In merito alla gara di domenica scorsa disputa sullo splendido manto erboso del campo sportivo “Avv. C. Saglimbeni” tra la formazione di casa della Liminese e la capolista Alì Terme, terminata con la vittoria aliese per 5-3, ci è giunta in redazione una lettera della Società Asd Liminese firmata dal Presidente Vincenzo Alibrandi in merito a quanto accaduto in occasione del gol del momentaneo pareggio della formazione di casa. In sintesi la compagine liminese “ chiede scusa per il comportamento da parte di un piccolo gruppo di tifosi”.
Riportiamo integralmente la missiva della Società Asd Liminese: “Io Sottoscritto, Vincenzo Alibrandi, in qualità di Presidente della “A.S.D. LIMINESE” e a capo dell’intera rosa di giocatori e dell’intera dirigenza, voglio scusarmi pubblicamente a nome di tutti, per i fatti accaduti tra la tifoseria LIMINESE e la tifoseria Ospite, nell’ultima partita casalinga contro la Capolista Alì Terme e soprattutto per gli atteggiamenti inadeguati assunti in altri momenti della stagione (Vedi Akron Sport Savoca, Forza d’Agrò Scifì). La neo società “A.S.D. LIMINESE” vuole inoltre dissociarsi da quella piccola parte di “tifosi”, se così possiamo definirli, che vedono le partite di calcio come un momento per farsi “valere” con insulti (a volte anche molto pesanti) a giocatori avversari solo per semplice divertimento. Voglio Sottolineare infine che non tutti i tifosi, i quali ringrazio per l’affetto che dimostrano di domenica in domenica per la squadra, fanno parte di questo piccolo gruppo di “ineducati”, ma esistono come in tutte le società, ragazzi che vanno al campo solo per TIFARE LA PROPRIA SQUADRA !!! A tutto questo stiamo già lavorando per placare definitivamente questa brutta situazione in modo che nel futuro di questa società non si parli di Limina come un paese d’eccessiva ineducazione ed inciviltà”.
Cosa è successo a metà della ripresa. Come riporta il nostro inviato Carmelo Tringali “…Passano soltanto tre minuti quando Francesco Cannavò sfrutta l’occasione su una mischia in area e segna il goal del 3-3. A questo punto uno dei calciatori liminesi, nell’esultare per la rete, va sotto la tribuna aliese e fa segno di stare zitti: è proprio qui che gli animi si riscaldano e volano parole grosse tra le due tifoserie. Il signor Gemellaro allora, vista la quasi rissa tra i tifosi, sospende la gara e si reca negli spogliatoi. Qui viene raggiunto dai due capitani, che gli chiedono di riprendere la gara. Dopo cinque minuti il fischietto messinese esce dallo spogliatoio, chiede alla dirigenza del Limina di lasciare la panchina per andare a sedere in tribuna (in modo da far calmare i propri tifosi) e fa riprendere la partita”.