L’Enna Calcio denuncia atto di razzismo nei confronti di un proprio tesserato da parte di un giocatore della Jonica.

Cosa è successo durante il secondo tempo della gara Enna e Jonica disputata ieri pomeriggio allo Stadio “Piero Gaeta” valevole per il campionato di Eccellenza? Al di là del risultato che vedeva in vantaggio di tre reti la Jonica, quanto riportato dalla Società gialloverde subito dopo la gara con specifico comunicato stampa, ci sarebbe stati episodi di razzismo, precisamente delle frase contro un proprio giocatore da parte di un giocatore della Jonica.

Ad essere stato preso nel mirino nella frase razzista il 29enne difensore senegalese “Omar Diop”. Il termine più volte pronunciato (ndr come si legge nel comunicato della Società ennese) è stato “negro di merda”, il colpevole di tutto ciò sarebbe stato il centravanti argentino della Jonica Juan Lopez Ortiz rimasto in campo fino al 76’ quando mister Filoramo lo ha richiamato in panchina. 

E’ stata pronunciata questa frase da parte del giocatore argentino? Nello specifico è stata sentita dal direttore di gara o da un suo assistente? Il dubbio ci viene tolto dalla Società ennese “si rammarica che alla suddetta frase ripetuta più volte e sentita non solo all’interno del terreno da gioco, ma anche da fuori del rettangolo di gioco, non sia seguito alcun provvedimento disciplinare: né da parte dell’arbitro, né da parte dell’assistente”

Riportiamo il comunicato integrale della società gialloverde sul presunto episodio di razzismo:

“In seguito alla frase razzista “negro di merda” pronunciata più volte dal giocatore del F.C. Jonica Juan Ortiz al difensore Omar Diop durante il secondo tempo della partita Enna Calcio S.C.S.D. – A.S.D. Jonica F.C., la società esprime la massima solidarietà verso il suo giocatore, oggetto dell’infamante e squallida frase, che non ha nulla che vedere con i più elementari e basilari valori di sport, etica e rispetto.

L’Enna Calcio S.C.S.D. condanna e stigmatizza in modo fermo e deciso il comportamento razzista subito da Omar Diop, e si rammarica che alla suddetta frase ripetuta più volte e sentita non solo all’interno del terreno da gioco, ma anche da fuori del rettangolo di gioco, non sia seguito alcun provvedimento disciplinare: né da parte dell’arbitro, né da parte dell’assistente.

L’Enna Calcio S.C.S.D., da sempre convinta sostenitrice dei valori di etica, rispetto e fair play –, oltre che dell’integrazione nell’ambito sportivo e sociale, ancora di più, a seguito di tale deprecabile ed inqualificabile episodio, continuerà a restare in prima linea nella lotta contro ogni forma di razzismo o violenza, dentro e fuori da qualsiasi campo di gioco”.

Certamente è un atto da condannare, non fa bene allo spirito sportivo, occorre rispetto dentro e fuori dal campo nell’attuazione in senso vero del fair-play sportivo, sicuramente la Società Jonica Fc è contraria contro ogni atto antisportivo, la conferma qualche settimana orsono quando ha “punito” attuando un provvedimento disciplinare nei confronti del portiere Alejo Romano reo di uno “sputo” ai danni di un giocatore dell’Aci S. Antonio, non visto dalla terna arbitrale, ma non dalla filosofia morale della società santateresina che non ha fatto giocare l’argentino nella gara contro l’Acicatena affidando il ruolo di portiere ad un giovane di 16enne alla sua prima esperienza in Eccellenza. 

Se Ortiz si è macchiato di questo “presunto” episodio di razzismo, sicuramente la Società del Presidente Mimmo Saglimbene  prenderà le decisioni dovute in linea ai principi morali e sportivi che ne competono.

Da pochi minuti la Jonica Fc ha emesso al riguardo un comunicato stampa che noi riportiamo in maniera integrale: La società stigmatizza e condanna il comportamento irriguardoso del proprio tesserato Juan Ortiz Lopez tenuto nei confronti del signor Omar Diop nella gara di ieri contro l’Enna Calcio.

Il sodalizio giallorosso e’ lontano da qualsiasi sentimento di razzismo e prevaricazione sociale avendo avuto in rosa giocatori di qualsiasi nazionalità, razza e colore della pelle ed avendo dato ospitalità in tempo di pandemia ad atleti anche non tesserati  in grave difficoltà.

Conoscendo i valori morali del nostro Juan siamo certi che quelle parole dette a caldo in un momento concitato dopo aver subito qualche colpo duro non corrispondono al suo pensiero reale e già lo stesso si e’ messo in contatto col giocatore per chiarire tutto – appena possibile – davanti ad una pizza.

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