Il Giudice Sportivo, Dott. Danilo Privitera, assistito dal Giudice Sportivo sostituto Dott. Giuseppe Scuderi e dall’operatore al sistema AS400 Sig. Antonino Battaglia, e dai rappresentanti dell’A.I.A., Sig. Giacomo Ciancio e Sig. Andrea Togni, nella seduta del 08/04/2025, ha deliberato sulla gara RSC Riposto – Pedara play-off Under 17, ecco le decisioni adottate:
- L’esclusione della Società RSC Riposto dal campionato Allievi/Under 17 della stagione 2025-26, infliggendole nel contempo l’ammenda di Euro 500,00;
- Di squalificare i seguenti calciatori della Società RSC Riposto:
Sette i giocatori squalificati per cinque anni: fino al 05.04.2030, disponendone la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC a carico di Rapisarda Sergio, Arcidiacono Fabio, Mancini Matteo, Messina Mario, Pagano Gabriel, Finocchiaro Matteo, Treffiletti Matteo.
Altri due giocatori squalificati per cinque anni: fino al 05.04.2030 a carico di Rosa Simone Alfio, Cucè Mattia Sebastiano.
- Squalificato per tre anni: fino al 05.04.2028 Dilettoso Alessandro.
- Tre mesi di squalifica all’allenatore della RSC Riposto: fino al 30.06.2025 il Sig. Anastasi Maurizio, sanzione attenuata per la fattiva collaborazione dimostrata nel proteggere l’arbitro;
Tre mesi di squalifica al dirigente addetto all’arbitro: Di inibire a svolgere qualsiasi attività sportiva fino al 30.06.2025 il Signor Previtera Rosario. Sanzione attenuata per la fattiva collaborazione dimostrata nel proteggere l’arbitro.
- Di disporre l’obbligo del risarcimento dei danni riportati dall’autovettura dell’arbitro se richiesto.
Cosa è accaduto al triplice fischio finale, riportiamo integralmente quanto riportato nel “referto arbitrale”
“In premessa si rileva che nonostante l’inagibilità delle tribune i dirigenti della Società ospitante consentivano l’ingresso di circa 150 persone -tutte riconducibili alla stessa- facendole transitare da un ingresso secondario, che interseca gli spogliatoi delle squadre e dell’arbitro;
Subito dopo il triplice fischio si avvicinavano all’arbitro, con fare minaccioso, diversi tesserati della Società RSC Riposto rivolgendogli frasi minacciose.
L’arbitro si allontanava di qualche metro per sottrarsi all’aggressione non riuscendo perché colpito da un calcio sferrato con forza che lo faceva cadere. Durante la corsa notava che i cancelli che collegano la tribuna al terreno di gioco erano stati deliberatamente aperti per permettere l’ingresso dei sostenitori della Società RSC Riposto che intendevano aggredirlo.
Tra gli aggressori il direttore di gara riconosceva il calciatore Rapisarda Sergio, già espulso nel corso della gara per contegno offensivo nei confronti dello stesso, che, rientrato sul terreno di gioco indossando una maglia di colore diverso, lo colpiva al viso con un pugno, successivamente lo colpiva con calci provocandogli forte dolore e stordimento e, nella mischia lo attingeva con sputi strappandogli la divisa;
Il calciatore Arcidiacono Fabio lo inseguiva arrivando dalla direzione opposta rispetto agli altri aggressori ed incrociandone la corsa lo colpiva con un calcio, saltando con grande forza sul fianco e sulla coscia destra provocandogli forte dolore, un’abrasione al gluteo destro ed un trauma alla mano omolaterale, permettendo così al resto dei compagni di raggiungerlo. Mentre l’arbitro era a terra continuava a colpirlo con calci e pugni urlandogli frasi del tono di “devi morire”.
Il calciatore Messina Mario, insieme ai compagni, lo inseguiva tentando più volte di colpirlo; raggiuntolo lo colpiva alla schiena con un pugno di notevole violenza gridandogli che non sarebbe uscito vivo dal campo.
Il calciatore Rosa Simone Alfio, espulso nel corso della gara per una mass-confrontation con un avversario, rientrato sul terreno di gioco, insieme ai compagni lo inseguiva riuscendo a colpirlo al fianco destro.
