Dopo la recente esperienza sulla panchina del Gela, arrivata in scia ai successi ottenuti a Siracusa, Gaspare Cacciola resta “alla finestra” in attesa di una nuova chiamata. Tecnico etneo, profondo conoscitore della Serie D e fresco di patentino UEFA A, analizza un torneo che definisce tra i più incerti degli ultimi anni, tra favorite, sorprese e la difficoltà – sempre più evidente – di fare vera programmazione nel calcio di oggi.
Mister Cacciola, che Serie D sta vedendo quest’anno? «Un campionato molto equilibrato come non lo si era visto nelle ultime stagioni. È pieno di incognite, ci sono ancora tanti scontri diretti e almeno cinque squadre che se la possono giocare. Non si potrà dare nulla per scontato e ne guadagna lo spettacolo».
Dopo la sosta cosa farà la differenza? «La continuità e i nervi saldi. Chi riuscirà a mantenere rendimento e lucidità nei momenti chiave avrà un vantaggio enorme, perché in un torneo così basta un passaggio a vuoto per rimettere tutto in discussione».Quale squadra l’ha impressionata di più finora?«L’Athletic Club Palermo mi ha impressionato per continuità e solidità. In un campionato così, non è solo questione di qualità: serve equilibrio, capacità di soffrire e di portare punti anche nelle giornate meno brillanti».
Guardando calendario e incastri, chi vede favorita? «Se devo guardare il calendario mi verrebbe da dire Savoia, ma con molta prudenza. Attenzione anche alle squadre di metà classifica e di bassa classifica: la stagione ha detto sinora che nessuna gara è scontata. Anzi».
C’è una sorpresa che le sta piacendo particolarmente? «L’Igea Virtus sta facendo un campionato straordinario, probabilmente senza aver messo in preventivo di trovarsi lì. Quando una squadra supera le aspettative con questo passo, significa che c’è lavoro, identità e un gruppo che crede in quello che fa».
Sul piano degli organici, chi è messo meglio? «Reggina e Nissa sono le squadre che, secondo me, hanno gli organici più profondi. Nelle fasi decisive questo conta: avere alternative e poter gestire infortuni, squalifiche e cali di forma è determinante».
Da siciliano, che desiderio ha per il movimento isolano? «Io da siciliano farò naturalmente il tifo per una di queste, perché è importante avere un’ulteriore rappresentante isolana nei Professionisti. Al netto poi di cosa succederà alle attuali formazioni di C che stanno vivendo qualche difficoltà. E il Catania speriamo possa ottenere il salto in B anche attraverso i play off».
Torniamo a Gela: cosa le lascia quell’esperienza? «Personalmente mi dispiace per come sia finita anticipatamente. Mi ero affezionato dopo la grande stagione scorsa: avevamo iniziato bene, poi qualche passaggio a vuoto che ci può stare perché la Serie D è molto difficile ci ha penalizzati. E a pagare in questi casi è sempre l’allenatore».
È difficile oggi parlare di “programmazione”? «Sì, si abusa spesso di questa parola. Poi però assistiamo puntualmente a società che vanno in difficoltà perché oggi il calcio costa troppo e imprenditori disposti a svenarsi ce ne sono sempre meno. È difficile programmare nel calcio di oggi».
Lei adesso è pronto a ripartire? «Io al momento mi aggiorno, sto alla finestra e attendo chiamate. Ho acquisito il patentino UEFA A e dopo tanta gavetta sono pronto anche a qualche esperienza lontano dalla Sicilia, nonostante dovessi sacrificare la famiglia. Ma è il nostro lavoro: lo abbiamo fatto da calciatori, adesso si potrebbe riproporre da tecnici».
Anzi, forse è proprio una esperienza fuori confine a stimorla.… «Sarebbe un ulteriore momento di crescita personale oltre che professionale. Perché il calcio siciliano diciamo che oramai dopo tanti anni lo conosco abbastanza, quello relativo ad altri gironi un pò meno anche se poi ho visto tante partite e una idea me la sono fatta. Però dico anche che oggi è difficile farsi notare perché la meritocrazia esiste fino a un certo punto e non è semplice ad esempio pensare di poter trovare spazio altrove».
E infine anche la corsa salvezza si è fatta intrigante… «Si è una bella lotta. Tanti grandi piazze che si trovano invischiate e ognuna che può ancora dire la propria. Ne guadagna lo spettacolo certamente e non ci saranno gare scontate come magari altre stagioni. E’ un bel campionato pure in basso e come dicevo prima, pure le squadre di testa se vorranno fare punti con quelle di bassa classifica dovranno lottare tanto».+
La Sicilia – 9 Marzo 2026 di Manuel Bisceglie
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