Chiede all’arbitro di falsificare il referto: interviene la Procura Federale e arriva la squalifica. Succede in una partita di giovanili: staff tecnico entra nello spogliatoio del direttore di gara
Arriva il provvedimento emesso dal Giudice Sportivo in seguito a quanto accaduto durante una gara del campionato Under 17 regionale, disputata tra Soncinese e Sporting Club. Un episodio che, pur collocandosi al termine della partita, ha assunto rilevanza disciplinare per le modalità e per la natura della richiesta rivolta al direttore di gara. Secondo quanto ricostruito dagli atti ufficiali, dopo il fischio finale alcune figure riconducibili allo staff della società ospite si sono presentate nello spogliatoio dell’arbitro senza essere state convocate, avanzando la richiesta di far risultare ammonito un assistente di parte che, in quella gara, era anche un calciatore infortunato. Da lì ha preso forma una situazione che ha portato all’apertura di un’istruttoria federale e, successivamente, a una sanzione che riguarda un dirigente del club coinvolto. Il caso è stato valutato come un tentativo di interferire sulla redazione del referto arbitrale, documento che rappresenta un atto ufficiale e vincolante per l’attività della giustizia sportiva.
RICOSTRUZIONE DEI FATTI – Nel referto arbitrale viene ricostruito che, al termine della gara del girone E del campionato Under 17 regionale tra Soncinese e Sporting Club, disputata il 13 novembre 2025, due dirigenti della società ospite sono entrati nello spogliatoio del direttore di gara «senza che fossero chiamati dal medesimo arbitro». L’accesso allo spogliatoio, avvenuto subito dopo il fischio finale, non rientrava nelle normali procedure di fine gara e ha dato origine al successivo accertamento disciplinare. Secondo quanto riportato dall’ufficiale di gara, nel corso di questo colloquio uno dei due dirigenti avrebbe avanzato una richiesta ben precisa, chiedendo «se poteva assegnare un’ammonizione al loro assistente di parte così che questo avrebbe saltato la partita successiva». L’assistente di parte, in quel contesto, era un tesserato della società (calciatore) che stava svolgendo il ruolo di collaboratore arbitrale perché impossibilitato a scendere in campo, circostanza che, come emergerà successivamente dalle indagini, aveva una rilevanza nella finalità della richiesta. L’arbitro, messo di fronte alla proposta, ha immediatamente respinto l’ipotesi, invitando entrambi a lasciare lo spogliatoio e precisando che «mai avrebbe tenuto una condotta del genere», a conferma della volontà di non prestarsi ad alcuna alterazione del referto.
LA VALUTAZIONE DELLA PROCURA DEL GIUDICE SPORTIVO Nella relazione conclusiva, la Procura Federale chiarisce che «l’accertamento dei fatti ruota attorno alla richiesta di ammonire fittiziamente il calciatore/assistente di parte», ricostruendo l’episodio avvenuto nello spogliatoio arbitrale al termine della gara di Under 17. Le indagini hanno previsto l’audizione del direttore di gara, dei due dirigenti presenti e del tesserato che in quella partita svolgeva il ruolo di assistente di società. Da questo lavoro istruttorio, si legge negli atti, emerge «un contrasto netto tra le posizioni» dei dirigenti coinvolti, che hanno cercato di ridimensionare l’accaduto parlando di una «mera battuta scherzosa», e quella del direttore di gara. La Procura sottolinea invece che l’arbitro «è stato estremamente preciso nel riferire che l’autore della proposta illecita (‘segnare come ammonito l’assistente di società’) è stato il il dirigente accompagnatore e di averlo riconosciuto con certezza nelle fotografie sottopostegli». A rafforzare questa ricostruzione è intervenuta anche la posizione del tesserato indicato come assistente di parte, che ha confermato di aver svolto quel ruolo poiché infortunato, elemento che la Procura considera rilevante nell’interpretazione della vicenda. Proprio su questo aspetto, nella relazione viene evidenziato che «l’assistente di parte era effettivamente un calciatore infortunato», una circostanza che rendeva la richiesta funzionale a un obiettivo sportivo preciso, ovvero «gestire una squalifica futura».
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