Essere presidente, calciatore e capitano della stessa squadra significa vivere il calcio da prospettive diverse, ma per Francesco “Ciccio” Ferraro, punto di riferimento del Città di Santa Teresa, tutto nasce da un principio fondamentale: la voglia di stare insieme e condividere una passione.
Ospite della quinta puntata di SportEmpire – Dal campo alla radio: emozioni in diretta, condotta da Mimmo Muscolino, Ferraro si è raccontato tra presente e futuro, ripercorrendo il cammino della formazione rossonera, gli obiettivi stagionali e il progetto societario che punta a coinvolgere sempre più giovani del territorio. Un’intervista nella quale è emersa soprattutto l’identità di un gruppo che, negli anni, ha saputo crescere senza perdere il proprio spirito originario.
La reazione dopo la sconfitta: «Siamo convinti della nostra forza»
Il campionato di Prima Categoria è iniziato con una sconfitta contro l’Atl. Contesse, formazione indicata tra le favorite del torneo. Il Città di Santa Teresa, però, ha saputo reagire, conquistando due vittorie consecutive e portandosi a quota sei punti dopo le prime tre giornate. L’ultimo successo, il 4-1 sul campo del Real Gescal, non è stato così semplice come potrebbe suggerire il risultato finale. Ferraro ha sottolineato le difficoltà incontrate durante la partita, soprattutto dopo che gli avversari erano riusciti ad accorciare le distanze.
«Il risultato dice 4-1, ma la partita non è stata per niente facile. Siamo andati in vantaggio nel primo tempo, poi il Gescal non si è dato per sconfitto e ci ha messo in difficoltà. Fortunatamente siamo riusciti a chiudere la partita ed è andata bene», ha raccontato il centrocampista rossonero.
La risposta della squadra dopo la battuta d’arresto iniziale è stata positiva. Ferraro ha ricordato anche l’atmosfera particolare della prima giornata disputata al Celeste, sottolineando come il gruppo sia riuscito a voltare pagina senza perdere fiducia. «Siamo stati bravi a reagire e adesso abbiamo sei punti. Affrontiamo quello che viene nel modo giusto».
Nonostante i primi risultati incoraggianti, il presidente-giocatore invita a mantenere i piedi per terra. La stagione è ancora lunga e l’obiettivo è proseguire sulla strada intrapresa, facendo leva sulla continuità del gruppo. «Abbiamo mantenuto circa l’80% dell’ossatura della squadra dello scorso anno. Non ci snaturiamo: siamo quelli di sempre e siamo pronti ad affrontare il campionato. Questo è il nostro quarto anno di Prima Categoria e ormai conosciamo bene questa competizione».
Tre ruoli, una sola passione
La particolarità di Francesco Ferraro è quella di vivere il Città di Santa Teresa da presidente, giocatore e capitano. Tre incarichi che potrebbero rappresentare una responsabilità notevole, ma che lui affronta con naturalezza, grazie alla presenza di un gruppo dirigenziale preparato e alla serenità che caratterizza l’ambiente. «Sono tutti e tre un piacere. Il motto di questa società è semplicemente passare delle ore insieme, delle ore spensierate. Mi diverto sia con i dirigenti sia con i giocatori e affrontiamo tutto con estrema serenità», ha spiegato.
Una volta entrato in campo, Ferraro riesce a concentrarsi sul ruolo di calciatore, anche perché la società può contare su dirigenti capaci di occuparsi dell’organizzazione quotidiana. Il segreto, dunque, è la condivisione delle responsabilità, senza che un singolo debba accentrare ogni compito.
Anche la fascia di capitano viene vissuta in questa prospettiva. Ferraro ha voluto precisare che il Città di Santa Teresa ha due capitani, lui e Andrea, entrambi ugualmente importanti per il gruppo. «Lui è più trascinatore di me: io forse un po’ di più in campo, mentre lui è più bravo fuori dal campo. In un gruppo come il nostro, però, la fascia non conta tanto, perché siamo ragazzi che sono cresciuti insieme».
Un legame che affonda le radici nel tempo. Molti componenti della squadra condividono infatti un percorso iniziato diversi anni fa, anche prima della nascita dell’attuale realtà calcistica. «Con molti di loro gioco già dal 2014-2015. Sono più di dieci anni che condividiamo esperienze e campionati. Questo fa la differenza».
