Un’opera di sensibilizzazione dei tifosi sull’operazione «5 per mille» in favore delle società calcistiche dilettanti; attenzione dell’amministrazione regionale nei confronti dello sport minore attraverso le leggi apposite; un’azione di sprone per la messa a norma degli impianti esistenti, molti dei quali inagibili. Tre argomenti scottanti, in un momento di profonda crisi generale, ma che popolano il programma immediato della Federcalcio regionale, che non tira i remi in barca ora che i campionati sono agli sgoccioli, varando già la nuova stagione agonistica ed organizzativa.
“5 per Mille”, ovvero una donazione proposta agli sportivi ed ai sostenitori delle società di calcio dilettantistiche, una sorta di consistente manna dal cielo per i club ammessi a beneficiarne. Cos’è, inanzitutto? «Semplicissimo: in occasione dell’imminente dichiarazione dei redditi, le associazioni sportive dilettantistiche – spiega Sandro Morgana, presidente regionale della federcalcio – possono partecipare al riparto della quota del 5 per mille dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche con le modalità pubblicata sul sito www.lnd.it e sui comunicati del nostro comitato, oppure ancora consultando il Centro Servizi della Lega nazionale dilettanti. Possono accedere al beneficio le Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni».
Ed ora le provvidenze pubbliche regionali «Il momento indubbiamente è difficile e la crisi ha attanagliato inevitabilmente anche lo sport ed il calcio in particolare – dice il dottore Morgana – è delle scorse settimane il grido di allarme lanciato dal Coni regionale e dalle federazioni, contro le restrizioni nell’ambito delle elargizioni della Regione Sicilia attraverso le proprie leggi per lo sport. Abbiamo richiamato l’attenzione della politica e già qualche segnale arriva dalla nuova Finanziaria che in qualche modo, seppur in un cammino irto di ostacoli, lenisce la piaga».
Infine il rebus degli stadi. Resta infatti pressocchè irrisolto il problema della carenza di campi di calcio a undici, che ostacola non poco l’attività. «Quando l’attività è in pieno fervore, dobbiamo organizzare mille incontri alla settimana su trecento campi prevalentemente in terra battuta, in quanto quelli in erba naturale sono ventiquattro e quelli in sintetico ventinove. Ciò significa che la compilazione dei calendari, la collocazione degli incontri, la scelta di eventuali campi neutri non sono problemi di facile soluzione. C’è poi la piaga degli impianti inagibili: la FEDERCALCIO istituzionalmente non può fare altro che omologare gli impianti tecnicamente regolamentari; se poi quelli che superano l’esame dei tecnici federali risultano inagibili, cioè non dotati o dotabili del nulla osta di agibilità da parte delle autorità statali preposte, a noi purtroppo non resta altro che accettare l’ordine delle Questure o dei Commissariati di giocare a porte chiuse.
Una soluzione mortificante, ma che è problema che le società, i Comuni e gli enti proprietari degli impianti possono risolvere; non potremmo farlo noi, in quanto esula assolutamente dai nostri compiti istituzionali. Posso dire comunque che quando ospiteremo la Giunta ed il Consiglio regionale del Coni, sarà mia cura ricordare ad un così illustre e qualificato consesso la situazione difficilissima dell’impiantistica in Sicilia».
