi del calcio. Anzi, direi ai suoi “coetanei”.
Ha iniziato come difensore nella squadra del suo paese la Robur Letojanni, non è stato un eccellente giocatore, perché nel suo DNA c’era  “un impulso particolare” che molti lo trasformano in realtà quando mettono le scarpette al chiodo al termine della carriera, lui invece ha scelto di stare in campo ma nel settore della panchina,  mette da parte maglietta e pantaloncino per indossare la tuta  da “coach”, questo avveniva nel 2013 appena diciottenne……da quel momento è iniziata la sua carriera di allenatore: dal 2013 al 2017 è stato  tecnico del settore giovanile del Taormina nelle varie categorie per arrivare in qualità di preparatore atletico e allenatore in seconda a vincendo il campionato regionale che lo ha portato alla disputa della semifinale pool scudetto.
La passata stagione ha guidato con successo i giovanissimi provinciali con cui chiude il suo ciclo taorminese, per approdare in estate a Riposto alla Jonia Calcio affiliata alla Juventus. Ma il suo impegno in questa stagione è condita da una nuova esperienza non solo per lui, ma anche per i  suoi ragazzi, ovvero la chiamata da parte dell’amico Antonio Gullotta che li ha affidato anche la guida dell’Unione Comprensoriale squadra di Calcio a 5 maschile, un mondo nuovo per lui, ma come detto, un ragazzo meticoloso che non lascia nulla al caso, accetta la sfida  con umiltà e consapevolezza il pianeta futsal.
Un ragazzo meticoloso e rispettoso delle regole, ecco che questo ragazzo pur giovane, ripeto appena 23enne consegue il patentino di allenatore  “Corso Uefa C”, allo stesso tempo è studente del corso di Laurea Scienze Motorie indirizzo calcio ideato dall’Università San Raffaele insieme alla Figc. Ha conseguito diversi attestati, Coerver Coaching, maestro di tecnica con Ivan Zauli consulente esterno della Federazione Cinese e Sanmarinese, oltre ad essere istruttore di fitness qualificato con la federazione italiana fitness.
Stiamo parlando di Walter Muscolino allenatore dell’Unione Comprensoriale che partecipa al campionato di Serie D maschile del Comitato di Messina  da protagonista nel Girone B in piena lotta per il salto di categoria, anche se nelle ultime due gare ha subito due sconfitte, nonostante ciò il letojannese Walter non si è sottratto alla nostra chiaccherata:
Allora Mister benvenuto nel pianeta futsal, visto che lei ha una carriera da calciatore e allenatore di calcio a 11? “Salve a tutti i lettori di Sportjonico , carriera calcistica direi proprio di no dato che mi ritirai molto giovane  per sedermi in panchina, è meno faticoso cosi (risata generale)”.
Il passaggio dal calcio a 11 a calcio a 5 ha creato difficoltà particolari oppure quello che conta è la preparazione e la professionalità? “Si, difficoltà tantissime perché sono due mondi diversi ma per chi mi conosce sa che la mia preparazione non finisce mai e quindi mi sono messo sotto per capire e studiare anche le dinamiche del calcio a 5”.
Siamo all’inizio dell’estate 2017 lei riceve una telefonata da un amico che le dice più o meno così “caro Walter sarai l’allenatore della nuova realtà calcistica Unione Comprensoriale di Calcio a 5”….la sua reazione qual è stata? “È stata bella dato che avrei iniziavo un esperienza con degli amici veri e non con dei dirigenti puri, al  tempo stesso brutta perché per me tutto questo è nuovo ma con tanta voglia e umiltà mi sono messo sotto , ho cercato  di fare sempre di più del mio meglio per poter essere all’altezza del compito”.
Si concluso il girone di andata, possiamo fare un primo bilancio tutt’altro che positivo, alla vigilia del torneo si aspettava che la sua squadra fosse stata protagonista in campionato? “Se posso essere sincero no, non avrei scommesso un  euro su questa squadra ma non perché i ragazzi non sono validi ma perché tutto il gruppo non aveva mai calcato un campo di calcio a 5 tranne un  solo elemento”.
Mister lei è giovane (23 anni) che allena un gruppo di ragazzi che possiamo dire dalla media 17-19 anni, è un vantaggio oppure…. “Su certi aspetti è un vantaggio perché la voglia e la spensieratezza a volte possono fare la differenza ma su altri è uno svantaggio soprattutto l’esperienza ma che con il durissimo lavoro e con dedizione tutti questi ragazzi stanno colmando, ad oggi si vede. La scelta della società sposata da me è stata mirata, prendere ragazzi molto giovani (2- 2000, 2- 99 , 1- 98, 1- 97,  1- 95, 2- 94 e 1- 93).  Lavorare non sull’immediato cosa che il 99% delle società dilettantistiche richiede ma di lavorare sul futuro formando giovani calciatori allenandoli bene , soprattutto facendoli giocare spensierati senza avere l’ansia di rischiare di perdere il posto se commettono un errore”.
