Poco più di un milione di euro investito in due anni per adeguare lo stadio “Gaeta”, a fronte di una squadra che, tra meno di tre settimane, potrebbe non esistere più. È questo il clamoroso paradosso in salsa ennese e gialloverde. Una vicenda che, ormai, va ben oltre il semplice calcio giocato.
La cronistoria: gli sforzi per il “Gaeta”
Tutto inizia il 30 agosto 2024, con la consegna dei lavori per adattare l’impianto alla Serie D, categoria appena conquistata sul campo. Comune e dirigenza si rendono protagonisti di una vera e propria corsa contro il tempo, supportata da un esborso di 440 mila euro da parte delle casse comunali.
A novembre dello stesso anno, i cancelli di viale IV Novembre riaprono dopo decenni, con un settore ospiti finalmente a norma. Sul campo l’Enna risponde alla grande, conquistando una storica e meritata salvezza.
I lavori strutturali però non bastano. Per rimodernare il vecchio “Gaeta” servono altri interventi: l’amministrazione comunale riesce a intercettare 600 mila euro di finanziamenti dalla Regione, arrivando così alle cifre dei giorni nostri.
Il precedente e l’addio di Stompo
Non è la prima volta che il club si trova sull’orlo del baratro. Già la scorsa estate la società aveva lanciato un grido d’allarme, chiedendo sostegno economico per iscriversi al campionato. In quell’occasione la piazza rispose: tifosi in pressing e il Consiglio comunale che stanziò altri 50 mila euro. Risultato? Un’altra stagione in D e un’altra salvezza blindata.
Oggi, però, quel miracolo rischia di essere vanificato. Il “Gaeta” è pronto, ma potrebbe non esserci nessuna squadra a giocarci. Dopo l’annuncio del passo indietro del presidente Stompo, nessuno si è fatto avanti per rilevare il club.
Lo stato delle trattative: Stompo ha confermato di non aver ricevuto offerte ufficiali. Da Fabio Montesano non sono arrivate risposte, mentre i rumors parlano di visioni di mercato contrastanti: c’è chi vuole mantenere il titolo a Enna e chi, invece, starebbe valutando il trasferimento della squadra fuori città (si fa il nome di Niscemi). Anche sul fronte istituzionale tutto tace: il sindaco Crisafulli, interpellato da Stompo, al momento non ha prospettato soluzioni concrete.
Il silenzio assordante della piazza
Ciò che stupisce di più, rispetto allo scorso anno, è l’atteggiamento dell’ambiente. Se dodici mesi fa la città era in fermento e la tifoseria pressava la politica per salvare il titolo, oggi regna il silenzio.
Una rassegnazione generale che rischia di accompagnare l’Enna Calcio verso la fine dei suoi giorni, senza che nessuno provi a dare la sveglia. Il tempo stringe, e il rischio di perdere il calcio che conta è ormai dietro l’angolo.
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