Cinque luglio, ecco la data-capestro per il calcio d’estate. Se i club sono in letargo o comunque si godono un meritato riposo, la grande macchina organizzativa accende i motori, perché è il momento del riordino stagionale. Si fanno i conti innanzitutto in tema di proiezione futura, o meglio prossima: così comincia il balletto delle fusioni, tante quelle ipotizzate perché l’unione farebbe la forza, rare quelle che vanno in porto.
Fusioni:La tematica però – a parte gli opportuni accordi – soggiace ad una normativa ben precisa: si deve quadrare il cerchio subito poiché la documentazione va depositata presso la Figc regionale entro il 21 giugno, per essere trasmessa alla segreteria della Dilettanti entro il 30 giugno ed a quella della Figc appunto entro il 5 luglio, corredata dai pareri favorevoli delle assemblee generali dei soci dei due club originari. Scissioni:Fra i dilettanti sono possibili anche i divorzi. Nell’ambito di una società possono scindersi infatti i settori del calcio a undici, quello femminile e l’altro “a cinque”, dando vita a più sodalizi. Chi stacca il calcio a undici da quello a cinque deve comunque indicare quali giocatori scelgono i due settori. Cambio Denominazione: Non infrequente anche il caso di società che vogliono cambiare nome: necessario il verbale di assemblea generale dei soci. In serie D e nel calcio girl la nuova denominazione deve ricordare il comune di appartenenza. Per le società appartenenti alla Lega nazionale professionisti di serie C, è consentita l’integrazione della denominazione sociale con il nome dell’eventuale sponsor, nel rispetto delle condizioni previste al riguardo nel regolamento specifico di Lega. Titolo Sportivo:C’è anche chi chiede il trasloco: è necessario che il comune di partenza e quello di approdo siano confinanti (fatti salvi comprovati motivi di eccezionalità, per società del settore professionistico). Ma è disposto tassativamente che può trasferirsi solamente la società che nell’ultimo biennio non si siano trasferite, non siano state oggetto di fusione, scissione o trasferimento d’azienda. Il tempo è anche quello della trasformazione della struttura societaria, dettata da opportunità amministrative e giuridiche, com’è il caso del passaggio da società di capitali in società di persone; o viceversa anche partendo dalla tipologia di associazioni riconosciute o non. Problematica Juniores: Logico che già qualcosa si muove anche in chiave tecnica in vista della prossima stagione; i progetti di mercato devono infatti fare i conti con l’ipotesi-‘juniores obbligatori’ che inevitabilmente condiziona gli operatori. Chi infatti sa e può programmare con saggezza deve valutare la distribuzione degli under nel puzzle della rosa dei titolari. Attesissimo pertanto il prossimo Comunicato ufficiale numero 1 della stagione 2010-2011, chiamato a chiarire quanti juniores dovranno essere schierati in ogni partita.
In merito, per il momento si sa che la Lnd per la fase finale della Coppa Italia e per gli spareggi interregionali fra le seconde dell’Eccellenza, ha disposto la presenza obbligatoria in ogni formazione di un nato nel ’91 e di uno nel ’92 (o due ’92).