L’amore verso lo sport non ha confine, quando uno crede profondamente dando tutto se stesso con passione, amore con lo spirito di un vero sportivo che non pensa solo a se stesso nonostante la non giovane età continua con lo stesso entusiasmo di quando all’età di 17 anni esordisce in un torneo internazionale disputato a Taormina nel 1990 contro una formazione inglese. Dal quel momento sono passati tanti anni ma la passione verso il suo sport preferito non è cambiato, anzi è sempre forte ed vivo tanto da trasmettere la propria passione ed esperienza ai giovani di oggi. Stiamo parlando del giardinese Massimo Brunetto che ha giocato in Serie A, oltre ad indossare la maglia azzurra con la squadra militare, oggi allenatore della Raccomandata Giardini che partecipata al campionato di Serie B di Hochey su prato.
Una passione nata sin da piccolo trasmessa da coloro che negli anni ‘70 con in testa il frate cappuccino Giuseppe Seminara fondarono la prima Società nel comprensorio jonico che si dedica alla pratica di una disciplina diversa del calcio, ossia l’Hochey su prato. Mentre i suoi coetanei cercavano ai loro genitori un pallone, Massimo Brunetto invece si cimentava in uno sport sconosciuto ai molti tenendo in mano un bastone e una pallina di Hockey.
Come è nata la passione verso questo sport la domanda che abbiamo rivolto a Massimo Brunetto? “La passione è nata da mio fratello che, essendo più grande, giocava ed io sono stato invitato a completare la squadra degli allievi, avevo 13 anni, il mio primo allenatore è stato Nino Foti. All’esordio nel campo in erba naturale della “Cittadella Unviersitaria” di Catania vincemmo nettamente per 11-0 contro il Natzeca Catania ed io feci pure un gol. Fu l’inizio di un grande amore verso l’hockey”.
Un amore tanto da fare sognare il giovane Massimo Brunetto di emulare un giorno i campioni del suo sport preferito. Sogno che il giovane Massimo realizzò giocando diversi anni nella massima serie disputando per la prima volta un campionato di Serie A a metà degli anni ’90 che lo ha portato pure ad indossare la maglia azzurra della selezione militare ” l’esordio in serie A lo feci nel 1991 a 18 anni con l’H.C.Giardini la squadra del presidente Gullotta Giorgio e del segretario Achille Galeano, erano sicuramente bei tempi noi tutti giovanissimi di Giardini Naxos con grande orgoglio ed impegno portavamo il nome della nostra città in giro per l’Italia ed anche all’estero con tanti tornei dove la dirigenza faceva grandi sacrifici per portarci a fare esperienza”.
Una passione che hai trasmesso ai giovani giardinesi nonostante l’assenza di un campo di hochey a Giardini? “Purtroppo come detto negli anni passati, quando a Giardini ci fu la squadra dell’H.C. Giardini Naxos in serie A1 (dal ‘94 al ‘99), nonostante molte pressioni non si è riusciti a fare un campo di hockey a Giardini. E’ stato un vero peccato, fra i politici non si è mai capito che una struttura sportiva del genere avrebbe potuto portato turisti ancora di più nel nostra riviera avremmo fatto una finale nazionale quasi ogni anno maschile e femminile, tornei con squadre straniere, sarebbe stato bellissimo, soprattutto avrebbe garantito un modo diverso a tanti giovani di fare sport. Io però nonostante senza un campo ho continuato a far conoscere lo sport ai giovani della città ho visto passare già molte generazioni, adesso da 4 anni stiamo cercando di far conoscere la pratica dello sport ai giovanissimi di 8-9 anni avvicinare un bambino allo sport lo aiuta non solo a crescere bene, ma anche a promuovere il loro sviluppo fisico, intellettuale e psicologico. L’hockey rappresenta un’importante occasione sia per socializzare sia per crescere individualmente, cerchiamo di aiutare i bambini nella loro crescita, cercando di insegnare il valore delle regole, il rispetto degli altri e la lealtà. Considerando che noi istruttori abbiamo una vita privata ed una famiglia da portare avanti, facciamo enormi sacrfici per stare vicino ai giovani. Anche quando si è consapevoli che sarà difficile vincere una determinata partita, io mi sento sempre ottimista credendo ancora nei miracoli aspettando un campo di hockey nella mia città o comunque nella riviera jonica”.