Un capitano che vuole essere d’esempio
Nel corso dell’intervista, Mimmo Muscolino ha ricordato anche il percorso calcistico di Ferraro, cresciuto nel settore giovanile della Jonica, arrivato all’esordio in prima squadra e protagonista della vittoria di un campionato di Promozione. Un’esperienza che oggi può rappresentare un riferimento per i ragazzi più giovani del Città di Santa Teresa.
Ferraro ha spiegato di aver sempre vissuto il calcio soprattutto come passione, senza inseguire necessariamente un ritorno economico. «Spero che i più giovani mi vedano con fierezza, perché il mio è stato un percorso puro. Non sono mai andato alla ricerca di chissà quale rimborso. Ho sempre giocato per la voglia di praticare questo sport».
Per lui, il compito di un capitano è soprattutto quello di sostenere i compagni nei momenti difficili, spronarli quando necessario e non arrendersi mai. «Bisogna trascinare chi sta vivendo un momento difficile e soprattutto non mollare mai. Nel Città di Santa Teresa siamo tutti capitani, perché ognuno tiene tantissimo a questa squadra».
Il lavoro societario e il valore dei dirigenti
Dietro i risultati sportivi c’è un lavoro organizzativo che richiede tempo, risorse e persone disposte a dedicarsi alla società anche al di fuori del terreno di gioco. Ferraro non ha nascosto le difficoltà che accompagnano la gestione di una realtà calcistica, soprattutto per quanto riguarda gli impegni, le scadenze e la necessità di trovare le risorse necessarie. «Il segreto è avere le persone giuste e anche abbastanza numerose. Ci sono tanti ruoli da ricoprire, tanti impegni e scadenze da rispettare».
Il presidente ha voluto ringraziare chi contribuisce alla crescita del Città di Santa Teresa, comprese quelle persone che in passato non erano direttamente coinvolte nel mondo del calcio e che oggi dedicano tempo ed energie al progetto. «La nostra fortuna è stata riuscire ad avvicinare persone di Santa Teresa che magari prima con il calcio non c’entravano nulla, ma adesso lavorano con una dedizione e un impegno davvero notevoli».
Un impegno che diventa ancora più significativo se si considerano gli obblighi familiari e lavorativi di chi, quotidianamente, trova il tempo per essere presente al campo. È proprio questa partecipazione collettiva, secondo Ferraro, uno dei punti di forza della società.
Una scommessa vinta: coinvolgere i giovani del territorio
Ripercorrendo la storia del Città di Santa Teresa, Ferraro ha definito positiva la scommessa iniziata tanti anni fa, quando un gruppo di amici decise di costruire una realtà calcistica capace di coinvolgere i giovani locali. «Abbiamo riunito tanti ragazzi di Santa Teresa e di tutta la Riviera Jonica. Già questo per noi è una grande vittoria».
Il progetto ha mantenuto una direzione precisa: valorizzare il territorio e creare un ambiente nel quale i giovani possano crescere attraverso lo sport, senza perdere il legame con la comunità di appartenenza. Un percorso che oggi guarda con particolare attenzione alla scuola calcio e alla possibilità di sviluppare ulteriormente il settore giovanile. «Il futuro è strutturare sempre di più la scuola calcio e sviluppare un eventuale settore giovanile, per provare a ricreare quello che siamo stati noi».
Ferraro non ha dubbi su quale sia il traguardo che gli darebbe maggiore soddisfazione. Più ancora di un risultato sportivo importante, il suo desiderio è vedere crescere una società solida, capace di durare nel tempo. «La seconda opzione, senza dubbi. Vorrebbe dire strutturare ancora meglio una scuola calcio che oggi conta più di 100 iscritti, far crescere questi ragazzi con un settore giovanile preparato e portarli all’esordio in prima squadra, per rivivere quello che abbiamo fatto noi».
Un progetto già avviato, che si sviluppa anche attraverso la collaborazione con il Milan e il lavoro delle persone che seguono quotidianamente i giovani atleti. Ferraro ha ricordato, in particolare, l’impegno di Luca Gugliotta, sottolineandone la dedizione.
