Il destino dell’ACR Messina resta appeso a un filo dopo l’udienza tribunalizia che si è tenuta nelle scorse ore. La magistratura ha concluso la sessione senza emettere alcun verdetto definitivo, lasciando in sospeso le sorti della società siciliana che si trova ad affrontare una delle crisi più profonde della sua storia recente.
L’udienza: tra accuse e proposte alternative: L’aula di giustizia ha ospitato un confronto serrato sulle condizioni economiche e giuridiche del sodalizio peloritano. La Procura ha presentato una richiesta di liquidazione giudiziale, comunemente nota come fallimento, accompagnata da ipotesi di reato legate alla truffa. Una situazione che ha messo ulteriormente sotto pressione una realtà calcistica già pesantemente compromessa.
Tuttavia, l’esito dell’udienza non ha portato né a un differimento della decisione né all’immediata apertura delle procedure fallimentari. Il magistrato competente ha optato per una “riserva”, concedendosi un periodo di riflessione per valutare attentamente tutti gli elementi emersi durante il dibattimento.
La proposta di salvataggio: Gli avvocati difensori del club hanno avanzato una proposta alternativa che potrebbe rappresentare una via d’uscita dalla crisi. Si tratta di una “regolazione della crisi” attraverso uno strumento giuridico ibrido, posizionato a metà strada tra il concordato preventivo e la liquidazione giudiziale.
Questa soluzione prospettata mira a garantire un percorso di risanamento sotto controllo giudiziario, strutturato attorno a un piano di rientro dei debiti che possa assicurare sia la continuità aziendale che quella sportiva. L’obiettivo è permettere all’ACR Messina di proseguire la propria attività agonistica in Serie D, nonostante la pesante penalizzazione di quattordici punti e l’ingente esposizione debitoria che grava sui conti societari.
Il Giudice Daniele Carlo Madia, titolare del procedimento, ha comunicato la propria intenzione di prendersi alcuni giorni per esaminare approfonditamente la proposta presentata dalla difesa. Sebbene i tempi non dovrebbero essere eccessivamente dilatati, questa pausa di riflessione rappresenta un momento cruciale per determinare il futuro del club siciliano.
La decisione finale dovrà tenere conto di molteplici fattori, tra cui la sostenibilità del piano di rientro proposto, la capacità effettiva di onorare gli impegni finanziari e la credibilità delle garanzie offerte dalla società.
Le assenze significative – Un aspetto particolarmente eloquente è emerso dall’assenza completa dei vertici societari durante l’udienza. Sciotto, Alaimo, Cissé e Chateaux non hanno presenziato al dibattimento, un elemento che potrebbe essere interpretato come indicativo della perdita di credibilità che ha colpito i componenti della dirigenza.
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| Fonte – Notiziario del Calcio |