Il S. Alessio con Konatè, Saglimbeni e Scivolone fa suo il derby (3-0) con il Casalvecchio

Il Casalvecchio perde malamente il derby con il S. Alessio sempre più lanciato all’inseguito della corazzata Russo Calcio. Un secco 3-0 maturato soprattutto nel corso della ripresa contro una squadra ospite, quella casalvetina che ancora una volta ha peccato dal punto di vista mentale, possiamo dire approccio sbagliato alla gara, un derby quello della Valle dell’Agrò che prima del fischio d’inizio era considerato un crocevia per le ambizioni delle due squadre.

Alla fine ha sorriso meritatamente alla compagine di mister Giovanni Ruggeri che ha dimostrato di essere una formazione solida, compatta, ben organizzata che chiude al giro di boa in seconda posizione (22 punti) l’unica ancora in scia della capolista Russo (28) con una gara da recuperare. Una vittoria mai messa in discussione decisa in apertura da uno scatenato Kalifa Konatè, poi il Casalvecchio è rimasto in inferiorità numerica (espulso Manuli), nella ripresa chiude i conti Saglimbeni, inutile i vari cambi tecnici di mister Moschella che si deve arrendere ancora una volta a Gianluca Scivolone.

Vola il S. Alessio, mentre sempre in acque gelide il Casalvecchio che sembrava sulla via della ripresa, invece, continua a commettere gli stessi errori di disattenzione che non permettono di uscire dai bassi fondi della classifica.

Alessio 3    Casalvecchio Siculo   0

Marcatori: 10’ Konatè, 50’ Saglibeni, 60’ G. Scivolone

S. Alessio: Monaco, Crupi, Settimo, G. Scivolone, Bertuccelli, Santoro, Aiello, M. Tamà (42’ 2st Lo Schiavo), M. Scivolone (18’ 2st Pistone), Saglimbeni (30’ 2st Alberto), Konatè (39’ 2st Ponzio). All: Giovanni Ruggeri.

Casalvecchio Siculo: Miceli, Lucifora (20’ Curcuruto), Smiroldo (21’ De Luca), Manuli, Di Bartolo (39’ Lando), Garufi (16’ st Leo), Restifo, Rovito, De Clò, Spadaro, Maggioloti (11’ 2 st Bongiorno). All: Alessandro Moschella.

Arbitro: Alessio Marino di Acireale.

Ammoniti: Saglimbeni e il dirigente Maimone (S. Alessio), De Clò, Garufi, Spadaro, Maggioloti, Restifo (Casalvecchio)

Espulsi: 15’ Manuli e il dirigente Cisto (Casalvecchio)

La gara: Fatali per il Casalvecchio l’inizio dei due tempi dove subisce le marcature di un S. Alessio sceso in campo con l’intenzione di portare a casa l’intera posta in palio, la gara si mette subito sui binari giusti, già nei primi 10’ quando da un “errore” di capitan Onofrio Smiroldo consente ai padroni di casa di sbloccare il risultato con Konatè, bravo ad intuire l’errato disimpegno ospite con il portiere fuori causa mette in fondo al sacco della porta sguarnita.

Gara subito in salita per i casalvetini che dopo qualche minuto (espulso Manuli) rimangono in inferiorità numerica, condizione che permette al S. Alessio di premere per mettere a segno il gol del raddoppio con gli ospiti che si salvano in più di un’occasione, possiamo dire che i giallorossi sono stati bravi a limitare i danni, vanno al riposo sotto di una rete.

Filippo Saglimbeni

Al rientro in campo la musica non cambia, stesso spartito visto nella prima frazione sul terreno dell’Arturo Mastroieni, al 50’ arriva il raddoppio ad opera di Filippo Saglimbeni da un’azione latarale preciso cross in area con conclusione al volo che non lascia scampo a Miceli. Il Casalvecchio cerca di reagire, ma non ha la forza, nonostante il supporto dei propri tifosi (al Comunale alessese il pubblico delle grandi occasioni), l’urto giusto per impensierire il reparto difensivo alessese, mister Moschella mette forze fresche con le conseguente contromosse di Ruggeri, al 60’ arriva il  tris che chiude in pratica la gara, bravo Gianluca Scivolone ad intuire l’indecisione di Miceli su un pallone messo al centro area a siglare il 3-0 che taglia definitivamente le gambe alla squadra di mister  Alessandro Moschella che a fine gara ci ha dichiarato: “Quest’anno facciamo molta fatica dal punto di vista mentale, partire ogni partita regalando qualcosa agli avversari è dura, non ti fa stare tranquillo. Ma sapevo dei rischi di questo gruppo dopo il Covid, per questo ho sempre parlato di salvezza. La nostra umiltà deve passare dallo stare in silenzio in campo rispettando gli arbitri ed gli avversari, l’atteggiamento che abbiamo a volte ci condanna”.