Il calciatore Mancini Matteo, anch’esso espulso nel corso della gara, rientrato sul terreno di gioco e dopo averlo inseguito, colpiva l’arbitro attingendolo al collo, all’orecchio destro ed al viso provocandogli forte dolore;
Il calciatore Pagano Gabriel dopo avere inseguito il direttore di gara lo colpiva ripetutamente e con violenza inaudita con pugni, schiaffi al volto e ad un fianco provocandogli forte dolore e stordimento, divincolandosi nonostante venisse più volte placcato, cessando l’aggressione solamente per l’intervento di una Donna che scendeva dalla tribuna con lo specifico intento di calmarlo.
Il calciatore Cucè Mattia Sebastiano, al termine dell’inseguimento lo colpiva violentemente alle spalle provocandogli forte dolore.
Il calciatore Finocchiaro Matteo lo strattonava nella mischia colpendolo con pugni al volto ed alla spalla provocandogli forte dolore. Fermato più volte riusciva a divincolarsi colpendolo nuovamente con estrema violenza.
Il calciatore Treffiletti Carmelo, già espulso, rientrato sul terreno di gioco raggiungeva l’arbitro e lo schiaffeggiava ripetutamente e violentemente provocandogli stordimento e rossore al viso. Lo stesso lo inseguiva fino allo spiazzo antistante gli spogliatoi.
Il calciatore Dilettoso Alessandro, dopo avere rincorso l’arbitro gli rivolgeva insulti e frasi del genere “Te la sei cercata” dirigendosi poi verso il calciatore della Società Pedara Messina Davide che, espulso in precedenza, era rientrato in campo con l’intento di difendere -insieme ad altri compagni di squadra- il direttore di gara , colpendolo al viso con uno schiaffo di notevole violenza.
I calciatori della Società RSC Mancini Matteo, Treffiletti Carmelo, Arcidiacono Fabio, Rapisarda Sergio, Finocchiaro Matteo, Messina Marioe Pagano Gabriel si allontanavano dall’arbitro per andare a colpire con pugni e schiaffi i tesserati della squadra ospite.
Quattro persone riconducibili alla Società RSC, non iscritte in distinta, entrate sul terreno di gioco aggredivano l’arbitro con calci e pugni ed uno di essi lo attingeva ad una spalla con la bandierina strappata dalle mani dell’assistente di parte.
I Signori Anastasi Maurizio e Previtera Rosario, rispettivamente allenatore e dirigente addetto all’arbitro della Società RSC , dopo avere tentato di calmare i propri calciatori non riuscendovi, allontanavano il direttore di gara dagli aggressori rivolgendogli, tuttavia frasi come “Te la sei cercata, te le meriti”.
L’arbitro che – aiutato – era riuscito a raggiungere lo spogliatoio, ne poteva uscire solo grazie all’ausilio dei Carabinieri, frattanto intervenuti, ma nello spiazzo antistante erano presenti genitori di alcuni calciatori che tenevano atteggiamento aggressivo e gli rivolgevano insulti e minacce. Seppure scortato per salire a bordo della propria autovettura quest’ultima era fatta oggetto di calci e pugni che provocano ammaccature alla carrozzeria.
Infine lasciato l’impianto di gioco l’arbitro si dirigeva al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Acireale ove veniva sottoposto ad accertamenti (che dovranno proseguire nei prossimi giorni) e dimesso con una prognosi di 7 giorni s.c.”
In base a ciò come si legge nel comunicato “La puntuale esposizione dell’accaduto fatta dall’arbitro evidenzia la inaudita violenza messa in atto dai calciatori della squadra RSC Riposto; nonché da un gruppo di sostenitori della stessa Società , la quale ultima va sanzionata sia per l’ esecrabile comportamento dei propri tesserati, sia per l’assoluta mancanza di misure d’ordine oltre che per avere colpevolmente consentito l’ingresso in tribuna di persone estranee che hanno attivamente partecipato all’aggressione dell’arbitro; Pertanto, visti gli articoli : 8 commi B ed M e dell’ articolo 9 del C.G.S.;” il Giudice Sportivo ha emesso i propri provvedimenti disciplinari
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