Stop alla strage dei motociclisti, il Motoclub Centauromenium in pista per “invertire le tendenza”.

Puntualmente, ogni anno, con l’arrivo della bella stagione torna a crescere la voglia di salire in moto ma purtroppo, parallelamente, aumenta in modo esponenziale in numero delle vittime tra i centauri.

Qualche settimana a dietro il triste fenomeno ha assunto i connotati di una vera e propria strage quando si sono contati ben ventidue decessi tra i motociclisti in un pugno di ore. “Non è questa la sede per aprire la solita querela di polemiche – spiega il presidente del Motoclub Centauromenium, Salvatore Di Maria – la colpa è dei motociclisti, la colpa è delle moto troppo potenti, no la colpa è dei guardrail, la colpa è degli automobilisti distratti e troppo veloci, la colpa è degli anziani, la colpa è dei giovani . Allora aggiungiamo anche la scarsità dei controlli col calo di pattuglie sulle strade, la criminalizzazione dei mezzi tecnici di contrasto: autovelox ed etilometri, della mancanza di campagne informative, della mancanza di educazione civica-stradale”. 

Insomma le cause delle troppe morti dei centauri possono essere tante ma non per questo si può continuare così, senza prendere gli opportuni provvedimenti per invertire questa tendenza. Noi come Motoclub non ci stiamo. Settimana scorsa sonno stati celebrati una ventina di funerali di motociclisti, spesso giovani, molte volte padri di famiglia, con bambini dietro il feretro che guardano smarriti tutti quei motociclisti là fuori della chiesa, mamme che hanno finito le lacrime, mogli che non sanno spiegarsi come possa essere successo! Noi non tacciamo, anzi tacciamo di responsabilità quanti nella politica e nelle agenzie di controllo non si spendono con nuove energie per fermare questa assurda carneficina dei fine settimana assolati”. 

Tutti gli appelli delle varie associazioni per la sicurezza stradale sembrano cadere nel vuoto ma noi Centauromenium amici sostenitori polizia stradale non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci e annunciamo battaglia affinché le loro richieste non rimangano inascoltate.

 “Grazie a quanti ci sostengono con la loro iscrizione – conclude il presidente – affinché la voce libera di Centauromenium continui il suo percorso di documentata denuncia delle situazioni più gravi per la sicurezza stradale”. 

E vorrei mandare un messaggio a tutti giovani con scooter motocicli di Giardini Naxos, Taormina e non solo:

Cari ragazzi la pista rimane comunque il posto più sicuro del mondo per un motociclista. I motivi sono intuibili: pur con velocità medie di quasi 200 km/h e punte da 300 km/h, ci corrono i migliori piloti, bardati con le migliori protezioni, le vie di fuga non hanno piante e manufatti, ma sono fatte di decine di metri di sabbia. I soccorsi arrivano in 20 secondi e non in 20 -30 minuti. Ma soprattutto in pista c’è un fattore di valore assoluto per la sicurezza: le regole.

In pista chi brucia il rosso alla partenza è fuori, chi entra ai box superando il limite previsto trova gli autovelox dei giudici di gara, non quelli della polizia, e sono almeno 10 secondi di stop. Quando il commissario di gara  sventola la bandiera gialla non si può sorpassare, quando sventola quella blu ci si deve far sorpassare e non ci sono storie, né ricorsi ai Giudici di Pace.

Sulla strada il discorso complessivo per i motociclisti è completamente diverso. Intanto a differenza della pista può capitare che ti venga incontro qualcuno anche dalla parte opposta. Le strade sono spesso trappole piene di buche e con micidiali guard rail per i motociclisti che causano anche record di amputazioni, le regole sono poco frequentate (non solo dai motociclisti), la distrazione è la consuetudine, la potenza e la velocità delle moto è più proporzionata ai portafogli che alle reali capacità dei conducenti e risultati sono sotto gli occhi di tutti.

 “IL CASCO SALVA LA VITA FICCATELO IN TESTA”