La prima gara ufficiale della stagione ha lasciato al Messina indicazioni che vanno ben oltre il risultato. Il 4-1 rifilato alla Messana Riviera nel primo turno di Coppa Italia di Eccellenza ha permesso ad Alfio Torrisi di valutare per la prima volta la propria squadra contro un avversario organizzato e capace, soprattutto nella prima parte della gara, di chiudere gli spazi e complicare la costruzione del gioco.
Per il tecnico biancoscudato, però, il dato più importante non è rappresentato soltanto dai quattro gol segnati. A convincere è stato soprattutto l’atteggiamento mostrato dalla squadra nell’arco dei novanta minuti.
Contro un avversario chiuso serviva pazienza
La Messana Riviera ha scelto inizialmente di abbassare il proprio baricentro, lasciando pochi spazi alle iniziative del Messina. Una situazione che Torrisi considera tutt’altro che occasionale e che potrebbe ripetersi spesso nel corso del campionato. Il Messina dovrà quindi imparare a trovare soluzioni contro squadre che sceglieranno di difendersi con ordine, cercando di ridurre gli spazi e affidandosi alle ripartenze.
In questo contesto diventa fondamentale aumentare la velocità della circolazione della palla, senza però perdere la pazienza, e creare le condizioni per portare gli attaccanti nell’uno contro uno. Proprio sulle corsie esterne sono arrivati alcuni dei tentativi più interessanti, con Palumbo e Pellegrino chiamati a creare superiorità.
La ripresa ha dato risposte importanti
Dopo un primo tempo nel quale il Messina ha avuto qualche difficoltà a trovare i varchi giusti, la squadra è cresciuta nella ripresa, aumentando ritmo e intensità. È proprio questo aspetto ad aver soddisfatto maggiormente Torrisi. In una stagione ancora tutta da costruire, il tecnico ha apprezzato la capacità dei suoi giocatori di continuare a correre e lottare fino alla fine, senza lasciarsi condizionare dagli episodi della gara.
Il Messina, anche dopo aver subito il gol che aveva riaperto momentaneamente la partita, non ha perso compattezza e ha continuato a giocare con determinazione, riuscendo poi ad allungare definitivamente.
Non solo i titolari: conta lo spirito del gruppo
Un altro segnale importante è arrivato dalla panchina. L’incitamento continuo dei giocatori non utilizzati verso i compagni in campo è un dettaglio che, in questa fase della stagione, assume un significato particolare. Torrisi ha visto una squadra capace di aiutarsi, di rincorrere l’avversario, di lottare su ogni pallone e soprattutto di non disunirsi nei momenti di difficoltà.
Sono comportamenti che non si costruiscono soltanto attraverso gli allenamenti. Sono la base di quella mentalità collettiva necessaria per affrontare un campionato nel quale il Messina sarà inevitabilmente una delle squadre maggiormente attese.
Il rapporto con il pubblico, un altro segnale
Anche sugli spalti non sono mancati segnali significativi. Nonostante il caldo e le temperature elevate, circa un migliaio di spettatori hanno seguito la squadra, accompagnandola per tutta la partita. Al termine del match i giocatori si sono avvicinati alla gradinata, mentre dalla Curva Sud era già arrivato, prima del fischio d’inizio, un messaggio chiaro attraverso lo striscione “Meritateci”.
La vittoria sulla Messana Riviera non può certamente cancellare in una sola giornata eventuali incomprensioni o trasformarsi automaticamente in una definitiva riappacificazione. Ma può rappresentare un primo passo. E proprio l’atteggiamento mostrato in campo sembra essere la risposta che il pubblico chiedeva.
La stagione è appena cominciata, il lavoro da fare è ancora tanto e i giudizi sui singoli sono inevitabilmente prematuri. Ma il Messina ha iniziato a costruire le proprie basi partendo da ciò che, in un campionato lungo e difficile, potrebbe rivelarsi determinante: mentalità, intensità e spirito di squadra.
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