Il Messina rischia di sparire ancora una volta. Dopo la retrocessione in Serie D sancita dalla sconfitta di Foggia, il futuro del club peloritano è appeso a un filo: come scrive La Repubblica la Procura ha chiesto la liquidazione giudiziale, e l’udienza è fissata per il 10 giugno. In gioco non c’è solo una squadra di calcio, ma l’identità sportiva di una città intera, già segnata da due fallimenti negli ultimi diciotto anni.
La passione dei tifosi, esplosa con forza nei play-out d’andata al “Franco Scoglio” davanti a oltre 8.000 spettatori, si è scontrata con una realtà societaria sempre più confusa e opaca. Il nuovo capitolo della crisi si è aperto con l’uscita di scena dell’ex presidente Pietro Sciotto e la cessione dell’80% delle quote all’AAD InvestGroup, riconducibile a Doudou Cissè. Una transazione senza esborso economico che ha lasciato molti interrogativi e, di fatto, ha consegnato la guida del club a Stefano Alaimo, rimasto l’unico volto pubblico di una proprietà ora sotto la lente degli inquirenti.
Nel frattempo, la contestazione dei tifosi si è allargata a tutti i protagonisti della crisi: Sciotto, Alaimo, Cissè e persino l’amministrazione comunale, accusata di aver agevolato l’ingresso della fiduciaria lussemburghese senza adeguate verifiche.
| Fonte “TuttoMercatoWeb.com di Luca Bargellini |
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