Rispetto al passato sono state dei cambiamenti nel mondo dell’Hockey? “Cambiamenti credo,come in tutti gli sport minori sono avvenuti. Ricordo quando assieme a qualche compagno di squadra il lunedì mattina ci incontravamo per telefonare dalla cabina telefonica alla federazione per sapere il prima possibile i risultati delle altre partite, a volte si raggiungevano le finali nazionali e si sapeva chi bisognava incontrare soltanto quando perveniva il comunicato. Cambiamenti sono avvenuti in tanti posti d’Italia con la creazione di bellissimi impianti per ‘hockey, neglin ultimi due decenni moltissime squadre sono cresciute con numerosi vivai grazie ad un campo di hockey che hanno avuto, noi a Giardini purtroppo non abbiamo il campo…..”
Il momento più bello della tua carriera da calciatore di Serie A e quello da allenatore? “ Da giocatore ci sono stai tantissimi momenti di grande gioa: uno dei momenti più emozionanti è stato quando nell’0ttobre 93 partecipai al IV torneo militarhockey a Colonia indossando con orgoglio la maglia azzurra è davvero magico sentire l’inno nazionale in prima persona; altra emozione l’esordio in prima squadra avvenuto nel settembre 88 a Valverde o il primo gol in serie B avvenuto a San Cataldo(CL), il primo gol in serie A contro la Lazio nel 92, il primo gol in trasferta avvenuto a Macerata che ci ha permesso di pareggiare per 1-1 nel finale.
Come non ricordare la prima trasferta in aereo o la promozione in serie A2, la combattutissima partita di Rovigo finita 3-4 in lotta retrocessione del 2006, la spumeggiante prova di Genova dove in formazione rimaneggiata vincemmo 5-3 compromettendo le possibilità di promozione dei liguri nell’ultimo campionato di serie A2. Tanti bei ricordi contornati dal dopo partita quando si scherzava con grande armonia con i miei compagni. Da allenatore purtroppo ancora ho preso soltanto tante delusioni con finali sfiorate e perse per un gol o fasi finali dove sono partito con grande fiducia ma sono tornato con grande delusione come le finali Indoor Under 16 di Cesenatico2008 o le finali Under 21 di Lignano Sabbiadoro (UD) del 2009”.
Giardini può vantare due squadre in serie B, oltre alla Raccomandata ,l’Hc Giardini. La gente vi segue? “Per giocare le partite sul sintetico siamo sempre costretti a fare le partite casalinghe a Catania e dallo scorso anno a Valverde dobbiamo organizzarci per la trasferta almeno 2 ore prima, a volte viene qualche amico qualche papà la ragazza di qualche giocatore ma effettivamente sono sempre pochissime le persone che ci seguono. Ricordo che quando ancora giocavamo in terra battuta fino al 1999 nel campo “comunale”di Giardini avevamo parecchi spettatori .Comunque il nostro sport è poco conosciuto ed è normale che non sia molto seguito”.Cosa vuoi fare da grande? “Finchè potrò cercherò sempre di fare sport e di stare vicino ai giovani e condividere le emozioni che solo lo sport ci regala”.
Questo è Massimo Brunetto che da uomo di sport fra l’altro oltre ad allenare nell’Hockey e un giocatore del Chianchitta formazione che milita nel campionato di Terza Categoria? “Il mio primo sport è sicuramente l’hockey che ho conosciuto fin da giovanissimo. Il calcio è il primo sport indiscusso in Italia e nel mondo, naturalmente anche a me piace,e nel mio passato ho giocato in due squadre dilettantistiche, ma sempre con gli amici o con colleghi di lavoro periodicamente si sono sempre fatte partite di calcetto ed addirittura qualche anno fa abbiamo creato a Giardini una squadra di amici ed andavamo a fare partite amichevoli con squadre della riviera! Negli ultimi anni ho affiancato il mio amico Leonardi col suo Chianchitta cercando di dare il mio contributo anche dentro il campo, nutro molta ammirazione in lui per il suo carismatico carattere ed i suoi modi di pensare un grande uomo di sport da prendere come esempio”.