La domanda SportEmpire: «Convincente»
Nel momento dedicato alla rubrica “La domanda SportEmpire”, Mimmo Muscolino ha chiesto a Ferraro di riassumere con una sola parola la reazione della squadra dopo la sconfitta all’esordio e le due vittorie successive.
La scelta del presidente-giocatore è stata “convincente”, una parola che esprime fiducia nel gruppo e consapevolezza delle proprie possibilità. «Siamo convinti della nostra forza e sappiamo dove possiamo arrivare. Il risultato della prima giornata non ci ha soddisfatti e siamo subito scesi in campo per prenderci i tre punti. Adesso continueremo sicuramente così». Una risposta che conferma l’intenzione di affrontare il campionato con determinazione, senza lasciarsi condizionare dal passo falso iniziale.
Le domande flash: vince il presidente, arriva Ronaldinho
- Spazio poi alle domande flash, una delle parentesi più leggere dell’intervista. Alla domanda su quale dei suoi ruoli gli metta più pressione, Ferraro ha indicato quello di Presidente.
- Tra una grande prestazione e una vittoria conquistata al novantesimo minuto, ha scelto senza esitazioni il successo allo scadere. Un segnale di quanto, per chi vive il campionato da protagonista, i tre punti possano avere un valore speciale.
- Quando gli è stato chiesto quale compagno non vorrebbe mai affrontare da avversario, ha risposto Alessandro Scarcella, definendolo «duro, durissimo».
- Il più spiritoso dello spogliatoio, invece, è Matteo Pellizzari.
- E alla domanda su quale campione porterebbe al Città di Santa Teresa, Ferraro non ha avuto dubbi: Ronaldinho. Il motivo? Una risposta spontanea, perfettamente in linea con il suo modo di intendere il calcio: «Perché mi diverto!».
Le 100 domande a sorpresa: «Nella vita preferisco essere tranquillo»
La rubrica delle 100 domande a sorpresa ha offerto un’altra occasione per conoscere meglio il presidente rossonero. Pescato il bigliettino, Ferraro ha risposto alla domanda sulla competitività, distinguendo nettamente il mondo dello sport dalla vita quotidiana. «Credo nello sport. Nella vita mi piace essere più tranquillo: non troppa competizione, perché non fa sempre bene».
Non è mancato neppure il gioco della torre, nel quale il conduttore ha invitato Ferraro a scegliere quale dei suoi tre ruoli sacrificare tra presidente, calciatore e capitano. Una scelta complicata, considerando che tutte e tre le figure appartengono alla stessa persona. Alla fine, Ferraro ha indicato il capitano come primo ruolo da sacrificare, lasciando per ultimo quello di presidente. La motivazione è stata chiara: «Senza una struttura societaria non si va da nessuna parte».
Il messaggio ai tifosi: «Non mollate come non lo facciamo noi»
In chiusura, Ferraro ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutte le persone che sostengono il Città di Santa Teresa, a partire dai giovani della scuola calcio, affettuosamente chiamati “Leoncini”. Sono loro, insieme ai genitori e a tutte le persone che lavorano dietro le quinte, a rappresentare una parte fondamentale della vita della società. «I nostri tifosi sono innanzitutto i Leoncini, i ragazzi della scuola calcio che ci ammirano e ci seguono in casa e in trasferta. È davvero una cosa da lodare. Poi ci sono i genitori e tutto quello che c’è dietro la società».
Il suo messaggio finale è un invito a continuare con lo stesso entusiasmo e la stessa partecipazione. «Mi va di ringraziarli e di dire: non mollate, come non lo facciamo noi, perché così ci divertiamo e possiamo andare avanti». Parole che racchiudono il senso del progetto del Città di Santa Teresa: una squadra che vuole continuare a crescere, senza dimenticare le proprie radici e il valore delle persone che ne fanno parte.
Per Ciccio Ferraro il calcio è competizione, ma soprattutto amicizia, passione e condivisione. E il futuro della società passa proprio dalla capacità di trasformare questi valori in un progetto solido, nel quale i giovani del territorio possano trovare spazio e nuove opportunità.
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