C’è una fotografia che più di ogni altra racconta la serata di Calderà: una piazza trasformata in uno stadio, il giallorosso ovunque e una tifoseria che non ha aspettato l’inizio del campionato per far sentire la propria voce. La Nuova Igea Virtus ha presentato alla città la squadra che affronterà la stagione 2026/27. Una serata diventata rapidamente una festa popolare, con cori, bandiere, tamburi e fumogeni a fare da cornice alla sfilata dei protagonisti del nuovo corso giallorosso.
Ma Calderà non ha semplicemente ospitato una presentazione. Per qualche ora, Piazza delle Ancore ha respirato l’aria del D’Alcontres-Barone.
Ottant’anni di Igea, ottant’anni di Barcellona
La stagione che sta per cominciare non è una stagione qualsiasi. La Nuova Igea Virtus celebra infatti gli 80 anni dalla nascita del club, un anniversario che porta con sé memoria, orgoglio e responsabilità. Il messaggio arrivato dalla città è stato forte. Alla serata ha partecipato l’Amministrazione comunale, con la sindaca Melangela Scolaro e gli assessori presenti all’evento.
La stessa sindaca, attraverso i propri canali social, ha racchiuso il significato della ricorrenza in un messaggio semplice e diretto: 80 anni di orgoglio giallorosso, 80 anni di orgoglio barcellonese. Un legame che va oltre il calcio.
Perché l’Igea, a Barcellona Pozzo di Gotto, è una parte della storia della città. E in una serata così speciale, anche il passato è tornato protagonista attraverso la presenza di alcune vecchie glorie che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia giallorossa.
La Nuova Igea sfila davanti alla sua gente
Uno dopo l’altro sono saliti sul palco dirigenti, staff tecnico e calciatori. Poi il settore giovanile, dalla Scuola calcio alle formazioni che accompagneranno la prima squadra durante la stagione. Una scelta significativa, perché il progetto non guarda soltanto alla Serie D, ma vuole presentare alla città tutte le componenti di una realtà sportiva che punta a essere sempre più strutturata.
Sul palco anche i rappresentanti delle istituzioni e i protagonisti della società, in una serata nella quale il pubblico ha avuto modo di conoscere da vicino i volti della nuova stagione.E quando sono arrivati i calciatori, l’entusiasmo della piazza è cresciuto ancora.
Ferraro: prima del modulo vengono sacrificio e fame
Tra le figure più attese c’era naturalmente Emanuele Ferraro, nuovo allenatore della Nuova Igea Virtus. Il tecnico messinese ha davanti a sé il compito di dare un’identità precisa a una squadra profondamente rinnovata. Dal palco di Calderà ha indicato alcuni dei principi sui quali intende costruire il suo lavoro: sacrificio quotidiano, fame di risultati e capacità di adattarsi alle diverse situazioni di gioco.
Sul piano tattico l’idea è quella di una squadra duttile, capace di interpretare più moduli e di cambiare pelle in base alle caratteristiche dell’avversario. Ma prima ancora della tattica c’è l’atteggiamento.
Ferraro vuole una squadra che lotti, che non si risparmi e che sia disposta a sudare la maglia in ogni partita. Una richiesta semplice, ma particolarmente significativa in una piazza che porta sulle spalle ottant’anni di storia.
Castorina e il nuovo progetto sportivo
Accanto al tecnico c’è il direttore sportivo Salvatore Castorina, una delle principali novità del nuovo corso. A lui è spettato il compito di costruire la nuova rosa, cercando di mettere insieme esperienza, giovani e caratteristiche compatibili con le idee dell’allenatore.
Il progetto parte da un concetto preciso: costruire una squadra all’altezza del blasone della Nuova Igea Virtus. La presentazione di Calderà è stata il primo grande incontro tra il nuovo gruppo di lavoro e la piazza. E la risposta dei tifosi ha confermato quanto sia forte l’attesa attorno alla nuova stagione.
Calafiore, Samake e Cicirello: il filo con il passato
In una rosa profondamente rinnovata, alcune conferme assumono un significato particolare. Il capitano Claudio Calafiore resta uno dei punti di riferimento del gruppo, insieme a elementi come Boubacar Samake e Giorgio Cicirello, che rappresentano una continuità importante rispetto al percorso precedente.
Accanto a loro, tanti volti nuovi. Tra quelli che hanno attirato la curiosità della piazza c’è il centrocampista classe 2005 Pasquale Faccetti, mentre in difesa il nuovo arrivato Sean Martinelli rappresenta uno degli innesti di maggiore esperienza. È la fotografia di una squadra costruita mescolando esperienza e gioventù, con giocatori chiamati a vivere una nuova sfida in giallorosso.
Nuove divise, settore giovanile e campagna abbonamenti
Durante la serata sono state presentate anche le nuove divise da gioco, mentre la società ha rinnovato l’appello alla città per la campagna abbonamenti. L’obiettivo è chiaro: riportare sempre più gente al Carlo Stagno d’Alcontres e trasformare lo stadio in un vero fortino giallorosso.
Ma uno spazio importante è stato dedicato anche al settore giovanile. La Scuola calcio e le varie formazioni giovanili sono state presentate insieme ai loro tecnici e responsabili. Un percorso che rappresenta il futuro della società e che conferma la volontà di costruire un progetto che non si esaurisca soltanto nella prima squadra.
Quarto campionato consecutivo in Serie D
Adesso, però, arriva il momento più difficile: trasformare l’entusiasmo in risultati. Quella che attende la Nuova Igea Virtus sarà infatti la quarta stagione consecutiva in Serie D, dentro un Girone I che si annuncia particolarmente competitivo. Derby, trasferte impegnative e sfide contro squadre ambiziose accompagneranno il cammino di una squadra chiamata a misurarsi ogni settimana con un campionato di grande intensità.
La società ha costruito il gruppo, Ferraro dovrà dargli un’identità, i giocatori dovranno trasformare il lavoro quotidiano in prestazioni. E poi ci sarà la gente. Quella stessa gente che sabato sera ha riempito Calderà, colorandola di giallorosso e facendo capire che, almeno sugli spalti, la stagione è già cominciata.
Ora tocca al campo
La presentazione è stata una festa. Il campionato sarà un’altra storia.
Gli 80 anni appartengono alla storia dell’Igea.
La quarta Serie D consecutiva appartiene al presente.
Le ambizioni appartengono al futuro.
A Calderà, però, è arrivato il primo segnale. La Nuova Igea Virtus ha ritrovato la sua gente. Adesso toccherà alla squadra rispondere sul campo, con quello stesso spirito indicato da Ferraro: sacrificio, fame, duttilità e voglia di onorare una maglia che, a Barcellona Pozzo di Gotto, pesa ottant’anni. Perché dopo una notte così, una cosa è certa: La voglia di Igea è già iniziata.
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