Nel solco della stabilità e della fiducia, la dirigenza ha confermato in blocco anche l’intero staff tecnico e i collaboratori che hanno condiviso con il Mister i successi dell’ultimo campionato. Al fianco di Filistad opereranno ancora i collaboratori tecnici Giovanni Falcone e Rinaldo Suvio, insieme al confermatissimo preparatore atletico Gaetano Sessa e al preparatore dei portieri Giovanni Lombardo. A completare e impreziosire lo scacchiere dello staff medico c’è un’unica, importante new entry: il massaggiatore Andrea Cacciola, pronto a mettere la propria professionalità al servizio dei giovani atleti giallorossi.
Con le fondamenta dello staff ben salde e la filosofia verde del territorio sempre al centro del villaggio, abbiamo fatto il punto della situazione direttamente con la guida tecnica mister Fabrizio Filistad ai nostri microfoni:
Mister Filistad, la società ha rinnovato la totale fiducia nel suo lavoro per il secondo anno consecutivo. Che valore ha per lei questa riconferma e cosa rappresenta il progetto Cantera Futbol nel panorama calcistico locale? «La fiducia della società mi rende molto orgoglioso, soprattutto considerando il lavoro svolto l’anno scorso con un gruppo di ragazzi che non aveva quasi mai affrontato un campionato “dei grandi”. Nonostante l’avvio, la crescita della rosa è stata evidente in quasi tutti gli elementi. Questa riconferma è il riconoscimento del percorso fatto nella passata stagione. Il progetto Cantera Futbol ha basi solide e andrà avanti a prescindere dal mio futuro o da chi siederà in panchina; la società sta costruendo fondamenta davvero importanti per l’avvenire.»
La Società ha confermato che la filosofia non cambierà: si punta ancora fortissimo sui giovani del territorio. Come si allena e come si gestisce la naturale altalena di prestazione e di emotività tipica dei ragazzi a questa età? «Lavorare con i giovani è il nucleo della nostra filosofia e, sebbene l’esperienza possa mancare all’inizio, è un percorso che regala enormi soddisfazioni. L’esperienza si acquisisce un passo alla volta. Dal mio punto di vista, gestire determinate dinamiche ed emotività diventa più semplice quando hai a che fare con ragazzi intelligenti, affamati e desiderosi di apprendere.»
Il nome del club richiama la valorizzazione dei giovani. Come si riesce a trovare il perfetto equilibrio tra la linea verde dei ragazzi e l’esperienza dei senatori nello spogliatoio? «Il segreto del connubio tra giovani e meno giovani sta nelle qualità umane dei senatori. È fondamentale trovare elementi d’esperienza che sappiano stare nel gruppo, capaci di dispensare consigli costruttivi anziché critiche sterili. La società punta moltissimo su una base valoriale fatta di educazione e rispetto: è così che si crea il giusto equilibrio nello spogliatoio.»
Il Club si sta muovendo molto anche fuori dal campo, tra nuove partnership commerciali e il rinnovo dell’identità visiva. Sente l’energia e la pressione positiva di una società che vuole crescere rapidamente? «Assolutamente sì. La società, con in testa il presidente Lillo Rustica, sa muoversi con grande intelligenza. È abile nell’attrarre persone serie e interessate a darci una mano. Il presidente ha una grande capacità di coinvolgere e invogliare l’ambiente a sposare e supportare questo progetto.»
Dal punto di vista del mercato, alla luce della scorsa stagione, cercherete profili giovani ma già pronti per la categoria o punterete su ragazzi totalmente da svezzare calcisticamente? «La società e il Direttore Sportivo Nuccio Marciagli si sono mossi per tempo e hanno già individuato profili che rispondono a questo identikit: calciatori anagraficamente giovani ma che hanno già alle spalle un buon bagaglio di esperienza nella categoria. Loro rappresenteranno la nostra base di partenza, a cui si uniranno tutti i ragazzi della passata stagione che hanno dimostrato grandi miglioramenti e che hanno manifestato la forte volontà di rimanere con noi.»
Guardandosi indietro, qual è il bilancio della sua prima stagione in panchina e qual è l’insegnamento più grande che si porta dietro dallo scorso campionato di Seconda Categoria? «Il bilancio del mio primo anno in panchina è decisamente positivo. Eravamo una squadra composta interamente da ragazzini alle prime armi, e per me la soddisfazione più grande non è stata solo il raggiungimento della salvezza, quanto il percorso di crescita. Vedere ragazzi che all’inizio non sapevano quasi come stare in campo trasformarsi in calciatori organizzati è stato un orgoglio. Abbiamo costruito tutto da zero, partendo dalle basi, e sono davvero soddisfatto del risultato.»
Senza giri di parole: quali sono gli obiettivi realistici per la nuova stagione? Puntate a un campionato di vertice o al definitivo consolidamento della categoria? «Parlando chiaramente, non credo che la squadra sia ancora pronta per puntare a un campionato di vertice. Sarà come sempre il campo a emettere i verdetti definitivi. Il nostro obiettivo reale è fare bene, migliorando lo score dell’anno scorso, e condurre un campionato tranquillo. Tutto ciò che arriverà in più ce lo prenderemo volentieri.»
Il calciomercato estivo è sempre un momento delicato. Quali caratteristiche prioritarie ha chiesto alla dirigenza per rinforzare la rosa nei punti chiave? «Alla dirigenza ho chiesto l’innesto di qualche giocatore di esperienza per ciascun reparto. Abbiamo bisogno di elementi strutturati che sappiano guidare e supportare nei momenti chiave i compagni di squadra più giovani che, come dicevo, sono quasi tutti alle prime armi con la categoria.»
Chiudiamo con un messaggio diretto ai vostri tifosi: cosa si sente di promettere alla comunità della Vallata di Santo Stefano Briga per questa nuova stagione calcistica? «Ai nostri tifosi mi sento di promettere solo due cose: il massimo impegno e la ferma volontà di fare bene, provando a superarci rispetto all’anno scorso. Non amo fare proclami o promesse altisonanti prima ancora di aver cominciato; preferisco non alimentare false aspettative. Sarà il campo, con il lavoro quotidiano, a dire fin dove potremo arrivare.»
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