Nonostante la sua giovane età lei è un coach “patentato”, il suo obiettivo è diventare un allenatore professionista? “Se dico di no starei mentendo a me stesso  e a tutti quelli che giornalmente mi prendono goliardicamente in giro per la strada chiamandomi Mazzarri , Allegri o Mourinho (RIDE).La mia vita da 5 anni ad oggi vive solo per il calcio, tutte le mie scelte e le mie forze sono indirizzare su un’ unico obbiettivo che è andare più in fondo possibile.  Solo la preparazione la voglia e un pizzico di fortuna possono portarti a diventare un professionista”
Lei è Interista, è innamorato di Mourinho, ama lo stile sacchiano……quale metodi applica ai suoi ragazzi? “Qualsiasi ragazzo sia stato allenato da me in questi  cinque  anni sa che sono la persona più amichevole e più alla mano del mondo ma quando tocco il campo tutto cambia, regole ben delineate educazione e rispetto dei ruoli ,niente ritardi ingiustificati,  niente orecchini in campo e come   dico spesso ai miei ragazzi per me l’allenamento è sacro e va vissuto come tale quindi lavoro continuo, pochissime pause  tanta fatica e tantissima cura dei dettagli, quindi direi un po’ di  Antonio Conte e un po’  di  Maurizio Sarri,   i miei due Idoli”
Nell’Unione c’è tanto entusiasmo al di là dei risultati, una Società dalle idee chiare non solo per il presente anche per il futuro che passa attraverso strutture idonee dove la riviera jonica è carente, secondo lei è così? “Certamente è cosi, io ho vissuto sempre il Calcio a 11 dove la situazione è ancor più drammatica del calcio a 5 che vive principalmente di strutture private e quindi da questo punto di vista è più avanti”.
Oltre alla Jonica, per la vittoria finale vede un terzo incomodo? “La classifica ad oggi fa pensare che il Real taormina possa giocare questo ruolo ma io inserisco anche Baracca e soprattutto Citta di Letojanni che con il mercato di riparazione ha fatto un salto di qualità”.
Cosa significa per un figlio di Letojanni aver successo, anzi direi essere apprezzato per il suo lavoro con un’altra maglia non quella di una squadra del proprio paese? “Sai è sempre bello contribuire per il proprio paese ma io mi innamoro dell’ambiente dove lavoro, vivendo a Letojanni  c’è sempre stata una rivalità con Taormina calcisticamente parlando ma per cinque  anni ho allenato li ho  vissuto per lei, ho combattuto e lottato per difendere quei colori e riportare un trofeo  Giovanile che mancava a Taormina da più di 20 anni mi ha dato una gioia immensa anche non essendo un Taorminese doc” .
A proposito cerchi di essere più sincero possibile come hai vissuto la settimana che vi ha portato al derby con il Città di Letojanni, una gara particolare non solo per lei, ma anche per il Team Manager che lei conosce bene? Più che bene direi che ci conosciamo da 23 anni (ride), certo non è stata una partita come tutte le  altre visto che siamo di Letojanni. I ragazzi erano carichi e hanno lavorato davvero al massimo  e trasmettendo  energia positiva e determinazione quindi vedere loro cosi mi hanno fatto passare una settimana tranquilla” .
Il suo sogno nel cassetto? “Da interista ti dovrei dire allenare  l’Inter ma invece sogno che  se solo un ragazzo che io abbia allenato arrivi a giocare tra i professionisti magari possa dire sono qui anche grazie a Mister Muscolino”.
Un famoso detto “il buongiorno si vede al mattino” nel senso che l’Unione sta disputando un ottimo campionato che potrebbe concludersi in quel di Maggio con la vittoria del campionato, che ne pensa di tutto ciò? “Posso dire quello che sto ripetendo ai miei ragazzi, fino al 31 marzo  vivremo partita per partita prendendoci tutto quello che viene. Dall’1 Aprile cominciamo a delineare i nostri obbiettivi sportivi, per gli obbiettivi umani invece ti posso  dire che l’Unione Comprensoriale ha già vinto perché ha creato non un gruppo ma una famiglia che da Ottobre sta vivendo gioie e dolori, paure e dubbi insieme”.
Ultima domanda, come lei ben sa  le mie interviste terminano con il gioco della torre dove si sono tre personaggi il Direttore Generale Antonino Gullotta, la nuova esperienza nel calcio a 5 e il Team Manager Lorino Muscolino, chi butteresti dalla torre ovviamente la motivazione? “Beh devo dirti per forza il calcio a 5 perché si trova a combattere contro mio padre e il mio fratello calcistico senza il quale non potrei vivere altre esperienze calcistiche”.
Mister siamo alla fine, in bocca al lupo per  il proseguo del campionato…….”crepi il lupo, se mi permetti  un grazie a  Sportjonico per lo spazio che concede  a tutto il movimento jonico e soprattutto un ringraziamento alla nostra amatissima presidentessa Onoraria Elisa Talio che ci supporta e sopporta ormai da molti anni e una menzione per il Capitano Dell’Unione Comprensoriale – Giuseppe Sorrenti –   che per motivi di lavoro è fisicamente lontano ma vicinissimo con il cuore un grossissimo abbraccio “peppe” ci manchi.