E’ fermo ai box per un infortunio, lui la domenica soffre vedendo i suoi compagni in campo,il suo amore viscerale verso la maglia dell’Akron Savoca è nota a tutti, soffre ma allo stesso tempo incita, incoraggia la squadra alla vittoria.
Lui è stato uno dei protagonisti della promozione dell’Akron Savoca in Seconda Categoria con i suoi 18 gol, decisivo in diverse gare, non è stato così in questa stagione, non molto fortunato per l’attaccante (infortunio alla spalla)il cui idolo è Messi, il cui sogno nel cassetto “giocare in campionati importanti”.
Stiamo parlando del giovane Alessandro Impellizzeri fedele alla maglia numero 10, come quella del suo idolo Messi, poche volte ceduta con gioia al capitano storico savocese Dario Luchino.
Abbiamo incontrato il giovane Alessandro al Bar Heaven ovvero al Bar dello Sport di S. Alessio supportati da un ottimo cornetto e cappuccio, abbiamo iniziato la nostra chiacchierata con la prima domanda sul momento non esaltante dell’Akron Savoca? “Credo che dopo un periodo iniziale di rodaggio la squadra stia facendo bene. Non dimentichiamoci che è il primo anno di seconda categoria per noi. Siamo stati anche sfortunati in certe partite dove potevamo prendere qualche punto in più”
Secondo te come si può uscire da questo momento delicato? ”Dobbiamo continuare ad allenarci con costanza e sono sicuro che i risultati arriveranno. Chi si allena bene vince”.
Il S. Alessio sembra lanciato verso la Prima Categoria, l’Akron Savoca dove può arrivare? “ Il Savoca ha dimostrato di potersela giocare con tutti quindi l’obiettivo deve essere quello di arrivare ai play-off. Per quanto riguarda il Sant’Alessio faccio i complimenti a loro per il primo posto. Al contrario di noi sono stati fortunati in certe partite”.
Una stagione non positiva anche per te, un infortunio che ti ha tenuto fuori per diverse gare? “Si, purtroppo per me è stata una stagione sfortunata, con molti infortuni e poche partite giocate”.
Adesso la tua condizione? “Sto meglio ma non so quando potrò rientrare. Credo ci vorrà ancora del tempo”.
La tua ricetta per fare sognare l’Akron Savoca al raggiungimento dei play-off? “Come ho già detto prima allenamento, allenamento e allenamento. Solo allenandoci possiamo ambire a traguardi importanti”.
Eppure ad inizio stagione dopo le due vittorie iniziali, qualcuno parlava addirittura di vincere il campionato? ”Qualcuno poteva essersi illuso, bisogna tenere i piedi per terra quando le cose vanno bene e non bisogna deprimersi quando non gira. Ci vuole equilibrato nei giudizi. non eravamo fenomeni prima e non siamo brocchi ora”.
Tu sei uno dei veterani dell’Akron Savoca vedi qualche differenza in questo gruppo rispetto alla storica promozione in Seconda Categoria? “ Le differenze ci sono come è normale che sia. Quello che ha fatto Il gruppo della promozione resterà scolpito nella storia della società ma adesso sono arrivati altri giocatori bravi che si sono inseriti bene”.
Nel periodo savocese hai avuto diversi allenatori Mimmo Moschella, Roberto Bartolotta, Carmelo Rigano, la coppia Tusano-Luchino, adesso Perrone. Personalità diverse che sicuramente ti avranno trasmesso le proprie esperienze? “Mi sono trovato bene con tutti, davvero. Ricordo con piacere anche mister Fleres che mi ha permesso di esordire in Prima Squadra. E’ ovvio che mi sento più legato ai mister Bartolotta, Luchino e Tusano che hanno segnato la mia crescita di calciatore e mi hanno insegnato tanto. Abbiamo passato anni irripetibili insieme. Con Luchino ho un legame speciale. Con il Mister Rigano purtroppo non ho avuto modo di lavorare perchè è stato al Savoca nell’anno in cui io ero infortunato. Mister Moschella ha le conoscenze giuste per fare l’allenatore. Mister Perrone è davvero molto bravo tatticamente. Credo sia molto capace. Ognuno a modo suo è riuscito ad imporre le proprie idee e tutti hanno raggiunto buoni risultati. Da loro ho cercato di imparare più possibile perchè un giorno mi piacerebbe fare l’allenatore”.
Secondo te chi è l’anima dell’Akron Savoca? “L’anima del Savoca è il gruppo. Questa è una squadra che ha sempre fatto del gruppo il suo vanto e la sua forza. Senza fare torto a nessuno dei miei compagni vorrei menzionare Marco Spadaro, Alessandro Mantarro e Riccardo D’Amico che contribuiscono a rendere questo gruppo unito”.
Tu hai giocato con diversi giocatori, il tuo partner ideale? “Con Spadaro Antonio siamo grandi amici. Ci conosciamo da tanto e basta uno sguardo per capirci in campo. Secondo me è fra gli attaccanti più forti della seconda categoria. Peppe Mangiò mi aiutato tanto, grazie a lui sono cresciuto a livello calcistico e non solo. Lo ringrazierò sempre. Sono due attaccanti forti con cui è facile giocare e spero di continuare a giocare insieme a loro per molto tempo”.
Il suo sogno nel cassetto? “Il mio sogno è sempre stato quello di giocare a calcio ad alti livelli”.
Il tuo campione preferito? “Il mio campione preferito è sicuramente Messi. Un extraterrestre!! Senza dubbio il più forte al mondo”.
Chiudiamo con una domanda: su una torre trovi il Presidente Alberto Impellizzeri, l’ex direttore sportivo, oggi segretario Nino Muscolino e Peppe Mangiò. Chi butteresti dalla torre, ovviamente ci deve dare anche la motivazione? “Alberto mi perdonerà ma butto lui dalle torre semplicemente perchè con gli altri due ho un rapporto fantastico!