Mouhiidine Abbes, ad un passo dal sogno Olimpico…lo racconta la mamma Emilia Vitagliane.

“Mamma darò il massimo come sempre per il mio sogno di andare alle Olimpiadi”, queste le parole di Mouhiidine Abbes il sogno da raggiungere di ogni atleta, ma il sogno sembra essere rimasto nel cassetto, quando era ormai ad un passo dal sogno Olimpico…

Al sogno del figlio non si rassegna la mamma, Emilia Vitagliane, possiamo dire “primo tifoso”, sul sogno svanito sul più bello che ci ha inviato una nota stampa che noi pubblichiamo in modo integrale

Londra, marzo 2019, qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo. Mio figlio Abbes ha sognato questo momento da bambino. Supera il primo incontro e il Torneo viene sospeso causa Covid-19 e Abbes è ancora in corsa per qualificarsi, ma su otto pugili della Nazionale ben sei pugili perdono al primo incontro. Prima di partire mi ha detto: “Mamma darò il massimo come sempre per il mio sogno di andare alle Olimpiadi. Era anche il sogno di papà Marco e ora che lui è lassù a guardarmi non mancherò di realizzare questo nostro sogno”.

Due ore prima del combattimento ero già davanti alla Tv emozionata a mille, ma ho visto un guerriero che combatteva senza armi. Ha vinto con la sua forza di volontà e il suo coraggio, ma era l’ombra del pugile che ha vinto tutto in Europa. All’età di 20’anni, nel 2018 vince tutti i Tornei a cui partecipa e lo fa da Campione, vincendo tutti i migliori pugili europei e del Mediterraneo nettamente, sempre premiato di gran lunga dai giudici e facendo spettacolo sul ring con la sua boxe, gratificato dal pubblico internazionale con tanti complimenti. Vince il Campionato Europeo U22 disputando 5 match in 6 giorni, poi vince nettamente i Giochi del Mediterraneo e conclude il 2018 surclassando gli avversari al Campionato dell’Unione Europea.

Alla tenera età di 4 anni entra in palestra e inizia la pratica del Karate, poi della Kickboxing e del Pugilato. Ottiene straordinari risultati in tutte e tre gli sport vestendo la maglia azzurra. Vince titoli italiani nelle tre discipline ed è Bronzo Mondiale e Vice-Campione Europeo giovanile di Karate Olimpico WKF, Campione del Mondo di Light Contact. A 13 anni, nel 2012 vince il Campionato Italiano Schoolboy e da allora è in Nazionale di Pugilato. Il suo amore diventa il pugilato e gli anni avvenire sono costellati di successi nazionali ed internazionali sui ring di tutt’Europa, fino ad arrivare alla straordinaria performance del 2018.

Purtroppo, l’anno scorso con una nuova preparazione, un nuovo Direttore Tecnico e Preparatore Atletico in Nazionale i risultati non arrivano più. A giugno partecipa ai Giochi Europei e si ferma davanti al russo senza ottenere medaglia. Quando l’ho visto in televisione il mio cuore voleva morire. Non era più il pugile di prima, non aveva più le sue movenze che lo avevano fatto diventare il beniamino di tutta l’Europa, il futuro della boxe italiana. A settembre al Campionato del Mondo in Russia esce al primo incontro, tutta la squadra italiana perde di brutto. Torna a casa deluso, amareggiato, ma sempre caparbio di voler far bene. Capisco che c’è qualcosa che non va. Non è preparato più come prima. Non esprime più la sua boxe, fisicamente è stanco. Lui mi rassicura, ma leggo nei suoi occhi che non ha più fiducia in quello che gli stanno facendo fare.

Chiedo se la Federazione, il Presidente stanno facendo qualcosa per cambiare la situazione. Lui mi dice che più volte con la squadra ha incontrato il Presidente Lai e gli ha assicurato che avrebbe fatto tutto il necessario per metterlo nelle condizioni di arrivare a Tokyo. Ma non è stato così, a marzo di quest’anno è arrivato alle qualificazioni di Londra non pronto fisicamente, tecnicamente ed emotivamente, ha superato il primo incontro grazie alla sua voglia di vincere e realizzare quel sogno che lo lega al papà, che era ed è ancora il suo primo tifoso.

L’amore per la boxe li accomunava ed era sempre presente a tutti i suoi incontri. Quando è salito al cielo, dopo due mesi Abbes è salito sul ring al suo primo Campionato Italiano Elite, è arrivato in finale combattendo con le lacrime agli occhi ma sapendo che il suo papà era contento di vederlo ancora sul ring, di vedere il suo “leone” combattere. Da allora ogni volta che combatte, prima di iniziare per un attimo alza gli occhi al cielo e sa che una persona speciale è lì a combattere con lui.

Abbes è cresciuto da atleta, si è diplomato al Liceo Scientifico nonostante fosse sempre impegnato in gare in Italia e all’estero e in ritiro con la Nazionale. L’estate per lui è sempre stata una stagione come le altre, si è sempre allenato perché a settembre aveva i campionati.

Dopo Londra penso che se continua con la stessa preparazione è sicuro che non avrà alcuna possibilità di qualificarsi e questo non è solo un mio pensiero ma sento che lo pensano tutti. Chiedo al Presidente Lai di poterlo far allenare come prima, quando vinceva sempre e vinceva alla grande facendo spettacolo. Oramai dopo l’europeo, il mondiale e le qualificazioni olimpiche si è visto che è andato solo peggiorando con questa preparazione. Se è vero che ha detto che lo avrebbe messo nelle condizioni di potersi preparare al meglio per qualificarsi, con tutto il supporto della Federazione, è arrivato il momento di trasformare le parole in fatti. Quando ripartirà il Torneo di qualificazione Abbes è ancora in corsa, sono rimasti solo in due a rappresentare l’Italia ed è giusto che gli sia data questa possibilità con una corretta preparazione per affrontare il sogno di una vita.

La sua vita è la boxe e voglio dire al Presidente Lai che non è giusto spezzare un sogno di un ragazzo di 22 anni che ha dato già tanto alla Federazione e dimostrato sul ring il suo valore di poter non solo arrivare alle Olimpiadi di Tokyo, ma di poter portare anche una medaglia in Italia.