Il 4-1 al Real Itala ha rappresentato un ottimo punto di partenza, ma dietro la Jonica Academy c’è soprattutto un progetto costruito sui giovani. A raccontarlo, negli studi di SportEmpire, è stato Riccardo D’Amico, capitano e centrocampista della squadra.
D’Amico è il giocatore più esperto della rosa. Una differenza d’età importante rispetto ai tanti ragazzi che compongono il gruppo, ma che il capitano vive come un’opportunità per mettere la propria esperienza al servizio dei compagni. “Sono il più grande, dopo di me ci sono ragazzi di 21-22 anni. È un gruppo molto giovane”, racconta durante la trasmissione.
Una situazione che, per Riccardo, va ben oltre il semplice calcio. “Stare con questi ragazzi è quasi una missione di vita. Io lavoro anche con i ragazzi, sono a contatto con loro e mi piace poter dare qualcosa della mia esperienza”.
La scelta di restare
Durante l’estate non sono mancate le possibilità di cambiare squadra. D’Amico, però, ha scelto di continuare il suo percorso con la Jonica Academy. Una decisione che spiega senza esitazioni. “Ho avuto delle offerte, ma nessuna era all’altezza di poter stare con questi ragazzi”.
Una frase che fotografa bene il rapporto che si è creato tra il capitano e il gruppo. “Qui c’è un progetto e io credo molto in questo progetto. Non è soltanto una questione personale. L’obiettivo è far crescere questi ragazzi”. Per D’Amico, quindi, la stagione non si misura soltanto attraverso i risultati della domenica, ma anche attraverso i progressi dei giovani compagni.
Il 4-1 al Real Itala
L’esordio contro il Real Itala ha dato subito fiducia alla squadra. “Siamo partiti bene. Il risultato ci dà sicuramente entusiasmo, ma sappiamo che siamo soltanto all’inizio”.
Riccardo è stato protagonista anche nell’azione del primo gol, con un assist che ha favorito il movimento di Mike. Poi è arrivato anche il suo momento personale: il quarto gol della Jonica Academy, realizzato su calcio di rigore. Una rete accompagnata da un’esultanza particolare. “Avevo fatto una scommessa con alcuni ragazzi che avevo seguito durante l’estate nel lavoro atletico. Mi avevano detto che se avessi segnato dovevo fare l’esultanza di Cristiano Ronaldo”.
“Quando ho segnato mi sono ricordato della promessa e ho fatto l’esultanza”. Un episodio apparentemente scherzoso, ma che racconta ancora una volta il rapporto che D’Amico ha instaurato con i ragazzi più giovani.
Una squadra costruita per crescere
L’ Academy Jonica nasce con una filosofia precisa: puntare sui giovani. E quando a SportEmpire arriva la domanda su quale parola possa descrivere meglio la squadra, la risposta è immediata. “Giovani”.
D’Amico condivide la scelta del compagno e la spiega così “Il nostro progetto è completamente rivolto ai giovani. Io sono qui anche per questo: per cercare di aiutarli a crescere, dentro e fuori dal campo”.
Una responsabilità che il capitano sembra vivere con grande naturalezza. “Non è un progetto egoistico. Io cerco di mettere quello che so a disposizione loro. Se un ragazzo può migliorare grazie anche a una cosa che gli posso trasmettere, per me è già una soddisfazione”.
Il rapporto con il gruppo
Un gruppo molto giovane significa anche imparare a gestire situazioni e personalità diverse. D’Amico, però, non vede questa caratteristica come un problema. “Sono ragazzi che hanno voglia di imparare, hanno voglia di giocare e soprattutto hanno voglia di crescere”.
E proprio questa disponibilità rappresenta, secondo il capitano, uno degli aspetti più importanti della squadra. “Quando vedo che un ragazzo ascolta, prova a mettere in pratica quello che gli viene detto e poi migliora, è una delle cose che mi dà più soddisfazione”.
Il calcio come strumento di crescita
Nel racconto di D’Amico emerge una concezione del calcio che va oltre il risultato. L’ Academy Jonica viene vista come un ambiente nel quale i ragazzi possono maturare anche dal punto di vista personale. “Il calcio ti insegna tante cose. Ti insegna a stare insieme agli altri, a rispettare le regole, ad accettare una sconfitta e a lavorare per migliorarti”.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che lo ha convinto a rimanere.
La domanda SportEmpire
La domanda scelta dalla redazione di SportEmpire è stata particolarmente significativa: se poteste scegliere una parola per descrivere la vostra Jonica Academy, quale sarebbe?
Per D’Amico, come detto, la risposta è “giovani”. Ma la spiegazione va oltre una semplice definizione.
“Tutto il progetto gira intorno a loro. Noi dobbiamo cercare di farli crescere, di accompagnarli e di far capire loro cosa significa giocare a calcio a questo livello”. Una risposta che sintetizza anche il ruolo che Riccardo ha deciso di assumere all’interno della squadra.
La domanda a sorpresa: un ricordo da rivivere
Infine, la consueta Domanda a sorpresa. Se avesse la possibilità di tornare indietro nel tempo e rivivere un momento della storia dello sport, quale sceglierebbe? Riccardo non ha dubbi e sceglie un ricordo personale: la finale vinta con il Limina, sotto la guida di mister Ragusa. “Quella partita la rivivrei volentieri. Sono momenti che rimangono dentro e che, se potessi, tornerei a vivere”.
Perché dietro il capitano dell’ Academy Jonica c’è anche un ragazzo che continua a vivere il calcio attraverso le emozioni, i rapporti umani e i ricordi. E oggi, con la maglia dell’Academy, D’Amico ha scelto di trasformare la propria esperienza in qualcosa da mettere a disposizione dei più giovani.
Una scelta che va oltre il campo e che spiega, forse meglio di qualsiasi risultato, perché abbia deciso di restare.
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